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Sommario

L'Assunta

Nelle notti d'estate il cielo sereno ci invita a guardare in alto e a lasciarci sorprendere dal mistero racchiuso nell'ordine e nello splendore del cosmo infinito che ci sovrasta, e il pensiero corre lassù, per cercare una risposta alla domanda: “Cosa c'è oltre questa bellezza?”.

Noi credenti rispondiamo: “C'è Dio, c'è la gloria divina, ci sono i santi del paradiso, c’è la Vergine Maria assunta in cielo corpo ed anima”.

festa assunta

La festa della Madonna Assunta ci permette di riflettere su ciò che ci aspetta, su ciò che stiamo vivendo come pellegrini in attesa di entrare nel Regno dei cieli, il regno della gloria. L’Assunta, nella nostra fede, è infatti il segno della nostra glorificazione.

Maria nel Magnificat loda la Grazia di Dio scesa su di lei, ma con lei la Chiesa stessa, che è il luogo delle meraviglie del Signore. La madre di Gesù sta davanti agli uomini come “sacramento”, cioè segno che indica dove sta la salvezza e come riceverne i frutti. In lei noi tutti scopriamo la predilezione di Dio per l'uomo, da lui voluto, amato e redento in Cristo Signore.

La festa dell'Assunta è perciò garanzia anche della nostra risurrezione perché, nella promessa della gloria, noi saremo là dove è la Madre del Signore e madre nostra. Come il corpo immacolato della Vergine non poteva patire corruzione, così il nostro corpo corrotto dal peccato e dalla morte non può subire l'annientamento totale, perché Dio non vuole la morte eterna, ma la vita senza fine.

Risorgeremo e vedremo tutto ciò che è del Padre e il valore infinito della redenzione che nel Figlio suo godiamo.

Intanto nell'attesa di quel giorno beato, la festa dell'Assunta ci chiede di guardare al cielo e al nostro destino eterno, ma anche alla terra, ai fratelli, all'uomo che domanda rispetto per la sua dignità. L'Assunta ci ricorda che l'uomo non è solo carne, stomaco, istinti, perché ha un'anima immortale e una patria finale: il cielo.

Guardare al cielo della gloria non deve però distogliere l'attenzione di chi domanda il rispetto per la sua umanità, per i suoi valori, e chiede di non essere giudicato, ma illuminato dalla verità; chiede di essere accompagnato nella fatica, come la Vergine si fece accanto alla cugina Elisabetta, chiede di essere riaccolto dopo il tradimento come Pietro dopo aver rinnegato il maestro nella Passione.

Questo modo di essere è oggi un po' anticonformista rispetto alle regole non scritte del mondo, ma è proprio la Vergine Maria la nostra ancora di salvezza.

Lei è il segno della consolazione e della sicura speranza, proprio per quei cristiani che accettando di camminare contro corrente, non volendo adeguarsi al comune desiderio di apparire, di cercare l'onore in questo mondo, aspirano all'unica vera ricompensa: quella della gioia eterna di stare con i Santi, con Maria ed il suo Figlio, nella luce inesauribile di Dio.

Don Francesco


Estate 2010


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