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Sommario

dalle missioni

Bisogna “formare” dei cittadini responsabili e solidali

Carissimi amici di Borno,

porto ancora nel cuore i giorni vissuti tra voi e la vostra “fresca” accoglienza (qui fa ancora molto caldo e ho già nostalgia dei nostri monti). Siamo nella stagione delle piogge, ma la pioggia si fa molto desiderare e questo ci preoccupa per il raccolto: la maggior parte della nostra gente vive di quello che coltiva.

Pregate con noi il Buon Dio del Cielo che mandi pioggia sufficiente per un buon raccolto. Questa, per il momento, è la nostra preoccupazione primaria: senza pioggia non c’è raccolto e senza raccolto si muore di fame e di malattie.

È per me una grande gioia scrivervi dal Centro di Accoglienza “I Dansè” di Bobo Dioulasso, in cui ormai da due anni vivo la mia missione con i più poveri, soprattutto ragazze madri e in difficoltà e bambini abbandonati.

II Centro è attivo grazie anche al vostro impegno e alla vostra fedele generosità. II primo ottobre 2008 abbiamo festeggiato il primo anno di attività del Centro ed è stato bellissimo vedere quanti bambini e quante donne hanno migliorato la loro qualità di vita grazie ai servizi del Centro.

Qui ospitiamo decine e decine di donne con i loro bambini, moltissime solo a livello diurno, tante altre anche per la notte.

In questo momento vivono con noi tre bimbi orfani (Luckman, Mariam e Sabine) e cinque ragazze madri con i loro bambini (Natacha con Casimir, Zeha con Estelle, Azeta con Ida, Adjara con Fathao; Sita con Laetitia). Ognuno di loro ha alle spalle una storia difficile e, a volte drammatica, come quella di Zeha e della piccola Estelle (Estelle è giunta da noi a 9 mesi e pesava solo 3,400 kg a causa della denutrizione e della malattia) oppure come quella di Luckman, 5 anni, e Mariam, 3 anni, due fratellini abbandonati più volte dalla madre.

centro per donne e bambini

II pranzo al Centro è sempre una festa e siamo sempre numerosi, tutti seduti in cerchio aWhapatam per condividere il cibo, ma anche la gioia e le pene che ognuno porta con sè. Ogni giorno c’è sempre qualche nuovo povero che bussa affamato alla porta e noi abbiamo sempre un posto in più alla nostra tavola conviviale.

Al Centro è attiva la “Maison des Poussin”, una sorta di scuola materna per i bimbi delle nostre ragazze madri, per consentire loro di lavorare (ben 16 bambini). Molte delle loro mamme sono inserite nei progetti lavorativi del Centro: il progetto “Keneya ye musso ye” (La salute e donna) per la fabbricazione di zanzariere, uno degli strumenti prioritari di prevenzione contro la malaria; il progetto i “Sanya” (Pulizia) per la fabbricazione del sapone; il progetto “Ate mine ne dun” (Prendimi e mangia) per la produzione di biscotti ad alto valore energetico; il progetto “Banca Mais” per lo stoccaggio dei sacchi di mais durante la stagione di raccolta.

Dall’anno scorso è attivo un gruppo di Formazione e Sensibilizzazione sociale e politica con i giovani che frequentano il Centro: bisogna formare dei cittadini responsabili e solidali in grado di “aprire gli occhi” ed esercitare un “pensiero critico”.

II Centro “l Danse” cresce e cresce anche l’attesa e la speranza dei nostri poveri. Tante, tantissime le piccole-grandi soddisfazioni che abbiamo raccolto, ma anche tante le delusioni e i fallimenti a causa di mancanza di risorse.

muro di cinta

Dal Centro “I Danse” è nata l’idea di creare un campo in cui coltivare insieme. Abbiamo cercato nei dintorni di Bobo e il Buon Dio del Cielo ci ha aiutato a far diventare realtà anche questo sogno donandoci un bellissimo campo di 20 ettari. In questo campo, già molto ricco di alberi da frutto (alberi di anacardi, di manghi, di karitè e di nerè, un prodotto tipico ocale con cui si fa un dado per le pietanze), vogliamo coltivare i tradizionali prodotti locali ed avviare nuovi progetti di produzione; vogliamo allevare buoi, montoni, maiali, volatili..., vogliamo vivere un’esperienza di totale condivisione, dal lavoro al guadagno alla vita di famiglia; vogliamo creare lavoro per famiglie, ragazze madri, donne e giovani in difficoltà e costruire con loro un futuro diverso.

In questo terreno abbiamo cominciato a costruire il muro di cinta e molti metri di questo muro sono stati realizzati grazie alla vostra pronta disponibilità, compresa quella personale del “don” (mi riferisco al nostro carissimo don Giuseppe, che spero in migliore salute).

Grazie per il vostro affettuoso aiuto, continuate con la vostra preghiera e con il vostro concreto aiuto a far sì che il nostro Centro di Accoglienza possa continuare ad essere una magnifica realtà ed un’opportunità per molti poveri.

Una cordata lega ormai Borno a Bobo, continuate a stringere le vostre mani in questa cordata di amore e fraternità e, insieme, costruiremo un mondo più solidale e giusto. Buone vacanze a chi può, e che Dio vi benedica.

Vostra sr Patrizia


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