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Sommario

Giovanni Paolo II: un beato tra noi

Messa papa

Nel fine settimana del 9 e 10 luglio la nostra comunità ha vissuto la Commemorazione della visita di Papa Giovanni Paolo II a Borno avvenuta ormai 13 anni fa, il 19 luglio 1998, ma per noi, che abbiamo avuto la gioia di essere presenti, sembra trascorso pochissimo tempo e quella giornata rimarrà sempre indelebile nei nostri cuori. L’iniziativa, realizzata grazie alla collaborazione fra parrocchia e amministrazione comunale, aveva anche l’intenzione di festeggiare la Beatificazione del Santo Padre, avvenuta il 1° maggio scorso in piazza San Pietro davanti ad una folla oceanica.

Il sabato sera, alle ore 21.00, abbiamo vissuto la prima tappa. Appena entrato in chiesa mi sono emozionato, trovandomi di fronte una bellissima immagine del Pontefice che spiccava su un manto rosso. Subito dentro di me ho capito quanto Karol Wojtila sia stato una persona veramente insostituibile nella mia vita.

La serata proponeva un incontro di riflessione tenuto da Monsignor Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina e Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica. Era presente il nostro Cardinale Giovanni Battista Re; grazie a lui, infatti, abbiamo avuto il privilegio di avere il Santo Padre in mezzo a noi. Don Francesco, il nostro Parroco, ha raccontato come il lungo pontificato di Giovanni Paolo II abbia avuto una valenza fondamentale nel suo cammino, prima da laico e poi da sacerdote: ho letto nelle sue parole una viva e sentita riconoscenza.

Messa papa

Il giornalista Martinazzoli ha introdotto l’incontro leggendo un articolo pubblicato su un giornale locale il 20 luglio 1998, che subito mi ha fatto tornare alla memoria tutto ciò che è successo in quella memorabile giornata. Poi è stata proposta la visione di un filmato che ripercorreva le tappe della visita del Papa qui a Borno: rivedendo le immagini e riascoltando le sue parole mi è venuta la pelle d’oca! Mons. Sigalini ha trattato un argomento a me molto caro: il rapporto speciale che legava Giovanni Paolo II ai giovani, dato che don Domenico ha collaborato attivamente per la realizzazione delle Giornate Mondiali della Gioventù e ha sempre lavorato a stretto contatto con il mondo giovanile.

Non è questo il giusto contesto per ripercorrere nei dettagli il suo edificante intervento, ma permettetemi di citare brevissimamente tre aspetti che mi hanno particolarmente colpito. Prima del pontificato di Wojtyla, i giovani erano considerati dalla Chiesa principalmente un problema che non si sapeva come affrontare. Il Papa, da subito dopo l’elezione, voleva che in ogni sua visita pastorale nazionale o internazionale fosse riservato un momento per incontrare i giovani, che dopo l’incontro con lui desideravano continuare a trovarsi insieme per pregare e crescere nella fede. Col passare del tempo è nata nella Chiesa una valida Pastorale giovanile. Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica “Delecti Amici”, in occasione dell’anno internazionale della gioventù proclamato dall’ONU, considera l’età giovanile la parte più importante dell’esistenza umana per aprirsi al progetto d’eternità di Dio.

Un secondo aspetto che mi ha arricchito tantissimo è stata una citazione: il Papa ai Giovani Kazaki, il 23 settembre 2001, risponde a un interrogativo: “Chi sono io secondo te ,Papa Giovanni Paolo II”?, si immagina che gli chiedano. E lui risponde: “Tu sei un pensiero di Dio, tu sei un palpito del cuore di Dio…”. Io mi sento ancora giovane: beh, sentirmi definire “un palpito del cuore di Dio” mi riempie il cuore. Qui collego velocemente a un terzo aspetto: Mons. Domenico Sigalini ha detto che esiste una “generazione di Wojtyla”; io sento di farne parte perchè lui è stato per più di vent’anni, specialmente durante la mia adolescenza e giovinezza, un mio primo punto di riferimento nella fede anche se non lo conoscevo di persona. Ringrazio il Signore per questo immenso privilegio.

Messa papa

Domenica alle ore 10.00, presso la “Dassa”, luogo in cui atterrò l’elicottero con a bordo il Santo Padre, è stata benedetta una targa commemorava della Beatificazione di Giovanni Paolo II, poi il corteo ha raggiunto in processione la chiesa, accompagnato dalla banda, dove alle 10.30 ha avuto inizio la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Cardinale Giovanni Battista Re e concelebrata con Monsignor Foresti, (vescovo di Brescia durante la visita del Papa) e Monsignor Morandini. Era presente anche don Giuseppe e non dimenticherò mai il suo grande impegno per preparare al meglio un così grande evento. Alla Santa Messa hanno preso parte anche le autorità civili e le associazioni.

Al termine dell’omelia il Cardinale ha raccomandato a ciascuno di noi di tenere vivo il ricordo della visita e di essere testimoni del messaggio che il Beato Giovanni Paolo II ci ha lasciato, di cui ha citato una parte veramente bella: “Cari bornesi, avete voluto accogliermi davanti alla vostra chiesa parrocchiale, che domina sulle vostre case e che è significativo punto di riferimento della vostra fede e della vostra storia. Da questo luogo a voi caro vorrei dire a tutti: amate la vostra fede, testimoniatela con gioia, rendetela operosa mediante l’amore fraterno, il perdono generoso, l’aiuto reciproco e solidale. A quanti sono lontani dalla Chiesa o non credenti vorrei rivolgere quest’invito: non abbiate paura di cercare Dio, perché Egli vi sta cercando e vi ama”.

Messa papa

Alle ore 17.00 si è svolta l’ultima tappa di queste due giornate: il concerto del coro “Amici del canto” con la lettura di alcuni brani tratti dalle opere del Papa. Come sempre la qualità del coro è stata altissima; ogni volta che li sento cantare è un susseguirsi di emozioni ed i testi scelti fra una canzone e l’altra sono stati per me un grande aiuto per riflettere e pregare. Questa iniziativa mi ha dato ancora una volta una conferma importante: Giovanni Paolo II non c’è più fisicamente, ma rimarrà sempre mia guida e sostegno nella preghiera. Ora la Chiesa l’ha riconosciuto Beato, ma io l’ho sempre considerato un Santo, per ciò che mi ha dato e continua a darmi ancora oggi.

Luca Dalla Palma


Estate 2011


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