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Sommario

Tutti siano una cosa sola

La comunità cristiana nata a Gerusalemme, vive a Brescia
Lettera pastorale 2010-2011 di Mons. Luciano Monari Vescovo di Brescia

“Tutti siano una cosa sola”, la nuova lettera pastorale si compone di una introduzione, di tre capitoli e di una conclusione. Nell’ampia introduzione il Vescovo avvia la riflessione a partire dalla nascita della comunità cristiana, “a Gerusalemme, nel cenacolo dell’ultima cena”. Da lì, come da una sorgente, scaturisce la comunità cristiana. È lì che è stata stabilita la regola che deve legare i membri di quel primo nucleo di Chiesa: la regola del servizio, dello spendere la propria vita, la regola della vita donata per amore, perché questo è in sostanza il testamento di Gesù. In questo amore reciproco Gesù continuerà nella storia a fare quello che ha sempre fatto: amare e dare la vita. Il suo amore, in questo modo, raggiungerà i discepoli per trasmettere loro l’amore infinito del Padre. Questo amore li renderà creature nuove, uomini e donne capaci di fare della propria vita un dono d’amore per gli altri.

Viene, poi, la prima parte della Lettera che propone una riflessione approfondita sul dono dell’amore. È molto interessante ciò che il Vescovo afferma in proposito. Mons. Monari ricorda che l’umanità tutta è attraversata da una corrente inesauribile d’amore che proviene da Dio e che sostiene il mondo. Tutti gli uomini sono amati da Dio, ma, come sottolinea ancora il Vescovo, solo i credenti ne sono consapevoli e tentano di corrispondere a questo amore. Il loro amore si fa storia, prende concretezza nelle pieghe della vita e della quotidianità.

Da qui discendono alcune conseguenze pratiche che costituiscono la seconda parte della Lettera, intitolata “Noi siamo il corpo di Cristo”. Nella logica dell’essere corpo di Cristo, Gesù sceglie e manda alcuni perché operino in obbedienza al suo mandato. Sono i sacerdoti che, come presbiterio, costituiscono quello che mons. Monari definisce “un unico sacramento”. Attraverso i sacerdoti chiamati a vivere al meglio la comunione, Cristo, oggi, si rende presente anche a Brescia. La nuova Lettera tocca poi la legge dei rapporti nella Chiesa: molte membra, unite a formare un solo corpo. I ministri ordinati, le persone consacrate e i laici esprimono doni e vocazioni diverse che trovano sintesi nello stesso e unico amore. La meta comune è quella di portare il mondo a Cristo, dandogli la sua forma. E ciò avviene attraverso l’ascolto della Parola, la celebrazione dei sacramenti, la testimonianza della carità. L’edificazione della comunità è dunque compito di tutta la Chiesa.

La terza parte della lettera (“Diventare una cosa sola”) pone in evidenza il mistero di Dio Trinità, pienezza e perfezione della comunione. Proprio perché i cristiani credono in un Dio uno e trino, l’ideale della loro vita deve essere quello della “pluralità unita nell’amore”: un solo corpo e molte membra, una sola famiglia umana e molte culture, lingue, esperienze, persone.

La comunione è la legge fondamentale della Chiesa e, secondo questa legge, devono prendere forma e crescere tutte le realizzazioni di Chiesa: la famiglia, la parrocchia, famiglia di famiglie, che raccoglie tutti intorno alla medesima eucaristia. Il Vescovo mette l’accento, poi, su una terza realizzazione di Chiesa molto interessante e per certi versi originale: quella della “piccola comunità territoriale” che consente, dentro la parrocchia, di intessere legami concreti tra gruppi di famiglie a partire dalla fede condivisa. Mons. Monari mette particolarmente in evidenza il tema delle unità pastorali, che uniscono più parrocchie attraverso un progetto pastorale condiviso che si traduce in un programma attuato nella collaborazione e nella corresponsabilità.

Il Vescovo ricorda poi la diocesi, la Chiesa locale in senso proprio, vive in comunione con le altre diocesi e, in particolare, con quella di Roma e con il suo Vescovo, che costituiscono, insieme, la Chiesa cattolica universale. Lo stile della comunione è dato dalla sinodalità, dal camminare insieme, che si traduce nella valorizzazione degli organismi di partecipazione e nella disponibilità a lasciarsi illuminare e condurre dalla Parola di Dio.

Nella conclusione il Vescovo sollecita i consigli pastorali parrocchiali ad avvalersi della sua Lettera come di uno strumento di riflessione, di approfondimento e di verifica per giungere a una forma di pastorale integrata, frutto di discernimento comunitario alla quale partecipino responsabilmente tutte le componenti della vita ecclesiale.

Mons. Monari chiude la Lettera indicando nella pratica della comunione un itinerario educativo capace di ricadute importanti e preziose anche per la società, oltre che per la Chiesa.

Mons. Gianfranco Mascher
Vicario Generale della diocesi di Brescia


Estate 2010


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