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Sommario

Protagonista sul piano del pensiero e della coscienza

Papa Benedetto XVI, anche nei due recenti viaggi apostolici (Gran Bretagna e Santiago de Compostela - Barcellona), si è rivelato un protagonista sul piano del pensiero e della coscienza, nello sforzo di aiutare a dare spazio alla luce che viene da Dio e che dà senso all’umana esistenza. I due viaggi gli hanno permesso di rilanciare alcuni temi che gli stanno a cuore. Ne vorrei accennare i principali.

papa con regina

Giunto a Londra, dopo la sosta in Scozia, dove aveva sottolineato l’importanza di non lasciare oscurare il fondamento cristiano che sta alla base della società e dei suoi valori, il Papa ha messo in luce che l’avere soldi permette di avere comodità ed anche di fare del bene, ma da solo ciò non è sufficiente a rendere felici. Ha esortato a porre le speranze più profonde non nel denaro, nella carriera o nel successo mondano, ma a puntare a qualche cosa di più grande: ha invitato ad avere il coraggio di cercare la felicità in Dio mediante una vita onesta, laboriosa e religiosa.

La felicita - ha detto il Papa - è qualche cosa che tutti desideriamo, ma una delle grandi tragedie di questo mondo è che molti non riescono mai a trovarla perché la cercano nei posti sbagliati”.

Nella prestigiosa sala (Westminster Hall) del Parlamento di Londra, che è il più antico parlamento del mondo, il Papa si è rivolto all'intera classe dirigente parlando - con grande passione per il bene dell’umanità - dell’armonia tra fede e ragione, sottolineando che la fede getta luce sulla ragione nella ricerca dei principi morali oggettivi e guida all'azione.

La questione fondamentale - ha detto il Papa - è quella del fondamento etico per le scelte politiche. Le norme obiettive che  governano il retto agire sono accessibili alla ragione, prescindendo dal  contenuto della rivelazione”. E sono leggi scritte in modo vincolante e stringente. Sono regole desumibili dalla struttura dell’uomo stesso, quale bene che sta al vertice. Solo indicando l’uomo nella sua integralità, dotato di diritti insopprimibili e salvaguardato prima di ogni ulteriore determinazione politica, si ha il codice basilare, quello che acquista il valore di fondamento razionale e oggettivo comune a tutti i popoli.

In altre parole, il rinvio alla legge scritta anzitutto nella natura umana diventa la garanzia per ogni persona di poter affermare la propria dignità, non a motivo di circostanze più o meno benevole o a convenzioni più e meno illuminate, ma in ragione della verità profonda della propria essenza personale. L’uomo non è un prodotte della cultura che, nel proprio evolversi, si compiace di elargire questo o quel riconoscimento; l’uomo in sé è il valore per eccellenza che, di volta in volta, si rifrange in una cultura che tale è quando non lo imprigiona, consentendogli di porsi in una continua tensione verse la pienezza della verità.

Il Papa ha concluso illustrando che “il mondo della ragione e il mondo della fede hanno bisogno l'uno dell'altro” e che, per il bene della nostra civiltà, devono entrare in un profondo e continuo dialogo. Il Papa ha inoltre aiutato i cattolici inglesi ad approfondire la loro fede e la loro vita cristiana, presentando l’esempio di due grandi figure del passato che hanno molto da insegnare anche agli uomini e alle donne di oggi.

Una è San Tommaso Moro, condannate a morte per avere seguito la propria coscienza. Egli era stato un eccellente Primo Ministro che aveva ben servite il re Enrico VIII, ma quando il re staccò da Roma la Chiesa della sua nazione (la presente Chiesa Anglicana) e si dichiarò capo non solo dello Stato ma anche della religione, Tommaso Moro si oppose decisamente. Lo fece perché nella sua vita aveva scelto di servire innanzitutto Dio: volle essere coerente con la propria coscienza. La conseguenza fu che venne condannato a morte.

La seconda figura è il Cardinal John Henry Newman, che il Papa ha beatificato nella sua città natale, Birmingham. Si tratta di un grande pensatore e una penna brillante, che si è dedicato ai problemi educativi,

soprattutto in campo universitarie. Dopo la sua conversione alla Chiesa Cattolica, fu un sacerdote e un parroco tutto dedito al bene delle anime, visitando i malati ed i poveri, confortando i sofferenti. I suoi insegnamenti sono moderni e valgono anche per la società secolarizzata di oggi: il primato della coscienza, alla quale si deve essere fedeli sempre, e poi l’importanza di una vita di preghiera unita all’impegno dei laici di essere, in famiglia e negli ambienti della società, luce, sale e lievito.

Nell’antica Cattedrale di Santiago de Compestela, il 6 novembre scorse, il Papa ha ricordato il fondamento cristiano dell’Europa ed ha invitato a riconoscere quale grande influsso ha avute la fede cristiana nella costruzione della civiltà europea. E lo ha fatte in quella Spagna in cui, ai nostri giorni, un esasperato spirito laicista verrebbe emarginare la fede ed i suoi valori.

chiesa sacra famiglia

L’Europa, se non vuole smarrirsi, deve attingere linfa dalle sue radici.

In particolare il Papa ha sottolineato che il contributo che la Chiesa deve dare all’Europa è di fare in modo che il nome di Dio ritorni a risuonare gioiosamente sotto i cieli del continente europeo. Il Papa considera una tragedia il fatto che, nell'Europa di oggi, Dio sia considerato antagonista dell’uomo e nemico della sua libertà, mentre Dio è la sorgente della dignità e della grandezza dell’uomo. Per il Papa non si può dare culto a Dio senza proteggere l'uomo, creatura di Dio, figlio di Dio; e non si serve l'uomo se non si riconosce il suo rapporto con Dio.

Ed ha concluso: “L’Europa della scienza e delle tecnologie, l’Europa della civilizzazione e della cultura, deve essere allo stesso tempo l’Europa aperta alla trascendenza e alla fraternità con gli altri uomini e le altre donne, aperta verso Dio ma anche verso l'umanità”. La Chiesa intende infatti “avere cura di Dio e avere cura dell'uomo”.

A Barcellona il Papa ha celebrato Messa nella grandiosa chiesa ideata da Gaudì e dedicata alla Sacra Famiglia. Si tratta di un tempio imponente, caratterizzato da una maestosità e bellezza che invitano a elevare lo sguardo e l’anima verso Dio: un’opera ricca di simboli religiosi, preziosa per l’intreccio delle forme, affascinante nel gioco delle luci e dei colori. Il geniale architetto, in quel magnifico tempio, ha saputo rappresentare il mistero della Chiesa, alla quale i fedeli sono incorporati col Battesimo “come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale” (cfr lPt 2,5).

In quella splendida chiesa il Papa ha pregato per le famiglie, cellule vitali e speranza della società e della Chiesa, ed ha pregato anche per colore che soffrono in questi momenti di difficoltà economiche.

Si tratta di due viaggi brevi ma intensi, in cui il Papa è stato ascoltato con attenzione ed ha incoraggiato ad approfondire la fede ed irrobustire la propria vita cristiana. Abbiamo tutti bisogno di una fede più grande, piè convinta, più luminosa.

Card Giovanni Battista Re


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