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Sommario

di tutto un po'

Notte prima degli esami

Arrivati alla fine della quinta superiore, non resta altro che affrontare gli esami di maturità. Già all’inizio di settembre i profe continuano a ripetere questa parola e tutti di buon proposito dicono che ”quest’anno ci impegniamo di più", ”studieremo tutti i giorni", "staremo attenti in classe"... Niente di più sbagliato, visto che ogni onesto alunno che si rispetti continua a studiare il giorno prima delle verifiche e a prepararsi, come consuetudine, i suoi tradizionali metodi di copiatura, senza notare che il tempo passa... passa... e improvvisamente arriva giugno...

Caspita di già? E la tesina? Ovviamente bisogna ancora iniziarla, o meglio bisogna ancora sapere di cosa parli. Il tempo di prepararla (qui un ringraziamento speciale va fatto a internet) ed entri subito in clima esame.

Bisogna cominciare il ripasso di tutte le materie... aspetta un momento... Ripasso? Ti trovi i pomeriggi con i tuoi fedeli compagni e domandi: "ma perché questo argomento l’abbiamo fatto e non lo sappiamo?” "Non ricordi! Questa verifica l’abbiamo copiata tutta... che bambo che era quel profe... non vedeva neanche il libro aperto sul banco".

In quel preciso momento ti penti di tutte quelle volte che l’hai fatta franca... maledici gli insegnati buoni a nulla, e per la prima volta cominci ad apprezzare quelli che, anche a forza di odiarli, ti hanno costretto a sudare, lavorare ed imparare qualcosa di utile.

Non sai come, studi tutto il giorno e ti sembra di non ricordare nulla... e intanto il giorno dopo c’è il tema... diciamo la prova più facile. Sei comunque un po' emozionato perché non sai come sono gli esami.

Lo stesso giorno ti prepari per il secondo test, vai a dormire sfinito e stanco quando improvvisamente alle 2 di notte il telefono squilla... "Eh vai a vederla...!!" Sai tranquillamente che è la solita bufala perché ci sei cascato anche tu il pomeriggio e mandi al diavolo il tuo compagno che, poveretto, ti voleva solo aiutare.

Ok! Fatta anche questa non resta che finire gli scritti con il quizzone, dove fai valere la tua esperienza accumulata in cinque anni ad imparare strani metodi comunicativi, acrobatici e aerodinamici, che neanche un mimo saprebbe fare. Più o meno riesci a cavartela... manca solo la prova più importante: il colloquio orale.

Dal più bravo a quello già condannato, la paura, l’emozione e il pensiero su come sarà lì davanti a tutti c’è sempre. Nel momento precedente alla prova vedi di quelle ”gufate" che anche una finale di coppa campioni si sogna. I più secchioni della classe che hanno paura di essere bocciati, dicono di non sapere niente quando in realtà sanno tutto, e quelli più a rischio cercano persino nelle nuvole un segno divino per la promozione.

Ma è il tuo momento... ti chiamano... entri, inizi e finisci senza neanche renderti conto. Ogni orale ha la sua storia, diversa per ognuno, bella o brutta che sia, ma alla fine uno esce dalla classe, abbraccia i compagni e in quel momento non pensa a niente; sa solo che finalmente ha finito... o almeno lo spera.

Davide Rivadossi


Estate 2009


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