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ripensandoci

Estate: tempo per il corpo, tempo per lo spirito

L'estate è una stagione sognata, desiderata, attesa, anche perché sinonimo di vacanze, di sole, di viaggi, di recupero di una dimensione di vita più umana, non condizionata e scandita dal frenetico ritmo dell'orologio, che segna i molteplici impegni di ogni giornata lavorativa.

È un periodo in cui si presta maggiore attenzione al corpo, che si vuole più prestante, più forte, più bello, in ossequio ai canoni della pubblicità.

Sicuramente il periodo di riposo consente maggiore attenzione al benessere, alla salute, alla forma fisica, alla pratica sportiva.

Chi ha la possibilità, in riva al mare, di passeggiare all'alba lungo la battigia, di respirare il profumo intenso e salmastro che traspira dalle acque e pervade il corpo, si sente purificare e rigenerare. La stessa sensazione liberatoria accompagna chi nuota al largo, lontano dai rumori e dalle chiacchiere, e avverte solo lo sciabordio dell'acqua, in comunione con la natura, racchiuso fra cielo e mare.

Anche la montagna consente, attraverso salutari passeggiate, di scacciare la pesantezza accumulata nei mesi di lavoro, di recuperare scioltezza e agilità; ed offre sensazioni indescrivibili e uniche, non solo a chi pratica ascensioni in quota, ma a chi, semplicemente, sa gustare della bellezza e del profumo di un bosco, assaporare un frutto spontaneo appena colto, godere dello spettacolo di un cielo terso, di un festoso volo di rondini, di un purpureo tramonto. Percezioni e sensazioni che pervadono il corpo, ma che vanno oltre ciò che è pura fisicità, per investire il nostro essere più profondo.

La salute e la cura del proprio corpo sono importanti. Già gli antichi avevano riservato grande attenzione alla mente e al corpo; la locuzione latina “Mens sana in corpore sano” (Giovenale, Satire, X, 356) sottolinea il valore della sanità dell'anima e della salute del corpo, soli beni essenziali cui aspirare, per affrontare e superare le difficoltà e le avversità del vivere.

Anche Gesù attribuisce una particolare considerazione alla salute fisica, preludio della salute dell'anima.

Durante la sua vita terrena, interviene spesso con episodi miracolosi, a favore di malati e disabili. Con semplici parole, con l'imposizione delle mani o con altri mezzi, quali la saliva o il fango, opera delle guarigioni e restituisce la salute del corpo.

Gesù risana i lebbrosi (Luca, 17, 11-19), dona l'udito e la parola ad un sordomuto (Marco, 7, 31-37), rende la vista ad un cieco (Giovanni, 9, 1-7), libera un paralitico dalla sua infermità (Matteo, 9, 1-8).

Opera perfino delle risurrezioni: della figlia di Giairo,(Marco, 5, 21-43), del figlio della vedova della cittadina di Nain (Luca, 7, 11-17), dell'amico Lazzaro (Giovanni 11, 1-44). La stessa Risurrezione di Gesù è l'evento centrale dei Vangeli Canonici (Matteo, Marco, Luca, Giovanni), principio fondamentale ed esclusivo del Cristianesimo.

Non sempre, oggi, noi diamo al corpo l'attenzione che merita; o, meglio, tale attenzione non è ben indirizzata: si bada eccessivamente all'aspetto estetico, mentre si trascura la salute fisica.

Il fumo, l'alcool, altri tipi di droga vengono assunti con leggerezza, con superficialità, con incoscienza. La vita stessa viene messa in pericolo con giochi pericolosi, con prove di malinteso coraggio, con un senso di onnipotenza che travolge ogni razionalità. Anche il modo di alimentarci, a volte, è in dispregio della salute e non tiene conto dei dettami di un'alimentazione corretta ed equilibrata; i disagi adolescenziali possono sfociare in un drammatico rapporto col cibo, quali la bulimia e l'anoressia. Diete drastiche effettuate senza controllo medico o interventi ingiustificati di chirurgia estetica compromettono per sempre la salute.

Corpo e spirito sono due realtà complementari e inscindibili, che nell'uomo convivono e interagiscono in modo dinamico. Anche lo spirito necessita di rinascita, di rigenerazione, di crescita.

Si moltiplicano, oggi, proposte di viaggi e vacanze che corrispondono alla duplice esigenza di benessere psico-fisico, quali escursioni nella natura, volte a far conoscere l'ambiente e a promuovere la consapevolezza che è un bene comune che va conservato, protetto, riqualificato.

Le visite alle città d'arte avvicinano al patrimonio storico-artistico dell'umanità. Mostre, concerti, rappresentazioni teatrali... rispondono ugualmente a questo bisogno di conoscenza, di nutrimento interiore, di cultura.

Per un cristiano, un periodo di vacanza diviene un'occasione propizia per riscoprire, nella solitudine e nel silenzio della preghiera personale, il meglio di sé.

Un'occasione per una riconsiderazione del proprio percorso, del proprio cammino nella sequela di Cristo, sulla scia dei due comandamenti essenziali: ama Dio, ama il tuo prossimo (Matteo, 22, 34-40).

L'amore verso Dio richiede, innanzitutto, un'umile presa di coscienza del proprio limite, della propria incompletezza, della propria inadeguatezza a corrispondere al suo amore; implica la convinzione che ciò che ci accade, che spesso non riusciamo a spiegarci, a giustificare, ad accettare, rientra, comunque, in un suo disegno imperscrutabile al quale dobbiamo uniformarci con un affidamento fiducioso; esige, pur nelle continue debolezze e fragilità, uno sforzo continuo e consapevole di adesione al messaggio evangelico.

L'amore verso il prossimo comporta il superamento di ogni forma di egoismo ed individualismo, per accettare gli altri, saperne cogliere gli aspetti positivi, saperli comprendere ed aiutare. E questo a partire dal prossimo che ci è più vicino: i famigliari, gli amici, i colleghi di lavoro, le persone della comunità; per allargarsi ai più bisognosi di un nostro sorriso, di un nostro aiuto.

L'amore verso il prossimo trova compimento nell'esercizio della carità, come viene intesa e descritta dall'apostolo Paolo nella prima Lettera ai Corinzi (1 Cor, 13, 1-13); una carità che si identifica con l'amore, e che è paziente, benigna, rispettosa, disinteressata, giusta...

L'amore - caritas - è una forza straordinaria, che spinge le persone a impegnarsi con coraggio e generosità nel campo della giustizia e della pace. È una forza che ha la sua origine in Dio, Amore eterno e Verità assoluta” ( Benedetto XVI, Lettera Enciclica Caritas in Veritate).


Un periodo di riposo può offrire occasioni di solidarietà, di fratellanza, di condivisione... Auguriamoci che questa estate sia, per noi, un tempo di crescita, per il corpo e per lo spirito.

Orietta


Estate 2009


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