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Color tantum discernit - solo il colore ci distingue

Quando frequentavo le scuole superiori, i miei compagni di banco di solito scherzavano con me del fatto che tutti i giorni scendessi da Borno con il deltaplano e quando nevicava risalissi con gli stambecchi … Un’altra cosa che ci faceva ridere era che l’unico esercizio che mi riusciva bene in educazione fisica era “fare le capriole”. Si era così diffusa la leggenda che mi allenassi d’estate inseguendo delle forme di formaggio che venivano fatte rotolare per le vie del Paesello..

A volte anche i compagni di classe indovinano! Circa sette anni fa, una domenica pomeriggio verso le 14.00 mi trovavo alla partenza della Corsa del formaggio... Con una carica di ansia e paura... Era la prima volta che si vedeva questo gioco invadere Via Vittorio Veneto. Sono passati ben sette anni e la tradizione ora si è consolidata, ci sono bimbi (ora non più tali) per i quali questo gioco è sempre esistito e giovani che ora hanno l’età giusta per poter “guidare” un formaggio. Questo è solo uno delli giuochi storici che ogni anno vede sfidarsi 6 squadre vestite con tuniche colorate e cuffie bianche in testa.

A chi assiste a tali competizioni verrà facile, infatti, riconoscere quale squadra è in vantaggio o quale arranca. Il Colore delle tuniche, seppure sbiadito da sette anni di battaglie, è ancora un segno visibile e ben evidente, è espressione di un’appartenenza. Infatti, se oggi anziché squadre dici Contrade e anziché giuochi dici corsa del formaggio, tir del borel, lancio del grop e del rascol, tira la coda al gatto, corsa dell’ubriaco... Allora da chiunque ti sentirai replicare: Palio di San Martino – Borno!

palio

E quest’anno per la precisione: VII Palio di San Martino A. D. 2011 – “Color Tantum Discernit” – Solo il colore ci distingue. Ogni anno il Palio arriva con un nome e un cognome diverso, che quest’anno è di semplice comprensione, nonostante il latinorum. Le Contrade distinte solo dal colore delle loro tuniche, del loro stendardo, delle loro bandiere. Le Contrade uguali per spirito, per desiderio di poter stringere fra le mani il tanto agognato Palio, uguali per agonismo e sportività nella battaglia, le Contrade uguali per la voglia di fare festa e rendere belli i tre giorni di San Martino... Un motto azzeccatissimo, se pensiamo alle motivazioni che hanno fatto nascere il Palio.

Si voleva creare una manifestazione, un evento che fosse fatto dai bornesi per i Bornesi... e ci si è riusciti alla grande! Non si sono mai visti così tanti compaesani insieme, per le vie del Paesello e in Piazza, abbigliati alla medievale e riconoscersi per la tunica e non per i colori, non sentendosi diversi ma uguali. Una manifestazione che coinvolge ogni anno più persone, che riunisce e unisce Bornesi... Pensiamo alle associazioni del Paesello che collaborano: Gruppo Alpini, Gruppo di Protezione Civile, la Parrocchia e l’Oratorio, lo Ski Club, l’Associazione Operatori Economici Bornesi, la Confraternita del Cervo, l’Associazione “6 Contrade”... e a chi invece personalmente si dà da fare e mette a disposizione le sue attrezzature e macchinari, la paglia, la legna, l’arte del taglio e cucito, l’ospitalità e il buon cibo.

Il Palio di San Martino è divenuto un momento di coinvolgimento e di partecipazione, tre giorni in cui ci si sente un unico Paese, perché si appartiene a Contrade che davvero “solo il colore può distinguere”

Paolo Baisotti


Estate 2011


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