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Un pellegrinaggio che mi ha aiutato a crescere

Lo scorso 28 maggio la nostra comunità ha compiuto l’ormai tradizionale pellegrinaggio a piedi al santuario dell’Annunciata, in occasione della conclusione del mese dedicato alla Vergine Maria.

Io non ho mai partecipato a quest’esperienza, e il motivo è semplice: fra andata e ritorno la distanza da percorrere è di circa 8 km e non sapevo se l’autonomia della mia carrozzina elettrica potesse reggere. L’idea di rimanere bloccato al buio non mi ispirava granché. Inoltre il primo tratto di strada che dalla rocca porta al santuario è molto dissestato, quindi poteva anche esserci il rischio di farmi male.

Quest’anno però ci tenevo particolarmente ad essere presente. La proposta, infatti, era stata rivolta in particolare ai cresimati, che ho avuto la gioia di seguire insieme a Gabriele e Franco nel loro percorso di catechesi, perciò, sarebbe stato bello condividere anche quel momento insieme.

Mamma si era offerta di accompagnarmi in macchina all’Annunciata, così avrei potuto partecipare almeno al momento conclusivo, ma non mi andava perché in quel modo non sarebbe stato un vero pellegrinaggio.

Dopo l’incertezza ho deciso di affidarmi un po’ alla Provvidenza e poi, in fondo, se non si prova non si può mai sapere. Ho caricato per bene la batteria della carrozzina e alle 19.45, ora del ritrovo, ero in piazza.

Sapete, io ho un grosso difetto: un po’ per orgoglio, un po’ per riguardo, cerco sempre di cavarmela da solo, e spesso per evitare di disturbare gli altri, non chiedo una mano, così non di rado rinunciò a fare le cose a cui tengo.

“Chiedete vi sarà dato”, dice Gesù, ed è vero, basta solo ritrovare un pochino di umiltà e rendersi conto che in fondo tutti abbiano bisogno dell’aiuto del nostro prossimo. Male che vada dicono di no.

Quella sera chiedendo ho trovato due angeli custodi: Pietro e Cesare, che sia all’andata che al ritorno sono stati la mia scorta.

Grazie al loro aiuto ho superato gli ostacoli incontrati lungo la strada ma, mentre scendevo recitavo il Rosario insieme alla tantissima gente che partecipava al pellegrinaggio, mi rendevo conto che il buon Dio in quella circostanza mi stava facendo superare un ostacolo importante: la paura di essere in qualche modo un peso per gli altri.

La carrozzina mi ha riportato a casa senza intoppi e se dovessi dirvi con una frase cosa ho imparato quel venerdì sera, userei queste parole: bisogna rischiare e mettersi in gioco se si vuole vivere veramente.

Luca Dalla Palma


Estate 2010


santuario dell'Annunciata
Pellegrinaggio all’Annu...

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