Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno

Sommario

I trapianti sono dolorosi ma sempre fecondi

Ogni trasferimento di un sacerdote è sempre un insieme di gioia e di sofferenza, di ricordi e di progetti, di grazie e di auguri. Il trasferimento del sacerdote è come lo strappare una pianticella da un terreno per trapiantarla in un altro terreno. Ne soffre la pianta e ne soffre il terreno, anche se si è certi che così la pianta ritroverà nuova forza e il terreno sarà pronto ad accogliere la ricchezza di una nuova pianta.

D’altra parte il Sacerdote è al servizio di una Chiesa chiamata Diocesi e, ancor più da qualche decennio, sa che i confini del suo cuore di padre devono essere gli stessi confini di questa Chiesa e, se inviato, anche oltre.

Ho grande stima di don Giuseppe come pastore! Vedo in lui i tratti del prete bresciano in mezzo alla sua gente, che dà tutto per la sua gente e non si stanca di ritrovarsi coinvolto dalla vita della sua gente. Sempre con il chiaro orizzonte che a questi fratelli e figli devo portare il Vangelo, la Parola di Gesù di Nazareth che noi sappiamo essere il nostro Signore!

Sono quasi vent’anni che la parrocchia di Borno ha la presenza e il dono di don Giuseppe. Possiamo davvero pensare che la comunità cristiana di Borno sia diventata la famiglia di don Giuseppe. E a questa sua famiglia don Giuseppe ha dato la sua vita, ha offerto tutto ciò che è e che ha!

Posso immaginare quanti momenti, quante proposte e iniziative, quante sofferenze condivise, quanta Parola di Dio ascoltata insieme e quanti momenti sacramentali vissuti insieme!

La storia di Borno senz’altro è segnata da questo incontro e da questa dedizione! Anche perché conosciamo don Giuseppe, la sua tenacia, la sua insistenza, il suo non essere capace di mezze misure... A volte tutto questo può farlo sembrare duro ma poi si coglie, invece, come sia proprio questa la sua forza, il suo autentico modo di volere il bene della sua gente.

La storia continua! E don Giuseppe si rimette in cammino, non giovane, ma con un cuore grande e con un “sì” rinnovato al suo Signore e alla Chiesa.

Tra l’altro andrà, è vero, in una comunità cristiana che lo ha già conosciuto, pur se parecchi anni or sono, ma è mandato anche per iniziare a costruire un progetto nuovo; un progetto che, insieme a sacerdoti e laici che avrà vicino, guarderà al futuro e alla necessità di un incontrarsi, di un camminare insieme tra comunità cristiane.

In questi anni ho avuto modo di apprezzare e stimare la comunità cristiana di Borno: so che saprete dire grazie a don Giuseppe per questi anni condivisi con lui e saprete guardare avanti in forza di questi anni, pronti a rinnovare il bene che volete alla Chiesa, alla vostra parrocchia, e a ripartire con don Alberto e con il parroco che la Provvidenza vi donerà.

Buon cammino, don Giuseppe! Senz’altro in questo tempo io e te ci sentiamo ancora più vicini per il fatto che anch’io riprenderò il cammino, essendo chiamato a condividere la mia vita futura insieme ad una comunità cristiana.

Grazie, comunque, per il tuo modo di essere prete e per il tuo grande cuore. Grazie anche del rapporto che hai voluto con il tuo curato fatto di stima, di fraternità sacerdotale, di fiducia, di condivisione. Anche questo rimane come ricchezza per questa tua comunità di Borno.

Ti affidiamo al Buon Pastore! Lo facciamo con le parole del grande papa Paolo VI:

«Vieni, o Spirito, e dona ai tuoi sacerdoti
un cuore nuovo, sempre giovane.
Offri loro un cuore pronto ad amare Te
con la gioia e la profondità che solo Tu sai infondere.
Vieni e dona ai tuoi sacerdoti un cuore grande,
aperto alla tua parola,
chiuso ad ogni ambizione e competizione umana,
ma tutto pervaso dal senso della Tua Chiesa;
un cuore grande
capace di contenere tutta la Chiesa e il mondo;
un cuore grande e forte per amare tutti,
per servire tutti, per soffrire con tutti;
grande e forte per sostenere ogni prova e tentazione,
ogni stanchezza, ogni delusione e offesa;
un cuore grande e forte fino al sacrificio,
contento di compiere solo e sempre,
umilmente, fedelmente la Tua volontà». (Ordinazioni sacerdotali 1970)

Don Renato Musatti
(Vicario Zonale)


3 2009


Saluto del Cardinale G. Battista Re
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