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Sommario

ripensandoci

Esercizi Spirituali nella vita corrente

Anche quest'anno, dal 3 al 7 marzo, ogni sera abbiamo avuto la possibilità di vivere gli Esercizi Spirituali nella vita corrente. Era giusto, quindi, accennare a questa proposta che, insieme ai Centri di Ascolto, caratterizza da alcuni anni la Quaresima della nostra comunità.

Ma siccome viviamo in una dimensione temporale, se non avete di meglio da fare, voi potrete leggere queste righe quando avrete già vissuto gli esercizi, mentre io, per tempi tipografici (Cüntómela deve essere pronto prima di Pasqua), sono costretto a parlarne prima che essi si svolgano realmente.

Per tentare di evitare ciò che fanno i veri giornalisti che, non di rado, si permettono di scrivere su esperienze che non hanno vissuto, recensire libri che non hanno letto o film che non hanno visto, prenderò spunto dalla traccia e dai brani biblici che Padre Natale ha già consegnato a don Giuseppe.

Con il titolo “Lo Spirito vi insegnerà ogni cosa”, lo stesso Padre Natale ha tenuto fede al suo progetto triennale: dopo il Padre e il Figlio, quest'anno ha impostato la settimana di esercizi sulla Terza Persona della SS. Trinità.

Pur essendo una metafora tutt'altro che nuova e originale, proviamo ad immaginare questa settimana come un viaggio da fare insieme: io cercherò di illustrare la cartina con il percorso previsto e con l'indicazione di alcuni monumenti significativi da visitare-meditare; voi potrete riguardarla a posteriori, sperando che magari una parola o un'espressione vi aiuti a recuperare ciò che lo Spirito, mediante anche la vigorosa voce di Padre Natale, ha suggerito al vostro cuore.


1a tappa: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi” (Lc 4,21)

Ricordando l'episodio di Gesù nel tempio mentre legge un passo del profeta Isaia, dichiarandosi poi Lui stesso l'inviato ad annunciare un lieto messaggio ai poveri e la liberazione agli oppressi, siamo invitati a riscoprire la centralità della Parola di Dio che ci salva e ci dona un lieto messaggio oggi, nella nostra quotidianità. Proprio mediante la grazia dello Spirito, la Parola non è solo narrazione di fatti avvenuti 2000 o più anni fa, ma diventa evento attuale, ci dona vita oggi e ci spinge a diventare testimoni attivi di questa Parola di salvezza.

Monumenti da meditare:


2a tappa: “... se uno non rinasce dall'alto” (Gv 3,3)

Da questo punto del nostro viaggio avremo come guida privilegiata il Vangelo di Giovanni, che in questa tappa ci invita ad assistere, nell'oscurità della notte, all'incontro fra Gesù e Nicodemo. Quest'ultimo è attratto dalla figura del Maestro, ma fa molta fatica ad immaginare come si possa rinascere dall'alto. Pensa partendo dalla terra (grembo di sua madre), mentre Gesù lo invita a riflettere partendo dall'alto. È possibile rinascere dall'alto solo affidandoci allo Spirito Santo, meditando la Parola di Dio, accogliendo Gesù come Parola fatta carne, accettando e seguendo la Sua testimonianza di amore, spinto fino al totale abbassamento nella morte sulla croce... perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna.

Monumenti da meditare:


3a tappa: “Lo Spirito Santo vi guiderà alla verità tutta intera” (Gv 16,4-15)

A meta viaggio incontriamo un percorso molto difficile anche da descrivere. I discepoli sono tristi perché Gesù annuncia la partenza da questo mondo e dice che è bene così, altrimenti non può venire lo Spirito che ci rivelerà in pienezza cos'è la vita (donarsi agli altri) e cos'è la morte (rinchiudersi nell'egoismo). Il giudizio di Dio si realizza nel condannare il mondo (il male) salvando il peccatore. L'unico vero peccato è non credere nel Figlio e, quindi, non credere e non vivere come fossimo tutti fratelli di un unico Padre. Lo Spirito Santo non ci dice nuove verità, non ci comunica nuove e fantasiose rivelazioni, ma ci conferma e ci aiuta a vivere l'unica e totale verità che è Gesù Cristo.

Monumenti da meditare:


4a tappa: “Ancora un poco e non mi vedrete un po' ancora e mi vedrete” (Gv 16,16)

Se il percorso precedente era accidentato, questo si presenta ancora più oscuro. Per i discepoli cala una fitta nebbia sull'immagine che si erano fatti di Gesù. La sua morte (Venerdì Santo) e il grande silenzio del sepolcro (Sabato Santo) demoliscono tutti i nostri idoli, le nostre idee (anche su Dio), i nostri progetti esistenziali. Tutto sembra finito e inchiodato su una croce di legno. La sofferenza che tutti - credenti e non credenti - sperimentiamo, l'angoscia e i dubbi possono durare anche tutta una vita, ma per Gesù è un tempo breve (... ancora un po'). La croce ci dona la vera immagine di chi è Dio e di chi è l'uomo. Se riusciamo a vivere nella fede questo passaggio, comunque tremendo, il silenzio di Dio viene illuminato dalla Sua presenza, invisibile agli occhi della carne, ma completamente visibile e sperimentabile con quelli del cuore e dello Spirito. Ecco, allora, che l'oscura nebbia è vinta dalla luce della risurrezione.

Monumenti da meditare:


5a tappa: “Nessuno vi toglierà la vostra gioia” (Gv 16,22-33)

Di solito nell'ultimo giorno di un viaggio possono essere molte le emozioni e le riflessioni che sorgono nei partecipanti: alcuni saranno dispiaciuti perché è già finito, altri potranno dichiararsi soddisfatti per le molte cose che hanno potuto vedere, alcuni saranno stanchi, altri ancora proveranno nostalgia per la loro casa e avranno voglia di ritornare.

Non so se potremo provare sensazioni analoghe anche alla fine della nostra settimana di esercizi spirituali. Mi piace, però, la proposta di Padre Natale di concludere l'esperienza parlando di gioia: gioia perché Dio ci ama e sa di quello che abbiamo bisogno prima ancora che glielo chiediamo; gioia perché, in qualunque situazione ci troviamo, Gesù è sempre al nostro fianco avendo sperimentato Lui stesso il dolore, la sofferenza e la morte; gioia perché, come leggo ancora nella traccia di Padre Natale, “lo Spirito Santo è colui che crea la grande tavola della famiglia, dell'amicizia, della parrocchia, dell'amore”.

Come Gesù anche ognuno di noi ad un certo punto della sua vita sarà chiamato a far ritorno alla casa del Padre. Giustamente non sentiamo nostalgia ogni attimo per questo ritorno, ma è bello sapere che questo non sarà ritornare ad una routine quotidiana, bensì ad una vita piena, ad una gioia che nessuno potrà toglierci.

Franco


Pasqua 2008


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