Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno torna inizio

Editoriale

Come in una casa ci sono spazi per il riposo, per preparare i cibi e per mangiarli insieme, per il gioco dei bambini e per il soggiorno dei più grandi; così in un paese, in una comunità ci sono edifici, luoghi, segni pensati per aiutarci a vivere le molteplici esperienze costitutive della comunità stessa.

Tipico spazio di ritrovo e incontro per i cristiani è ovviamente la chiesa parrocchiale, ma attorno ad essa, anche nel nostro paese, fanno corona altri edifici: la canonica, sant'Antonio, l'oratorio, la chiesetta dei disciplini, un po' più distante la casa vecchia delle suore.

Sempre come in una casa gli armadi e i ripostigli non bastano mai (soprattutto in questi anni in cui tendiamo a comprare ed accumulare superfluo su superfluo), anche la bella chiesetta di sant'Antonio in passato è stata a volte usata come deposito di oggetti e suppellettili vari.

Con don Giuseppe avevamo pensato di rimetterla un po' in ordine per renderla luogo accogliente, prolungamento di quell'oratorio che, con le sue tipiche proposte rivolte a ragazzi e giovani, nella sua stessa definizione è un costante invito alla preghiera.

Ecco allora che sant'Antonio vuole ridiventare segno del desiderio di far spazio alla contemplazione, della necessità di individuare anche nelle nostre vite luoghi ed occasioni di silenzio per ascoltare l'essenziale, quella parte che, secondo il Vangelo, non ci verrà mai tolta.

Come lo stesso don Francesco sottolinea, nel primo saluto alla sua nuova comunità, sia lui, sia noi, sia i fratelli di Capodiponte e di Pescarzo quest'anno vivremo tutti un Natale particolare; un Avvento e un Natale che possono essere rappresentati proprio dall'immagine della sede vuota.

Essa ci invita innanzitutto a ringraziare ancora una volta chi l'ha occupata per molti anni, donando entusiasmo, servizio ed amicizia; può esprimere la tensione di un posto in più che ogni comunità, ogni famiglia, ogni persona deve riservare per essere sempre pronta ad accogliere un eventuale ospite; ma, soprattutto, evidenzia la nostra attesa affinché quel posto, quel ruolo venga presto assunto da chi ha accettato di venire tra noi per aiutarci ogni giorno... a non temere, a porre la nostra fiducia, e quindi anche le nostre difficoltà, nelle mani di quel piccolo Bambino che continua a venire in mezzo a noi.

Don Alberto


 

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