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Editoriale

Sembra che anche in Italia sia sempre più apprezzato il NO KIDS. Per compiacere la clientela voli aerei, ristoranti, strutture ricettive, invece o insieme all’insegna che vieta l’ingresso ai cani, espongono tale dicitura, ovviamente in inglese. Chi cerca tranquillità e mal sopporta il baccano e l’allegra confusione che solo i bambini sanno creare, è accontentato.

Magari la retorica dei bimbi belli, buoni, candidi e innocenti ha fatto il suo tempo: come gli adulti anche i piccoli hanno i loro pregi e i loro difetti, possono suscitare simpatia o irritabilità. Molte mamme, forse, attendono che i figli vadano a letto la sera per godersi, finalmente, un attimo di respiro e di silenzio. Diversi negozianti, a volte, non sanno come reagire di fronte al pargolo che mette le sue mani dappertutto, rischiando pure di farsi male, sotto lo sguardo dei genitori che sembrano sfuggire al proprio ruolo educativo.

Escludere i bambini da determinati spazi è senz’altro molto meno grave del NO KIDS pronunciato e praticato dalle donne mediante l’aborto: problema che la nostra comunità ha deciso di affrontare non solo a parole, bensì con un aiuto concreto. Da due anni il “Progetto Cicogna” raccoglie la generosità della gente e la dona alle future mamme, incoraggiandole a dire SI alla vita e ai loro bambini.

Ma tenere fuori dalla porta i bambini, o qualunque altra categoria di persone, in nome della tranquillità o per preservare il proprio benessere è pur sempre indice di egoismo. Forse insieme a quella economica, la nostra società sta vivendo una forte crisi di amore, di accoglienza e di solidarietà. È grave se non riusciamo più ad apprezzare, o anche solo a sopportare, la straordinaria energia dei bambini, il loro desiderio, spesso rumoroso, di scoprire e di aprirsi al mondo: peculiarità che, non di rado, aiutano gli stessi adulti a riconciliarsi con le realtà più vere.

Sempre la retorica dei bei tempi andati potrebbe spingerti ad affermare che una volta queste crisi di umanità non esistevano. Proprio la celebrazione del Natale, tuttavia, ci ricorda che anche in quel tempo una madre che doveva partorire e il suo sposo non trovarono ospitalità negli alberghi dell’epoca; anche nella piccola città di Betlemme, poco dopo, ci fu un violento NO KIDS: chi era al potere temeva che dei bambini al di sotto dei due anni potessero compromettere il suo regno. Ma proprio mediante un bambino è entrata nel mondo una nuova energia, una nuova luce. Attingendo a queste possiamo sconfiggere le tenebre del nostro egoismo ed incamminarci sulla via della salvezza.

La redazione


 

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