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Sommario

Il mistero del Natale

Ormai è vicino ed anche l’atmosfera che ci avvolge lo rende percepibile: il Natale è qui. È una festa cristiana, ma anche chi non si professa credente può percepire in questa ricorrenza annuale qualcosa di straordinario e trascendente, qualcosa di intimo che parla ad ogni cuore. È così perché Natale è la festa della vita e della gioia.

Come la nascita di un bambino è vita e gioia per una famiglia, così il Natale è l’incontro con un piccolo neonato che domanda di essere accolto nella nostra vita, perché sperimenti la gioia, quella stessa che si percepisce in noi contemplando lo sguardo di Maria e Giuseppe nella bellezza e semplicità del presepio. Così anche il segno umile della grotta e di coloro che in essa vi hanno trovato riparo, ci spinge a pensare alle tante creature che nascono nella povertà in molte regioni del mondo, ai tanti bambini che non vengono accolti perché abbandonati, abortiti, buttati come spazzatura, alle famiglie che vorrebbero un figlio e non possono sperimentare questa gioia perché la natura glielo impedisce.

natale

Natale, dunque, ci fa entrare un po’ di più nelle case e nelle famiglie del mondo, così che diventa anche per noi occasione di amicizia, di fraternità, spirituale, ma anche materiale con loro. Certo c’è sempre il rischio di non cogliere il significato interiore di questa grande festa e limitarsi al fatto esterno e commerciale di questo evento straordinario. Tuttavia difficoltà, incertezze, crisi economica possono farci riscoprire di più un Natale di semplicità, di amicizia, di sobrietà solidale, valori questi che sono propri del senso comune sul Natale. Una cosa, però, non può davvero sfuggire alla nostra attenzione: è quella che anima il Natale per noi cristiani quando, ogni volta che questa festa si avvicina, ci lasciamo cogliere dallo stupore e dalla sorpresa per ciò che è accaduto in quella stalla di Betlemme.

San Paolo ai Galati scrive: “Venne la pienezza del tempo, e Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge… poiché ricevessimo la adozione a figli”. E San Giovanni nel Prologo al suo Vangelo, ancora di più apre alla comprensione del Mistero, rivelandoci da dove viene quel piccolo bambino: “Il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi”. Ecco il centro della nostra fede, che non è la celebrazione dei sentimenti buoni, dei valori umani e nemmeno di un grande personaggio storico, bensì di Dio fattosi uomo.

A Natale noi cristiani non ci raccontiamo una favola dolciastra e nemmeno celebriamo genericamente il mistero della vita o l’inizio di una nuova stagione dell’anno. A Natale noi cristiani ricordiamo nella liturgia divina qualcosa di molto concreto ed essenziale per tutti noi e per ogni uomo: il Verbo che si è fatto carne, Dio che ha voluto entrare pienamente nella nostra umanità.

E questo è un evento storico, collocabile in un tempo ed in un luogo ben precisi. È un evento che ha gettato veramente luce sul buio del mondo perché Dio, che si unisce indissolubilmente alla nostra natura umana, non può che illuminare ogni cosa di noi e, soprattutto, il buio che sta nelle pieghe più nascoste del cuore dell’uomo. È così che l’uomo ha potuto vedere il “senso” del suo esistere, perché dire che il Verbo, la Parola eterna di Dio “si è fatta carne”, vuol dire che il “senso” di tutto si è fatto così vicino all’uomo, tanto che pur nella piccolezza della sua creaturalità, egli ha potuto comprendere il mondo, se stesso ed il suo destino.

Nel Verbo che “si è fatto carne” non si è disvelato soltanto il senso di ogni cosa, ma è stata rivolta una parola personale a ciascuno di noi, nella quale ognuno ha potuto cogliere quanto Dio lo conosca, lo chiami a sé, lo guidi, lo ami. Questa stessa Parola fattasi carne è sempre a noi accessibile nel Vangelo, nella celebrazione dei sacramenti, nella preghiera, in mezzo alla gente semplice, povera e peccatrice, dove oggi il Signore ha la sua dimora.

Natale, dunque, è una festa grande della fede ma, ancor di più, una opportunità privilegiata per meditare sul valore della nostra esistenza, una opportunità per trovare risposta alla perenne ricerca di felicità e di senso del nostro vivere e morire, una opportunità per riconoscere quanto grande sia il dono che Dio ci ha fatto venendo incontro all’uomo, comunicandogli direttamente la verità che salva e rendendolo partecipe della sua amicizia e della sua vita divina. Grazie Signore perché ti sei fatto così vicino a noi bisognosi di senso e buon Natale a voi e alle vostre famiglie.

Don Francesco


4 2010


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