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Sommario

Ben arrivato don Francesco
Borno accoglie il nuovo parroco

Comunicate l’Amore di Dio

Un pensiero semplice sulle letture di questa quinta domenica del tempo ordinario, nella quale faccio il mio ingresso nella parrocchia Borno, per lasciare poi alla fine i doverosi ringraziamenti legati alla circostanza.

È la domenica della chiamata. Lo possiamo cogliere dalle tre letture proclamate oggi. Dal libro del profeta Isaia: si narra della chiamata di questo profeta a servire il Signore facendosi voce di lui che si rivela al popolo di Israele. Dalla seconda lettura tratta da San Paolo apostolo: egli stesso testimonia come l'incontro di conversione con il Signore gli abbia cambiato l'esistenza e l’abbia fatto diventare apostolo, cioè annunciatore della Parola che salva e di Cristo redentore del mondo. Dal Vangelo: ci viene presentata la chiamata di Pietro e dei discepoli a diventare amici del Signore e suoi testimoni nel mondo, guidati dalla forza dello Spirito Santo.

accoglienza don Francesco

Pensando a ciò che la Parola di Dio ci ha fatto conoscere mi domandavo perché, anche nel nostro linguaggio religioso, si parla tanto di Dio che chiama, di chiamata, di vocazione. La risposta potrebbe essere nel fatto che noi non abbiamo un Dio indifferente, non abbiamo un Dio insensibile. Quando nessuno ci chiama per nome, quando nessuno ci parla, quando nessuno ci chiede collaborazione, allora pensiamo subito di valere poco, anzi di non valere nulla o ci rendiamo conto, peggio ancora, di essere in mezzo a tante persone indifferenti che neanche ci vedono.

Il nostro Dio invece non è così. È un Dio che parla, un Dio che dialoga, che entra in rapporto con le persone. È un Dio che chiama a collaborare con lui coloro che fanno parte del suo popolo. È un Dio anche che richiama quando, molte volte, l'uomo intraprende strade sbagliate, non tanto perché questo procuri un danno a Lui, quanto perché è l'uomo stesso che così si autodistrugge. È un Dio che scuote le coscienze quando coloro ai quali si rivela e con i quali entra in dialogo si assopiscono, perdano l'entusiasmo, si lasciano abbattere dalle difficoltà e dalle delusioni. È un Dio anche che punisce a volte, come farebbe un padre o una madre con il proprio figlio, non per volontà di violenza e di dominio, ma per il desiderio che quel figlio cocciuto accolga invece il buon insegnamento, perché intraprenda vie giuste, senza fare errori gravi che sarebbero solo il suo danno. Soprattutto il nostro Dio, però, ama. Per questo vuole farlo sapere, comunica con gli uomini, chiede collaborazione, interpella, si fa piccolo domandando l'aiuto degli uomini; per questo chiama e fa sentire la sua voce anche oggi.

accoglienza don Francesco

Pensando a come Dio ha agito sempre nella storia, quali collaborazioni domanda anche a noi oggi, a noi che abbiamo ascoltato quella sua Parola, che chiama interpella tutti? Oggi questo Dio, di cui ci parla il Figlio Gesù, domanda ancora voci “profetiche” che sappiano non tanto leggere il passato, quanto gettare uno sguardo sul futuro, invitando a pensare e ad agire come pensa ed agisce Dio. Oggi il Signore domanda anche degli uomini “convertiti”, persone capaci di collaborare strettamente e fedelmente con Lui sull'esempio di San Paolo che, dopo avere fatto un'esperienza di persecuzione verso i primi cristiani, si è visto cambiare la sua esistenza, non per sua volontà, ma per l'incontro di Grazia con il Signore, ed è diventato testimone di Lui fino a sopportare la prigionia, l’incomprensione e poi anche il martirio.

Oggi il Signore domanda ancora degli “apostoli”, annunciatori di speranza, annunciatori della “buona novella”, annunciatori del Vangelo, persone che non hanno vergogna di parlare, con la forza che viene dal credere che Egli è accanto a loro con la luce e la forza dello Spirito Santo. Oggi domanda a noi tutti cristiani di essere Chiesa che annuncia la salvezza al mondo e agli uomini che ancora non lo conoscono, o hanno dimenticato il nome di Cristo.

accoglienza don Francesco

E quale messaggio domanda sia annunciato anche oggi dalle nostre parole e dalle nostre persone? Un unico messaggio: l’AMORE DI DIO. Questo amore di Dio è annunciato quando si annuncia il nome di Gesù, il Salvatore unico, quando si fa sperimentare la misericordia del Signore offrendo il perdono, facendoci capaci di risollevare ed aiutare a riprendere vita coloro che sono abbattuti nei loro errori. È annunciato quando non si cede alla tentazione di omettere la verità: anche questo è un modo per far conoscere l'amore di Dio, perché l'amore non è compagno della menzogna, anche se accogliere la verità costa a volte molta fatica.

accoglienza don Francesco

L'amore di Dio si annuncia come messaggio di Grazia anche quando si tratta di sopportare per amore suo le persecuzioni di oggi. Molto spesso anche qui, nelle nostre parrocchie, nella nostra cultura, è evidente che questo accanirsi contro i credenti, contro i vescovi, contro il Papa, con accuse molto violente ed infamanti, è il segno della persecuzione di chi vuole che la Chiesa non sia più tale e si adegui, riguardo al bene al male, ai criteri di giudizio del mondo. Sono accuse che stridono con l'esempio e la severità che vengono messe in atto proprio contro i mali presenti nel mondo e nella stessa Chiesa, soprattutto quelli più odiosi verso i deboli, verso i bambini, che anche uomini di Chiesa hanno perpetrato, contraddicendo la loro chiamata a vivere e trasmettere l'amore di Dio.

L’amore di Dio è annunciato oggi anche nello stare dalla parte della vita, sempre. In questa domenica noi celebriamo, infatti, la trentatreesima “Giornata per la Vita” che ha come titolo “La forza della vita: una sfida nella povertà”. L'amore di Dio si trasmette e si fa percepibile quando si sostiene la vita umana sempre, dalla nascita, poi nel suo crescere e svilupparsi, fino al suo spegnimento nella morte.

Dentro questa parabola le povertà dell'uomo si fanno molto presenti, non solo nelle debolezze spirituali, ma oggi anche in quelle materiali. La vita, allora, si sostiene anche aiutando tante famiglie che vivono la difficoltà della mancanza del lavoro, della precarietà, del non avere ciò che serve per sostenere minimamente la famiglia. La vita si difende nel cercare di assicurare una dignità anche a persone che, pur nei loro errori, chiedono oggi di vedere restituita la loro dignità di uomini e donne.

facciata chiesa

E noi cosa possiamo fare, come rispondere alla nostra chiamata? Pensando al fatto che già abbiamo compiuto la scelta fondamentale, viviamo la vita in questa scelta consolidata, non cercando chissà quali altre strade per vivere l'amore di Dio, ma soltanto cercando di vivere più seriamente il nostro essere cristiani, con fiducia grande nella Grazia del Signore. Ecco questo è proprio quello che Dio vorrebbe da noi e vorrebbe anche da me, che vi parlo in questo pomeriggio di festa e di gioia per tutti.

Don Francesco


Pasqua 2010


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