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Sommario

Riflettere sulla felicità

Tra le riflessioni del Dalai Lama, una emerge con particolare significato: “Tutte le sofferenze del mondo derivano dal desiderio di felicità di sé. Tutte le felicità del mondo derivano dal desiderio di felicità per gli altri”. Quante volte, pensando all’immenso bene che si opera nel mondo del volontariato, mi è ritornato in mente questo messaggio di vita, che sembra aprire il cuore a spazi infiniti, di fronte alle tristi condizioni dei nostri tempi. Ricordare i tantissimi donatori di sangue vuole essere un invito esplicito a considerare il significato di un'attenzione al mondo degli altri, per concretizzare nel tessuto della vita un’idea di felicità che può dare valore anche alla nostra piccola storia.

Francois Garagnon, nel suo libro tanto indicativo di particolari condizioni esistenziali “Terapia dell’anima” scrive tentando di interpretare l’idea di prima: “Tutte le saggezze, quelle d’Oriente, come quelle d’Occidente, concordano su questo punto: il sentimento di fraternità ed armonia nasce quando si dà priorità all’altro e ci si colloca in un’alterità amante che potremmo anche chiamare reciprocità d’amore. Le tribolazioni umane si presentano quando ci si dimostra concentrati esclusivamente su se stessi, fissati sui propri desideri e presi dalle proprie preoccupazioni”.

I nostri tempi ci allontanano, spesso, da considerazioni siffatte, illudendoci con altre cose, effimere, che tuttavia ci appartengono e che sono al centro dei nostri interessi; meno bilanci sulle economie, dunque, e più attenzione alle tante ricerche di felicità vera, in quella dimensione di donazione di cui l’AVIS è una pagina essenziale.

Enzo Bianchi, a noi ben noto come priore di una comunità monastica aperta a molteplici problemi dell’uomo, nelle sue pagine “L’altro siamo noi” ci affida questo messaggio: ”Se infatti veniamo quotidianamente sollecitati a una generica solidarietà con chi è lontano, siamo nel contempo spinti a non vedere chi ci è accanto e attende, prima ancora che un gesto di comunione, il semplice riconoscimento della nostra esistenza. Comunichiamo a distanza, interagiamo in tempo reale, ci sentiamo connessi con una realtà globale, ma distogliamo lo sguardo ed il cuore dall’altro accanto a noi”.

L’itinerario della solidarietà vera e la gratuità avisina sono forte invito a realizzare questi appelli alla costruzione di una società diversa.

Carlo Moretti


Estate 2011


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