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ripensandoci

Ora et Labora

In occasioni della Festa dei Santi Patroni di Brescia Faustino e Giovita, il nostro vescovo nella sua omelia ha parlato della necessità di trovare nella nostra vita il giusto equilibrio tra lavoro e preghiera.

Lo ha fatto partendo dal motto di San Benedetto, “Ora et Labora”. Citando la sua regola afferma che “Essa richiede che l'esistenza umana sia equilibrata nei suoi ritmi in modo che un'esigenza (quella del lavoro o quella della preghiera) non cancelli l'altra e non produca uno stile di vita unilaterale, parziale”.

Mons. Monari affronta una questione interessante: nella nostra società e in particolare in questo difficile periodo di crisi economica, la preghiera è vista come una perdita di tempo perché non porta denaro, ma il vescovo Luciano usa un'espressione che mi ha molto colpito: nella vita bisogna essere disposti anche a perdere tempo. Spiega: “Ci sono nella vita dell'uomo delle esperienze che non si possono fare senza impegnare tempo: l'amicizia, ad esempio, la custodia dei sentimenti, la vita di coppia, tutto ciò che ha a che fare con le relazioni umane. Per costruirle bisogna essere disposti a spendere tempo ed energie per ascoltare, capire, rispondere, sintonizzarsi...”.

Lo stesso atteggiamento è necessario averlo anche con Dio. Non ha senso, dice Monari, parlare di Dio, ma è necessario prima di tutto riuscire a parlare a Dio ed ascoltarlo, solo in questo modo si crea un rapporto serio con Lui. In altre parole mi permetto di dire che è fondamentale instaurare un autentico rapporto di amicizia con il Signore.

Solo se è capace di fare questo, l'uomo ritorna dall'incontro con Dio veramente arricchito: “Se davvero nella preghiera entriamo nel dialogo con Dio, dalla preghiera usciamo con il volto luminoso, cioè più liberi, più gioiosi, più ricchi di speranza, più capaci di discernere il bene e di combattere il male”.

Il vescovo vede la bellezza e l'armonia del mondo, ma, nello stesso tempo, non può chiudere gli occhi alle ingiustizie, alle sofferenze che mortificano l'esistenza di tanti uomini. Davanti a questo mondo opaco che non lascia passare l'amore di Dio, Monari come figlio fa un meraviglioso appello al Signore: “chiedo allora a Dio, nostro Padre, di intervenire e di toccare questo mondo con la forza della sua compassione, di instaurare il suo regno di verità e di vita, di santità e di grazia, di giustizia, di amore e di pace” ...

Continua il vescovo: “Dio operi dolcemente, attraverso le sue creature, in modo da orientare il corso del mondo verso la bellezza e il bene. E nel momento in cui chiedo questo offro a Dio, con libertà e con gioia, me stesso come strumento della sua azione: gli offro il mio cuore perché Dio ami, le mie mani perché Dio operi, i miei desideri perché Dio li plasmi secondo i suoi desideri”.

“La gloria di Dio è l'uomo vivente”, dice Sant'Ireneo. Ovunque l'uomo è servito, accolto, onorato, rispettato, aiutato, lì la gloria di Dio si manifesta.

Per superare i momenti di difficoltà che si possono presentare durante il servizio al nostro prossimo, dobbiamo contemplare il volto di Gesù crocifisso, perché, dice Mons. Monari, solo se questo volto sarà stampato nel nostro cuore potremo superare ogni ostacolo.

Infine il nostro vescovo dice che non è proibito essere ricchi, ma le persone che lo sono, hanno una grande responsabilità: quella di usare il denaro tenendo presente la sua funzione sociale, di procurare il bene di tutti. Inventare posti di lavoro, favorire l'educazione e la formazione e l'ingresso nel mondo del lavoro delle nuove generazioni, garantire l'assistenza sanitaria anche ai più poveri sono solo alcuni degli innumerevoli modi in cui la ricchezza può essere trasformata in solidarietà e diventare strumento di santificazione del nome di Dio. Ma questa trasformazione è difficile se non si dedica tempo alla preghiera: è quella preghiera che smaschera le promesse illusorie della ricchezza, che fa crescere nel cuore il desiderio e la forza del bene”.

Mons. Luciano Monari ha la capacità di entrare veramente nel cuore dei fedeli, per questo motivo ho deciso di utilizzare spesso le sue parole per questo articolo. Se posso darvi un consiglio: se avete la possibilità, leggete i Discorsi del nostro vescovo, per me rappresentano una ricchezza straordinaria.

Luca Dalla Palma


Pasqua 2009


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