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Sommario

ripensandoci

Il dono

riflessioni sul corso prematrimoniale

Tutti i giovani pensano, in un modo o nell’altro, al proprio futuro, con i dubbi e le paure per il domani e le speranze di una vita serena. Noi giovani coppie cristiane abbiamo una marcia in più. Abbiamo scelto consapevolmente il nostro futuro. Abbiamo scelto la nostra vocazione. E ci siamo seduti in cerchio, all’inizio un po’ timidi, chi già un po’ in ritardo, chi con la tosse, chi con la settimana sulle spalle, chi solo e con la propria fidanzata lontana, ma credo tutti con il cuore e con la mente pronti per iniziare un cammino.

dono

Durante il corso prematrimoniale ci è stato detto: «il matrimonio è una vocazione se è scelta d'amore totale, unico, eterno, umano, fecondo, fedele e libero». E non ci siamo meravigliati se nel leggere “Humanae vitae”, Lettera enciclica di Paolo VI, questi valori ci sono apparsi così veri nel loro profondo significato d’amore. Ci è stato anche detto, però, «attenti, perché mai come in questi tempi quei valori vengono meno».

La fragilità dell’amore è evidente nei numeri delle separazioni e dei divorzi, nella debolezza della famiglia non sufficientemente coltivata, nella responsabilità educativa vissuta con fatica, negli impegni professionali che assorbono gran parte del tempo e lasciano solo le briciole ai legami familiari. In questa situazione il matrimonio si logora: inutile è lottare, impossibile è cambiare. Abbiamo letto e visto insieme i grafici sui quotidiani e ci siamo stupiti sapendo che al giorno d’oggi i divorzi all’estero si possono sottoscrivere addirittura on-line...

bambini

È vero, finché si è giovani le vele sono sempre spiegate e gonfie di vento. Sembra impossibile perdere questo meraviglioso slancio di vento. La passione si può attenuare e non mancano le esperienze dolorose e le crisi. Non possiamo dire “Noi non lo sapevamo”, perché il corso ci ha preparato anche a questo, ci ha aperto gli occhi su ogni aspetto, anche su quelli dolorosi, quasi a metterci il bastone tra le ruote.

Avanzando nella vita si capisce che l’amore è una continua conquista, è donarsi senza riserve, reciprocamente “in vista di un mutuo perfezionamento personale”. (Humanae viate, Paolo VI) L’amore va continuamente stimolato e deve essere generatore di vita perché i figli, dono e stimolo per la famiglia e frutto di una maternità e paternità responsabile, permettono di non esaurire l’amore solo tra due persone. I divani delle nostre case dovranno essere allora “consumati” di vita, di tempo trascorso insieme, affinché quei sorrisi scambiati e quelle mani nelle mani, di cui porto un ricordo del corso, non cessino mai di esistere.

Così penso che anche in questo anno, la lezione del Matrimonio come Sacramento che il Don ha voluto dare ai “Suoi” fidanzati sia stata ascoltata, capita, discussa e vissuta. L’esito del corso è sicuramente positivo... e non mi riferisco al fatto che non ci sono state crisi di coppia! Mi riferisco a quegli insegnamenti che ci ha lasciato dentro o a quegli interrogativi a cui ci ha chiesto di rispondere sui figli, sulla fedeltà, sul perdono.

Abbiamo parlato spesso di dono: donare se stesso per l’altro, il dono dei figli... Mi piace considerare un po’ anche questo corso come un dono perché ora le vele sono ancora più gonfie per vivere in coppia con Dio.

«Ti accolgo come compagno di viaggio, ti chiedo di camminare insieme. Ci fermeremo per strada ad aspettarci l’un l’altro, se sarà necessario, adegueremo il passo al passo del più stanco». (In coppia con Dio. Pagine bibliche da leggere in due. Paolo Curtaz)

Carla


Pasqua 2008


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