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I Santi: nostri fratelli in cielo

È una gioia per noi cristiani far parte della grande famiglia di Dio: la Chiesa. A volte, però, abbiamo l’impressione che molti non possano più farne parte, soprattutto quando si riaffaccia alla nostra mente il ricordo dei nostri morti. Troppo immersi nel mondo, anche a noi credenti sembra che la Chiesa sia soltanto quella  visibile, concreta, toccabile, fatta da noi uomini in carne ed ossa.

La festa di tutti i Santi ci ricorda, invece, che la grande famiglia di Dio contempla anche coloro che già godono della visione di Dio, i Santi appunto, ed altri che aspettano di essere ammessi al suo cospetto in cielo, cioè le anime del Purgatorio. Essere annoverati tra i Santi allora non è affatto un privilegio di alcuni ma, anzi, è il nostro destino.

L’apostolo Giovanni ce lo ricorda quando ci fa sapere che “per il grande amore del Padre siamo stati chiamati ad essere figli di Dio e lo siamo realmente”. Diventare Santi significa, allora, realizzare pienamente quello che già siamo in quanto “figli di Dio, nel Figlio suo Gesù”. I Santi godono già ciò che noi chiamiamo “vita eterna” e a cui, con tutto il cuore, anche noi cristiani aspiriamo. La vita eterna, però, non è soltanto una vita che dura per sempre. È una nuova qualità di esistenza, pienamente immersa nell’amore di Dio, che libera dal male e dalla morte e ci pone in comunione senza fine con tutti i fratelli e le sorelle che partecipano dello stesso amore.

L’eternità, allora, non è qualcosa di là da venire, ma anzi inizia qui, è già presente al centro della nostra vita terrena, temporale, quando le nostre anime sono unite a Dio mediante la sua Grazia. Tutti i cristiani allora sono chiamati alla santità, cioè a partecipare dell’amore di Dio, e questo è possibile e produce gioia in chi ci crede e si fida di Dio, quando si vive saldamente ancorati a Gesù, la nostra roccia, quando si vive con i piedi per terra, operando con carità nel mondo, ma tenendo sollevato il cuore già fin da ora al cielo, dove fratelli e sorelle ci attendono con Dio.

Da cristiani noi abbiamo, dunque, un compito: ravvivare il gioioso sentimento della “comunione dei santi” tra noi credenti, ma anche partecipando questo nostro sentire anche a coloro che sono più dubbiosi ed incerti. Sarà la nostra fede e il nostro modo di vivere a rendere manifesta questa verità che ci aspetta. Al tempo stesso eleviamo la nostra preghiera per tutti coloro che con noi aspirano al cielo e già ci hanno preceduto, i nostri defunti, ed anche per coloro che sono stati dimenticati o che sono più bisognosi della misericordia di Dio che attende e non ha mai smesso di volere bene anche  a loro. Senza questa fede, anche la nostra speranza sarebbe vana e senza senso il nostro vivere e morire.

Don Francesco


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