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Sommario

ripensandoci

Pazienza: una straordinaria forza

Perdere la pazienza...
Armarsi di santa pazienza...
La pazienza di Giobbe...
La pazienza di Dio e la sua misericordia...
Benedetta pazienza, santa pazienza...
Con la pazienza si acquista scienza...
La pazienza è la virtù dei forti...
Faresti perdere la pazienza anche ai santi...
La pazienza è la più eroica delle virtù cristiane...

Chiedo prima di tutto scusa se queste mie righe, in alcuni passaggi, saranno personali e riguarderanno i miei giorni di ospedale e convalescenza. In queste giornate le molte persone che mi hanno fatto visita, e che ringrazio, spesso mi hanno ripetuto: “Deve aver pazienza!”

Il primario dell'ospedale, vista la mia impazienza e il mio nervosismo, senza tanti peli sulla lingua mi ha mi ha sbattuto in faccia queste parole: “Voi preti predicate la pazienza, dite belle parole, ma per tutti, anche per lei, giunge il momento di viverla questa pazienza”.

Aveva tutte le ragioni: è un conto parlare ed è un conto, invece, vivere ciò che è facile esprimere con la bocca. Ringraziando il Signore, avevo sempre avuto molte occasioni di parlare della pazienza, ma poche per viverla realmente.

Armarsi di santa pazienza è un processo graduale e continuo; come ogni virtù ha bisogno di un impegno e di una attenzione certosina.

Cos'è la pazienza? Essa è una qualità, è un atteggiamento interiore proprio di chi accetta le difficoltà, le avversità, le controversie, il dolore con animo sereno e con tranquillità, tenendo sotto controllo la propria emotività.

Pazienza e sofferenza sembrano inconciliabili se sono guardate solo con gli occhi del corpo, ma fanno meno paura se vengono lette nella luce di Dio. La pazienza, quella vera, è frutto dello Spirito. È importante sgomberare la nostra mente da alcuni preconcetti. La pazienza non è rassegnazione, non è inerzia; è, invece, una straordinaria forza interiore, spirituale, che ti aiuta a sopportare, a soffrire con coraggio.

Pazienza è coraggio di soffrire bene. Pazienza è anche ubbidire a tutti coloro che ti vogliono bene e che desiderano il tuo bene. Pazienza è pensare che tutti siano utili, ma nessuno è indispensabile. Il mondo va avanti con il nostro aiuto, ma anche senza il nostro aiuto, e spesso magari anche meglio.

L'apostolo Pietro nella sua seconda lettera scrive queste parole: “... mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l'amore fraterno, all'amore fraterno la carità”.

La pazienza riguarda i nostri problemi personali, ma proprio per questo legame che sfocia nell'amore fraterno, dobbiamo avere tanta pazienza anche per tutto ciò che nel mondo non va bene.

Benedetto XVI nei primi giorni della sua elezione al papato, ha parlato della grande pazienza di Dio con queste parole: “Quante volte noi desideriamo che Dio si mostrasse più forte, che Egli colpisse duramente, sconfiggesse il male e creasse un mondo migliore”.

A volte noi soffriamo per la pazienza di Dio, qualcuno magari la può scambiare perfino per impotenza o lontananza dello stesso Dio dai piccoli e grandi drammi dell'umanità, ma tutti abbiamo bisogno della Sua pazienza.

Il mondo viene salvato dal Crocifisso e non dai crocifissori; esso è guastato e abbrutito dall'impazienza degli uomini, ma viene redento e reso di nuovo splendente dalla pazienza di Dio.

Ecco allora che certamente con fatica siamo chiamati, mediante la sapienza del cuore, quasi a contemplare questa benedetta pazienza. Essa ci aiuti a santificare anche i periodi difficoltà, sapendo che il tempo non scorre invano. Per chi ha fiducia nel Signore, infatti, tutto concorre al bene.

Don Giuseppe


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