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Le Comunità parrocchiali di LOZIO

“Epe” Alpino inossidabile di Lozio ha compiuto 100 anni

Alpino inossidabile lozio

Domenica 1 aprile 2012, la Comunità di Lozio ha festeggiato Giuseppe Pedrinetti, per tutti “Epe”, che ha tagliato il traguardo del secolo in discreta salute. Oltre alla moglie Giuditta “Lina” Massa ed ai figli Dario, Fausto, Celso, Caterina e Silvia, i nipoti e pronipoti, si sono stretti attorno all’Alpino le penne nere del paese e dei comuni limitrofi: Borno, Malegno e Piamborno con il Presidente Giacomo Cappellini, il Parroco di Lozio Don Francesco Rezzola, l’ex don Lino Zani, il sindaco Tone, con i suoi assessori e consiglieri, i volontari del Centro Anziani, la Protezione Civile, con la Pro Loco e tantissimi concittadini.

“Epe” aveva poco più di un anno quando venne adottato dall’allora ospizio di Cividate da una nubile donna di Sucinva, piccola frazione di Lozio. Dopo il servizio militare permanente (1933-1936), venne richiamato alle armi nel 1939. Partecipò alla campagna in Albania e in Russia, poi venne destinato al Brennero, ma fu fatto prigioniero e deportato in Germania. Il 9 settembre 1943, a Vipiteno insieme a “Epe” venne fatto prigioniero anche l’allora diciannovenne militare di leva Mario Piccinelli di Lozio.

Mio nonno ha voluto ricordare i giorni condivisi con le parole qui di seguito riportate, che hanno commosso tantissimo tutti i presenti e persino i più giovani come me.

Alessia Mora

Caro Epe, sono molto contento di essere qui oggi a festeggiare i tuoi 100 anni. Nel lontano mese di luglio del 1943, siamo stati insieme nella caserma di Glorenza, in Val Venosta; il 28 luglio, di notte, ci hanno consegnato le armi e trasferito a Gorizia, poi a Campo Treves vicino a Vipiteno. Certo ne abbiamo passate...

Alpino inossidabile lozio

Ti ricordi quando ci hanno deportato in Germania? Era il 9 settembre 1943, i Tedeschi ci hanno fatto prigionieri e condotti a piedi da Vipiteno a Innsbruck in Austria. Siamo rimasti per otto giorni chiusi nel vagone animali del treno, senza bere ne mangiare. Poi, arrivati nell’allora “Prussia”, ci hanno rinchiuso in quel campo sportivo ed ancora oggi è vivo il ricordo che tu avevi raccolto le cicorie e le abbiamo mangiate senza olio nè sale... e com’erano buone! Il cibo arrivava poco, e solo ai più fortunati delle prime file.

Poi il destino della “conta” ci ha diviso: tu fosti destinato in un altro campo di concentramento, e così ci siamo rivisti a Lozio solo un anno e mezzo dopo, nel giugno 1945. Quando fummo catturati e deportati, io avevo diciannove anni e tu ne avevi undici più di me. Io avevo appena iniziato il servizio militare, tu invece avevi già partecipato alla campagna in Albania e in Russia. Questa nostra bandiera l’abbiamo onorata!

Qui a Lozio nel 1960, c’erano 100 tesserati ex combattenti, ora siamo rimasti solo noi due e questo ci ha ripagato della sofferenza passata; ed ora che gli “acciacchi” si fanno sentire, noi, come allora, con l’aiuto di Dio, teniamo duro perchè in fondo siamo forti, perchè siamo Alpini. Viva gli Alpini! E auguri a te Epe!

Mario Piccinelli classe 1923
Battaglione Edolo Divisione Tridentina - Matricola 201


Estate 2012


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Ha ricevuto il Battesimo

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