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Oratorio Arcobaleno

Al “Cogno d'oro” Borno c’è!

divise coro arcobaleno

Quando avevo dieci anni, il curato di Borno era don Marco Busca. Era un appassionato di musica e di canto e si era inventato di mettere insieme un piccolo coretto di bambini da portare al Cogno d’Oro, la rassegna canora annuale della Valle Camonica. Sarebbe stata la prima partecipazione per Borno.

Sempre quando avevo dieci anni, già mi piaceva cantare e passavo ore e ore a far venire il mal di testa a mamma e papà, urlando a squarciagola e canticchiando i jingle degli spot pubblicitari, con tutte le parole sbagliate: una piccola rompiscatole canora.

Naturalmente l’invito fattomi da don Marco fu accolto con entusiasmo, tanto che mi ritrovai a fare la solista con la mia amichetta Chiara Magnolini: cantavamo “Bambinissimi Papà”. Bei tempi... Ancora ricordo le parole.

Dopo quella volta, per un motivo o per un altro, Borno non ha più partecipato al Cogno d’Oro, fino a 8 anni fa quando, spinto da alcuni genitori (Alberto ed Egle), è rinato il coretto parrocchiale.

Figuratevi che il presentatore era lo stesso di quando avevo 10 anni (ed è tutt’oggi al suo posto)! Mi ha perfino detto: “Ho scoperto che quando Borno è venuto a cantare l’ultima volta, la solista o eri tu o una che si chiamava come te!” “Ehm... Ero io...” “Ma pensa un po’! Che coincidenza!”

Già, che coincidenza, eh?

E oggi, dopo otto anni, il Cogno d’Oro è una delle tappe fondamentali del Coro Arcobaleno di Borno. Prima con la partecipazione straordinaria di Camilla (la chitarra) e poi con le basi di Domenico Faustinelli dell’Alfa Liscio. Prima con le coloratissime magliette estratte dagli armadi dei coristi e oggi con la nostra bella divisa ufficiale (Grazie don Alberto!). Prima con “Bongo direttore di Banda”, poi con “We are the World” o “Un amico è così...”

E tutti gli anni c’è sempre qualcuno di noi che vi partecipa per la prima volta! È bello vedere i “veterani consumati” che dicono frasi come: “Non ti preoccupare! Tra 5 minuti è tutto finito!” oppure “Non ci pensare e divertiti!”, che sono poi le cose che gli dico io...

Piccoli coristi crescono. Eh, sì. Non so se tra vent’anni i coristi di oggi si ricorderanno l’ansia, l’euforia, le risate, le prove e tutto il resto, ma secondo me qualcuno di loro, anche a distanza di anni, canticchierà ancora “Magiche note, scrive il mio cuore...” o forse “Fa più rumore un albero che cade...” E chissà che i loro figli partecipino a loro volta... Il cerchio sarebbe proprio completo.

Per intanto, noi andiamo avanti e cantiamo, in attesa della prossima performance, ma anche in attesa di nuovi coriste e coristi!

Annalisa


Estate 2009


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