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ripensandoci

A proposito di ICFR

bambini al catechismo

Ciao a tutti... sono una mamma che da un po’ di tempo accompagna i fanciulli negli incontri di catechismo. Per anni ho seguito esclusivamente i ragazzi delle medie accompagnandoli verso la tappa importantissima della Cresima che, purtroppo, è chiamata il sacramento del “ciao” poiché solitamente, sbrigata questa “pratica”, i ragazzi spariscono (fortunatamente non è sempre così).

Ora invece sto seguendo i piccoli (adorabili) che hanno iniziato il cammino della I.C.F.R.

No, non è la sigla di una società segreta ma significa: Iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. Devo ammettere che a me questa novità ha dato molto da pensare: perché cambiare una cosa che è andata avanti, e bene, per anni e anni? I motivi sono molti: introdurre progressivamente al mistero di Cristo, dare il giusto risalto all’incontro con l’Eucaristia che deve ridiventare (come nelle origini) il nutrimento della vita del cristiano , e non ultima la necessità di cercare la “complicità” dei genitori nell’educazione cristiana visto che sono proprio mamma e papà i primi educatori dei figli.

Ho assistito perciò con soddisfazione all’entusiasmo che si respirava durante il primo anno di iniziazione sia da parte dei bimbi che dei loro genitori, ma questo mio sentimento si va purtroppo affievolendo di anno in anno vedendo che questi ultimi partecipano con meno assiduità ai (veramente pochi) loro incontri. Né è servito spostarli dalla domenica ai giorni feriali per favorire quelli che poi erano i primi a mancare. I bimbi invece hanno frequentato gli incontri con assiduità e profitto dando loro una bella lezione.

Uno a zero per i figli, direbbe qualcuno di nostra conoscenza, e ha ragione da vendere.

Stai un po’ a vedere che saranno i ragazzi ad educare mamma e papà e no viceversa? Che smacco per noi poveri genitori. Suvvia, alziamo la testa perbacco, dimostriamo ai nostri figli che le ore che dedichiamo loro sono le più preziose e quelle a cui teniamo di più. Andiamoci agli incontri, con serenità e soddisfazione. Per finire devo confessare di non essere una buona catechista, che non so se ho seminato qualcosa di buono o se i semi che ho gettato si sono persi o inariditi, ma come ci insegna Qualcuno, non bisogna mai stancare di seminare: prima o poi qualche seme trova terreno fertile nel quale crescere e fruttificare. Devo anche dichiarare che (come tutti i catechisti)ho voluto e voglio bene a tutti i bimbi e ragazzi che ho seguito a catechismo, che ho pregato per loro e con loro, che ho trepidato alla loro Cresima facendo mie le loro paure, l’emozione e la gioia e so già fin d’ora che il giorno fatidico nel quale i nostri ragazzi dell’ICFR incontreranno Gesù per la prima volta nell’Eucaristia (che a ragione deve essere il culmine della vita del cristiano) piangerò di gioia con voi cari “colleghi” genitori e avrò la certezza che Gesù in quell’unione piena di amore e di dono, entrerà nei loro piccoli cuori per accompagnarli per tutta ls vita.

La Santa Comunione non sarà il punto di arrivò ma di partenza per la loro vita di veri cristiani.

Deli


Estate 2009


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