Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno torna inizio

Editoriale

Una fotografia dai contorni invecchiati, una lettera o un biglietto ritrovati in fondo ad un cassetto, un semplice oggetto magari privo di valore commerciale, la padella appartenuta alla nonna, un vecchio e arrugginito chiodo impiantato in una trave del solaio, un particolare di quella montagna che si affaccia nel cielo terso della primavera... tutto può divenire segno che anima pensieri e ricordi, che ravviva nella mente e nel cuore affetti e presenze di persone che ci sono state care.

Religioni, culture, popoli ma anche semplici frangenti del quotidiano hanno avuto sempre bisogno di segni che rimandassero a qualcosa di più grande, di più profondo, di simboli che esprimessero ciò che è difficile, se non impossibile, tradurre in parole. Ogni liturgia, laica o religiosa, si realizza e vive mediante segni.

A volte, però, può accadere che questi mutino di significato nello scorrere del tempo, fino a smarrire la funzione e la memoria delle quali erano stati costituiti appunto segni e simboli. Anche la fede cristiana vive di riti, di piccoli o grandi segni che aiutano ognuno di noi ad entrare, accogliere e rimanere nel Mistero.

Questo numero di Cüntòmela, fra i tanti argomenti proposti, vuole aiutarci ad individuare alcuni di questi simboli, ma ancora di più desidererebbe in qualche modo testimoniare che veri segni possono esserlo solo le persone che vivono, camminano, amano, perdonano.

Alcune di esse, che hanno calpestato anche il suolo della Valle Camonica e del nostro paese, sono state dichiarate beate o stanno per diventarlo fra poche settimane. Altre, anche se non appariranno mai sui calendari liturgici, lo sono diventate di fatto nella fedele e amorosa tenacia del loro quotidiano nascosto.

Tutti noi che siamo ancora in cammino su questa terra, con i nostri difetti (peccati) ma anche con le risorse che Qualcuno ci ha donato, possiamo diventare ogni giorno segno di fede, di speranza, di carità per chi ci sta accanto; possiamo continuare ad essere testimoni di quell’evento che 2000 anni fa ha sconvolto alcune donne andate al sepolcro per onorare la morte e che sono state folgorare da una nuova dimensione di vita. Il verbo che si era fatto carne ed era poi stato crocifisso, è Risorto per rimanere eterno segno vivente di amore, eterno simbolo di salvezza.

Buona Pasqua!

La redazione


 

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Pasqua 2011

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