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Nozze d’Oro

Poco tempo fa abbiamo avuto l’immensa fortuna di festeggiare le nozze d’oro, cioè cinquanta anni di matrimonio. Amici, parenti e conoscenti ci hanno chiesto: “È stata una bella festa? Come vi siete sentiti? Cosa pensate?” Con impulso ed entusiasmo abbiamo risposto, ed anche qui rispondiamo, che è stato il giorno più bello della nostra vita, più bello anche di quando ci siamo sposati. Qualcuno è rimasto un po’ interdetto, ma sì, sinceramente è stato il giorno più bello della nostra vita. Non è facile spiegare ciò con le parole, ma vogliamo provarci.

nozze d'oro'

Ecco, il giorno che ci si sposa è bellissimo, è l’avverarsi di un sogno che si aveva e finalmente è realtà e ciò è bellissimo. Ma è anche l’inizio di una nuova vita, una vita in due. La si vede bella, gioiosa, ma essa ha davanti anche molte incognite. Ci saranno da affrontare problemi grandi e piccoli, ci saranno magari incomprensioni. Poi si pensa: la gioia lenirà il dolore. Con viva speranza, col nostro amore, con la nostra unione reciproca, ci aiuteremo nel superarle.

Ma voglio cercare di spiegarmi meglio sulle nozze d’oro con una parabola. C’erano due persone che un giorno si unirono e decisero di scalare una montagna. Si prepararono per bene, si attrezzarono, cercando di non lasciare niente al caso. Di buon mattino partirono entusiasti e felici. Per un po’ di strada marciarono spediti, ma poi incominciò a farsi sentire la stanchezza, si paravano davanti a loro i primi ostacoli e tante difficoltà, e poi altre ed altre ancora. Ma i nostri amici, malgrado le lamentele ed anche qualche litigio riguardo alla scelta della via migliore e più giusta da seguire, rimasero comunque uniti. Si aiutarono a vicenda nel superare gli ostacoli.

In realtà non era tutto così tragico. Ogni tanto il cammino si faceva più bello e così fra gioie e dolori, stanchi e stremati, col fiato grosso e le ossa doloranti, arrivarono sulla vetta. Si sedettero e con lo sguardo osservarono la strada fatta. Valeva la pena tanta fatica? Osservarono lo splendido paesaggio e l’immensità del creato. Ah, dimenticavo, durante la salita pur faticosa raccolsero anche splendida prole e poi nipotini. Sì, ne valeva la pena perché la gioia della partenza è stata grande, ma la soddisfazione dell’arrivo è stata immensa.

Tutto ciò non è merito dei protagonisti o, almeno, lo è in minima parte. Il grazie più grande è da rivolgere a Colui che ci ha creati, ci ama, e ci aiuta sempre, anche se non lo meritiamo.

Grazie a Dio. Grazie.

Gianni


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