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Sommario

ripensandoci

La vita: un cammino verso la Pasqua

“Il duplice carattere della quaresima - il quale, soprattutto mediante il ricordo o la preparazione al battesimo e mediante la penitenza, invita i fedeli all'ascolto più frequente della parola di Dio e alla preghiera e li dispone così a celebrare il mistero pasquale - sia posto in maggior evidenza tanto nella liturgia quanto nella catechesi liturgica”. (SC 109)

Tra i doni più preziosi che il Concilio Vaticano II ci ha lasciati, c'è la costituzione “Sacrosanctum Concilium”. Fu la prima ad essere promulgata dal Concilio ormai più di quarantacinque anni fa.

Questo documento ci ricorda e sottolinea quali sono gli “strumenti” che aiutano il cammino quaresimale perché possa essere un percorso di liberazione interiore ed esteriore:

Tutto questo per poter realizzare la nostra personale conversione.

Le parole che il primo giorno di Quaresima (Mercoledì delle Ceneri) abbiamo sentito - “Convertitevi e credete al Vangelo” - non possono e non devono rimanere semplici parole, ma devono prendere vita nella nostra quotidianità. Per noi cristiani è sempre tempo di conversione perché, nonostante la nostra vita di fede e la stessa nostra vita sacramentale, gli idoli del nostro tempo ci allontanano da Dio, ci portano a dimenticarci del Vangelo e nei fatti concreti ci spingono quasi a contraddire la stessa volontà di Dio.

Peccato e desiderio di conversione coesistono in noi; siamo sempre cristiani peccatori, bisognosi di conversione, di ritornare a Dio. S. Paolo nella sua lettera ai Romani, ci ammonisce con parole molto chiare: “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto”.

Senza che ce ne accorgiamo, magari involontariamente, ci stiamo conformando alla mentalità del tempo presente. Gli stili di vita e i modi di pensare attuali propongono anche alcuni aspetti positivi, tante possibilità se usate bene soprattutto a livello tecnologico, ma portano con sé molti rischi e pericoli.

Benedetto XVI nel suo messaggio per la Quaresima di quest'anno, presentando i vari impegni che caratterizzano un tempo che lui stesso definisce “di più intenso allenamento spirituale”, ha messo in risalto il digiuno. Hanno digiunato molti protagonisti dell'Antico Testamento (come, ad esempio, gli abitanti di Ninive dopo la predicazione di Giona); ha digiunato Giovanni Battista e lo stesso Gesù Cristo che ha vissuto per quaranta giorni nel deserto. Tanti santi hanno dato importanza al digiuno.

Tale pratica, afferma il Santo Padre, può darci la forza, la capacità di tenere a freno il peccato, di reprimere le bramosie del “vecchio Adamo”, di far sorgere nel nostro cuore la fame di realtà più profonde e il desiderio di riprendere la strada verso Dio.

Il digiuno rappresenta sempre un'esperienza importante per lottare contro ogni nostro egoismo, contro ogni attaccamento disordinato. È un invito ad una vita più sobria in cui usare con maggior equilibrio non solo cibi e bevande, ma anche parole, giochi, comportamenti per essere più vigilanti e attenti ai bisogni degli altri. La Quaresima, dice sempre il Papa, sia valorizzata in ogni famiglia e in ogni comunità cristiana per allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e per intensificare ciò che nutre l'anima, aprendola all'amore di Dio e del prossimo.

Leggevo su una rivista che la Quaresima è uno spazio per far rivivere il primato di Dio. Un buon numero di persone della nostra comunità ha voluto dare questo primato a Dio partecipando alla S. Messa quotidiana; tanti bambini e genitori hanno partecipato alla preghiera del mattino prima della scuola; diverse persone hanno ascoltato la Parola di Dio nei Centri di ascolto e nella settimana degli Esercizi Spirituali serali.

Digiunare, pregare, compiere qualche gesto di carità verso il prossimo sicuramente costano sacrificio, ma ci aiutano a vivere bene questo tempo, preparandoci a celebrare una vera, cristiana e santa Pasqua.

Quando leggerete queste righe la Quaresima sarà terminata, ma i suoi impegni dovrebbero contraddistinguere ogni giorno la nostra vita: questa, infatti, non è altro che una più o meno lunga Quaresima che ci prepara alla Pasqua definitiva, la Pasqua del cielo.

Don Giuseppe


Pasqua 2009


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