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Sommario

ripensando alla famiglia

Dare senza stancarsi e saper cedere

Vita di coppia

A voi è stato dato un dono grande insieme ad una responsabilità piena di speranza: mostrare nella Chiesa e nel mondo l’amore di Dio che si fa piena comunione, fedeltà operosa e fecondità generosa.
Sono cosciente delle sfide di questo tempo e dei continui attacchi culturali alla relazione coniugale, alla vita e alla famiglia; non di meno, però, sono anche certo che la grazia del Signore, a voi donata in maniera sovrabbondante, è efficace e che Colui che ha iniziato in voi l’opera buona della santità la porterà a compimento, anche nelle personali debolezze e fragilità.


Questo è solo l’inizio di una lunga e bella “Lettera agli sposi” scritta dal nostro vescovo Luciano. In queste poche righe c’è tutta la storia di chi decide di vivere in coppia con la benedizione di Dio. Quanto è difficile oggi mettere su famiglia! Tanti sono i problemi e le difficoltà materiali, tante sono anche le fragilità psicologiche, tante le tentazioni e le false illusioni della visione di un mondo fatto solo di benessere, del tutto dovuto e subito, alla ricerca della felicità.

È tanto difficile oggi restare uniti “finché morte non ci separi”. Mi si affolla un fiume di domande, di idee, di pensieri, di frasi dette dai nostri saggi nonni; mi sento stordita, confusa.

La vita non è tutta rose e fiori...
La vita è una rosa con le spine...
Pane e cipolla e cuore contento...

Cos’è che manca alla base di una sana e santa vita di coppia?

Per me, il film “La vita è bella “ di Benigni è un insegnamento a saper vivere, a saper affrontare i problemi che si presentano nella vita e a saperne trarre il lato positivo, persino nei momenti più tristi e terribili.

Perché non impariamo a guardare chi sta peggio di noi ma che, nonostante tutto, sa sorridere anche nella disgrazia e che ringrazia Iddio per la dura prova ricevuta, perché ha imparato a riconoscere il senso dell’amore e del sacrificio? Queste sono persone sublimi che certamente sono supportate da una grande fede, ma anche da un amore immenso.

Ecco la vera parola chiave della vita. Il legame di vero amore non conosce nubi e anzi raggiunge maturità attraverso le tribolazioni. Amore vuol dire solo dare, dare, dare senza mai stancarsi e senza mai pensare di dare per ricevere, cosa che purtroppo è insita nella nostra vita.

In ogni unione, anche in quelle più riuscite, si trovano diversità di carattere, imperfezioni, debolezze che potrebbero essere una minaccia incessante alla tanto desiderata felicità che per me personalmente non esiste, ma esiste la serenità, quella interiore, che ti dà la forza di saper affrontare ogni giorno che il Signore ci dà da vivere.

Nella coppia, quindi, deve esistere l'amore (non infatuazione o passione momentanea) che ha bisogno anche di essere supportato da tanta pazienza (di cui parlano tanto i nostri cari nonni), dal rispetto e dalla fiducia reciproci, dalla lealtà e sincerità e, non ultimo, dal dialogo; se volete anche dalle discussioni e dalle liti che comunque servono per crescere insieme, per comprendersi sempre più perché come coppia si è compagni l’un dell’altro e sostegno l’un dell’altro e quindi bisognosi entrambi di aiuto per smussare i propri caratteri e i propri difetti, per imparare anche a cedere. Saper cedere è un’arte e se non la si usa la vita di coppia diventa un inferno. Questo avverrà lentamente perché non si finisce mai di conoscersi, in quanto le situazioni nella vita sono sempre diverse e inaspettate.

Potrebbe essere questa la ricetta di una vita all’insegna dello stare bene con se stessi, con gli altri e non ultimo con Dio? È poi così difficile?

Una volta raggiunta la serenità, quale grande responsabilità si assume la coppia verso la società, verso i figli che vivono guardando alla famiglia, ai veri valori che essa riesce a trasmettere e a inculcare: la fede, l’onestà, il senso del dovere, l’intesa e l’armonia familiare.

Non me ne vogliano le donne se concludo con una poesia sulla donna:

Donna, necessaria all’uomo smarrito
dietro le sue vuote farneticazioni!
Donna, amoroso palpito di vita,
che conosci il mistero,
conducimi per mano nel cammino
e fa’ che la tua immagine
mi persuada a cercar le cose belle.
Donna, nell’ora del comune errore,
salva l’amore, salva il focolare
dove per tanti millenni
s’è conservata accesa e si è trasmessa
la fiaccola della civiltà umana.
Donna, vicina a Dio, forte e fidente,
all’uomo d’oggi,
orgogliosamente irretito nei labirinti ciechi
della ragione senza una speranza,
mostra gli spazi aperti all’infinito.
Donna, donna è questa la tua missione:
o tu la compi generosamente
o tutti insieme a te ci perdiamo.

Perché non pensiamo di ritrovarci come coppie a confrontarci e a scambiarci idee e esperienze, per poterci aiutare nella nostra crescita di convivenza e di responsabilità di vita, in un momento in cui tutto sembra non aver un significato?

Francesca Paradies


1 2009


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