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Sommario

Saluti dalle nostre suore

suor ida e vincenzina

Quante volte, don Giuseppe, noi suore Dorotee nelle nostre conversazioni e nelle nostre preghiere abbiamo ringraziato il Signore per il tratto di strada fatto collaborando con Lei e condividendo il comune ideale di “portare Gesù ai fratelli e creare comunione”.

Ci siamo sentite da Lei accolte, amate e valorizzate per quello che siamo. Abbiamo intuito la sua stima per la vita religiosa che, nella Chiesa, vuol continuare ad essere “segno dell'amore e della tenerezza di Dio per il suo popolo, e profezia dei beni futuri”.

Lei desiderava che la nostra presenza nelle varie attività parrocchiali, incarnasse questo segno di tenerezza e di comunione. La sua testimonianza di amore al sacerdozio e allo zelo apostolico, è stata per noi un costante e fraterno richiamo a vivere, con fedeltà e fervore, la nostra consacrazione e il nostro specifico carisma di suore Dorotee: “l'animazione cristiana della gioventù in spirito di amicizia evangelica”.

Per noi Lei è stato senz'altro un sicuro punto di riferimento. Quando avevamo delle incertezze, ci rassicurava dicendoci: “Tutto quello che fate, va bene!”.

In Lei don Giuseppe abbiamo avuto l'esempio di un vero Pastore che veglia con amore il suo gregge e al quale dedica con generosità tutte le sue energie. Era bello osservarlo al mattino presto seduto sul suo sgabello in preghiera, mentre affidava al suo Signore le gioie e le preoccupazioni del suo ministero pastorale. Quanto ci ha fatto bene constatare la sua capacità di vivere e lavorare con il suo curato, che tanto stima e apprezza.

Sappiamo anche quanto il suo buon cuore avesse una predilezione speciale per i bambini; essi, che captano al volo queste cose, corrispondevano e lo amavano davvero. Condivideva con noi la gioia e la preoccupazione per l'educazione dei bambini, sapendo che, attraverso loro, cercavamo di essere vicine anche alle famiglie giovani della comunità.

Partecipava con gioia ai vari momenti di festa, dove i piccolo esprimevano il “loro sapere”. Ricorda, Don, le ricorrenze di S. Dorotea partecipate da “mezza Borno”? Era bello vedere i bambini darsi da fare per animare la Messa, dove venivano presentate le mele e le rose rosse; le stesse che, secondo la tradizione, erano state mandata da S. Dorotea, per mano degli angeli, al suo carnefice per rassicurarlo del suo perdono.

Le mele, una volta benedette, venivano offerte a tutti i presenti, mentre Lei, don Giuseppe, coglieva l'occasione per spiegare che Dorotea significa “dono di Dio”, ricordando alle suore che “così devono essere anche loro”.

Ci piace pure ricordare il pranzo con gli stessi bambini nella festa di san Giuseppe: era proprio come il “Pastore buono” circondato dall'affetto e dalla tenerezza giocosa delle pecorelle più belle e più delicate del suo ovile.

I ricordi e i sentimenti sono molti e difficilmente si possono esprimere in parole.

Don Giuseppe, Le rivolgiamo il nostro grazie riconoscente e affettuoso, affidandolo al Signore nella preghiera. Sicuramente Lui sa quello che Lei è stato anche per noi suore Dorotee e non mancherà di ricompensarla abbondantemente, come solo Lui può e sa può fare.

Buon apostolato nella sua nuova comunità parrocchiale.

suor Ida e suor Vincenzina


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suore di casa albergo

Ogni giorno possiamo donare e ricevere un saluto, un abbraccio, un sorriso; piccoli gesti che ai cuori più sensibili portare gioia e calore, anche nei giorni meno lieti.

Carissimo don Giuseppe, questa momento è molto triste per noi, visto che ci lascia. Ogni separazione è sempre un dispiacere. Sappiamo benissimo che Lei si è molto interessato e dato da fare perché noi venissimo qui a Borno, per far compagnia agli ospiti di Casa Albergo; e una volta arrivate, ci ha donato sempre il suo aiuto.

Appena abbiamo saputo del suo trasferimento, ci siamo sentite orfane. Non abbiamo parole per esprimere il nostro dispiacere. La ringraziamo dal profondo del nostro cuore, anche a nome della nostra congregazione. Stia sicuro che la nostra preghiera sarà sempre con Lei, affinché lo Spirito Santo non le faccia mai mancare i suoi doni e la Madonna la sua protezione quotidiana.

Il Signore le doni un cuore forte, pronto e disposto a superare ogni difficoltà, ogni debolezza, ogni stanchezza. Le auguriamo buon lavoro nella vigna del Signore per i nuovi incarichi ricevuti, buona fortuna, e soprattutto buona salute.

Grazie don Giuseppe, grazie di tutto.

Le suore della carità di Casa Albergo


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suore orsoline

Reverendo e caro don Giuseppe,
in questo anno sacerdotale la Provvidenza Divina le ha affidato una nuova parrocchia: Darfo.

La sua partenza da Borno, anche per noi Suore Orsoline, è un sacrificio, che vogliamo offrire a Dio perché il suo compito pastorale a Darfo porti frutti di bene e di santità.

Caro don Giuseppe, per diciannove anni è stato un vero pastore in mezzo a noi: l’abbiamo sentito come un fratello maggiore, pieno di vita e di gioia rendendo così vive le celebrazioni liturgiche anche con il canto.

Grazie per la serenità e l’ottimismo che sempre ha trasmesso con la parola del Vangelo a noi e alle nostre ospiti in vacanza.

Le auguriamo di continuare la sua missione pastorale con entusiasmo e con forza, certo della presenza del Signore e sostenuto anche dalla nostra preghiera.

Con riconoscenza e affetto.

Le Suore Orsoline


3 2009


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