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ripensandoci

Fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote

È questo il tema scelto dal Santo Padre per l’Anno sacerdotale, aperto da lui stesso venerdì 19 giugno, occasione in cui si celebra, insieme alla solennità del Sacro Cuore di Gesù, la Giornata mondiale di preghiera per la santificazione sacerdotale.

Benedetto XVI ha convocato il “giubileo” nel 150mo anniversario della morte del santo curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, che a conclusione dell’anno sacerdotale, il 19 giugno 2010, sarà proclamato patrono di tutti i sacerdoti del mondo.

anno sacerdotale

Il nostro parroco è particolarmente devoto a questo umile sacerdote, che trascorreva nel confessionale anche dodici, tredici ore al giorno, proprio come il santo P. Pio da Pietralcina: immagino che ce ne parlerà diffusamente, quest’anno, durante le omelie.

In questi dodici mesi saranno promosse, in tutte le diocesi italiane, varie iniziative spirituali e pastorali sia per far capire l’importanza del ruolo e della missione del sacerdote nella Chiesa e nella società contemporanea, che per potenziare la formazione permanente dei sacerdoti e dei seminaristi.

Il Papa stesso ha affidato, durante l’Angelus, questa nuova iniziativa alla preghiera dei fedeli, ritenendola un’occasione propizia “per domandare al Signore di far dono alla sua Chiesa di numerosi e santi sacerdoti”.

Il Signore vuole, infatti, che i sacerdoti siano santi, cioè “tutti suoi”, ministri - come ha detto il Santo Padre nel discorso - ai futuri diplomatici della Santa Sede “non preoccupati di costruirsi una carriera umanamente interessante o comoda, non alla ricerca del plauso e del successo, ma, al contrario, interamente dediti al bene delle anime, pienamente consapevoli di essere servi inutili, lieti di poter offrire il proprio povero apporto alla diffusione del Vangelo”.

In questi dodici mesi siamo, quindi, tutti chiamati a riscoprire il senso, l’identità e la bellezza del sacerdozio, ma soprattutto a pregare per i sacerdoti, perché non si diventa preti da soli: è la Chiesa che genera i preti e la comunità cristiana che li sostiene e li incoraggia a fare della propria vita un dono.

Preghiamo perché non si “lascino cadere le braccia” davanti alla missione che gli è stata affidata, ma si impegnino a vivere ogni giorno con tutta la bontà possibile.

E preghiamo, infine, per il nostro seminarista Alex e perché qualche altro nostro giovane si lasci ancora attrarre da Gesù in modo così speciale: sarebbe bello, in questo anno dedicato ai sacerdoti!

Anna


Un prete deve essere contemporaneamente
piccolo e grande,
nobile di spirito come di sangue reale,
semplice e naturale come ceppo di contadino,
una sorgente di santificazione,
un peccatore che Dio ha perdonato,
un servitore per i timidi e i deboli,
che non s'abbassa davanti ai potenti,
ma si curva davanti ai poveri,
discepolo del suo Signore,
capo del suo gregge,
un mendicante dalle mani largamente aperte,
una madre per confortare i malati,
con la saggezza dell'età e la fiducia d'un bambino,
teso verso l'alto, i piedi a terra, fatto per la gioia,
esperto del soffrire,
lontano da ogni invidia,
lungimirante, che parla con franchezza,
un amico della pace,
un nemico dell'inerzia,
fedele per sempre.

(anonimo medievale)


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