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ripensandoci

Mea culpa, mea colpa, mea maxima culpa!

Dal Consultorio familiare “G. Tovini”

“Ho peccato molto in pensieri, parole, opere ed omissioni...”

Iniziamo ogni santa Messa con questa confessione: ho peccato molto! Gran cosa è riconoscere, davanti a Dio, alla comunità, all'umanità intera la nostra colpevolezza: dona, o meglio, ridona dignità alla persona che ha peccato.

A me sacerdote capita raramente di sentire l'autoaccusa di peccati di omissione. Non li troviamo, ci sembra una cosa strana, che si dice tanto per dire anche questo e sentirci a posto, una specie di “voglio stare sul sicuro”.

Eppure nostro Signore Gesù Cristo un giorno ci farà l'esame soprattutto sui peccati di omissione. Tutti abbiamo negli orecchi le parole del giudizio finale: “non mi hai dato da mangiare, non mi hai dato da bere, non mi hai ospitato, non mi hai vestito, non mi hai visitato”... e per questo non ci si sentirà dire da Gesù: “vieni con me, sei dei miei”. Saremo degli esclusi par sempre.

Questo mi sembra di sentir mormorare da te che mi leggi: “Lo so benissimo, ma che cosa ha a che fare con il Consultorio familiare dei cristiani di Valle e Alto Sebino?”.

Gesù non ha detto niente di consultorio, non ha mai parlato di psicologi, di pedagogisti, di psichiatri nei consultori, non ha mai detto nulla di fidanzati o di corsi di preparazione al matrimonio, non ha mai suggerito l'educazione sessuale come scuola, non ha parlato di crisi dalla coppie... Quante cose Gesù non ha detto... Allora cosa tiriamo in ballo i consultori familiari o cose simili? Nel Vangelo non ci sono. Punto e basta. Io sono a posto.

Qui sta il peccato di omissione che ci riporta nella zona del post-passato di Caino dove la Sacra Scrittura registra questo parole: “sono forse io il custode di mio fratello?”...

Oggi abbiamo scoperto nuove povertà e abbiamo nuovo possibilità di soccorrere queste povertà. I gravi disagi dalla famiglie non c'erano ai tempi terreni di Gesù, e non c'erano neanche i professionisti laureati di oggi. Oggi ci sono, e noi oggi possiamo.

Non ci disturba per nulla il rimprovero di Gesù “ero bisognoso, tu potevi aiutarmi e non lo hai fatto?”.

Ecco il Consultorio ti dà una grande evangelica possibilità di contribuire al benessere di tante persone e famiglie che soffrono, non di pancia, di gola, di vestito o di malattia, ma di qualche cosa di più profondo, di meno visibile e che spesso crea un piccolo inferno qui in questa vita.

Pensa, prega, parlane con tutti e, se c'è posto, metti mano anche al portafoglio: il Consultorio può aiutare gli altri ed evitare peccati di omissione anche attraverso la tua generosità.

don Paolo Ravarini
assistente spirituale del Consultorio


Pasqua 2008


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