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GREST 2010: tra cielo e terra

“Francesco è impazzito. È diventato matto”. Ma che avete capito? Non parliamo del Don. Quel Francesco ha la testa perfettamente a posto.

Parliamo di un altro Francesco, che ci ha accompagnato per tre settimane di Grest, senza lasciarci un attimo di sosta.

E pensare che di Grest ne abbiamo vissuti proprio tanti: pirati, orchi, folletti, stelle, principi, cavalieri, anelli magici... ma le avventure più belle si vivono con le persone che questi Grest li animano e li rendono sempre un po’ più speciali, e che molto probabilmente ci accompagneranno per sempre.

logo grest 2010

Grest 2010, per l’appunto. Anche quest’anno, nel tentativo di conoscere e fare nostra l’esperienza di San Francesco di Assisi, il giullare di Dio, non ci siamo fatti mancare proprio niente: il caos organizzato, la musica assordante, le urla dei bambini e degli animatori super impegnati, le merende preparate con amore dalle nostre fatine, i giochi più o meno nuovi, e tutti sappiamo che le “fettucce da vendere” sono sempre una grande idea per ammansire i bambini per sfinimento.

Eppure come dicevo non sono i giochi, il divertimento e la Nutella a segnare queste tre settimane, che tutti gli anni ci sfiniscono e ci regalano così tanto. Le pedine fondamentali siamo sempre noi, che partecipiamo con entusiasmo.

Le persone più giovani di 11 anni sono particolarmente gratificanti. E sono in grado di esaurire anche il più piccolo granellino di energia che ci resta in corpo. Si prendono le loro “botte di guerra” provocate dalle varie attività, si rialzano, tirano su col naso e ripartono. Perché tanto non fa niente. Preso una botta, c’è sempre tempo per prenderne un’altra e comunque si tratta di qualcosa che si può curare con un goloso pane e Nutella.

Quelli tra i 10 e i 14 anni sono la mia personale disperazione, ma anche una soddisfazione grande. Hanno tanti doni e tanta di quell’aria fritta in testa che è un piacere ascoltare le evoluzioni che fanno nel ragionare. Eppure, loro sono quelli che fanno quello che fanno perché ci credono, oppure non lo fanno affatto. Una parola buona, un abbraccio, un aiuto da loro, valgono mille pani e Nutella.

Quelli più alti di un metro e cinquanta, dai 14 anni in su, hanno un alto grado di sopportazione, ma hanno ancora una voglia di divertirsi e di sentirsi bambini. Perché essere bambini è bello e l’estate non si ha voglia di crescere.

Quelli con più di 25 anni, beh, quelli sono casi particolari. Ci succhiano energia, non mangiano pane e Nutella, perché fa male, (vedi il Don), sono una disperazione perpetua, hanno una moderata quantità di aria fritta in testa, vedi Annalisa, e amano sentirsi sempre un po’ bambini, vedi Luca, Anto, Stefy, Annalisa, Don, ecc. Eppure, eppure non si può far altro che restargli accanto e sbattere la testa contro il muro perché qualcosa non quadra perché, dopo tutto, anche un piano ben riuscito a volte non va a buon fine e allora bisogna ricominciare. Insieme.

Francesco era una persona capace di trovare il bambino che era in lui, di ridere di se stesso, di ricominciare da capo, senza perdere mai la fiducia nella provvidenza di Dio.

Chissà che si riesca anche noi a fare proprio così: ad amare, perché è bello. A lasciarsi amare, perché è dolce. A donare, perché arricchisce. A lasciarsi aiutare, perché ci fortifica e a vivere seguendo il nostro cuore, anche se a tutti sembra che il nostro cervello sia sottosopra.

Non importa. Noi amiamo essere così. Noi amiamo il cielo e la terra. E lo diciamo tutti. Perché Francesco ce lo ha insegnato e perché è troppo bello.

All’anno prossimo.

Annalisa


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