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Sommario

Il Vangelo di S. Giovanni secondo Paola Anglani

quadri Paola Anglani
... tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

quadri Paola Anglani
I discepoli a un tratto videro Gesù che camminava sul lago e si spaventarono.

quadri Paola Anglani
“...io vi dico ciò che mi ha insegnato il Padre”.

quadri Paola Anglani
I soldati che avevano crocifisso Gesù presero i suoi vestiti e... Gesù prese l’aceto poi disse: “Tutto è compiuto” abbassò il capo e morì.

quadri Paola Anglani
Gesù dunque disse: “Lasciatela in pace: ha fatto questo per il giorno della mia sepoltura...

In occasione della festa patronale di S. Giovanni Battista, con dedica particolare a S. E. Card. Giovanni Battista RE che ha trascorso a Borno il giorno del suo onomastico, la Parrocchia e l’Amministrazione comunale hanno organizzato presso l’edificio della scuola primaria, in piazza Caduti, l’esposizione degli 89 quadri illustranti il Vangelo di S. Giovanni. La mostra è stata possibile grazie alla gentilezza del committente e proprietario dell’opera, Mauro Bernardi, che si ringrazia sentitamente.

CENNI BIOGRAFICI della pittrice - Paola Anglani, nativa (1975) e residente di Berzo Demo, in Valle Camonica (BS), dopo la frequenza del Liceo Artistico di Lovere dove si diploma nel 1993, frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Brera in Milano, per diplomarsi “Maestra d’arte in scultura” nel 1998. Ben presto si dedica anche alla pittura ad olio, ma anche a piccole composizioni a china arricchita di inserti ad olio. Collabora per alcuni anni quale ideatrice e disegnatrice di modelli per laboratorio orafo a Milano e svolge breve attività di restauro, soprattutto su murature di chiese con affreschi, ricostruzioni in gesso, stucchi, e cornici; offre la sua opera di assistente allo scultore pisano Franco Adami in Pietrasanta (LU), per approfondire le conoscenze sulla lavorazione delle pietre e del bronzo. Si è dedicata anche alla modellazione dell’argilla per ottenerne, una volta cotta, ceramiche raku e terrecotte smaltate.

L’OPERA - Paola Anglani nasce come scultrice, come confermano i titoli accademici, e come tale vince un concorso e realizza un gruppo marmoreo, ora in bella mostra all’aeroporto di Montichiari e lavora tuttora a modellare crete. Molto volentieri effettua però degli excursus nella pittura dove, rimanendo per ora saldamente ancorata al linguaggio figurativo, riprendendo temi, soggetti, racconti e miti addirittura nei titoli dei suoi quadri, racconta storie affascinanti, mentre getta uno sguardo critico sulla realtà di una moderna società violenta e indifferente.
Nello scorcio del 1999 e i primi mesi del 2000, anno giubilare, è sollecitata a realizzare, su committenza privata, l’illustrazione del Vangelo di S. Giovanni, un’opera che consta di ben 89 tavole di 70 * 50 cm, piene a volte fino all’inverosimile.
Il pensiero del visitatore, ammirando quest’opera gigantesca, non potrà non correre all’immagine di una giovane donna, china per mesi sul più originale e etereo dei Vangeli, che riesce a dare corpo a visioni mentali, suggestioni e versetti, anche là dove prima non c’era traccia d’interpretazione iconografica. Sciolta da obblighi di modelli figurativi considerati ormai classici o reinventandoli per adattarli a situazioni diverse, la sua fantasia si sbizzarrisce a creare un mondo che poi rimane fermamente impresso nell’occhio e nella mente del visitatore, stupito per tanta audacia e fervida inventiva.

Una sinfonia in minore con crescendo - La maggior parte delle tavole, una sessantina circa, sono realizzate a china con l’arricchimento di inserti ad olio, per esplodere, d’apprima in qualche anticipo e poi nell’intera sequenza della Passione, in una sanguigna violenta, costituente una macchia di colore che cattura immediatamente l’occhio. Lo sguardo d’insieme di tutta la prima parte offre pertanto l’impressione di un Vangelo crepuscolare, tutto giocato sui toni scuri, ove si aprono squarci di colore vivissimi.

Un Vangelo spoglio - Chi abbia presenti della tradizione classica le ambientazioni architettoniche e paesaggistiche, gli abbigliamenti sfarzosi, l’affollamento dei personaggi attorno alla figura del Cristo, non potrà che rimanere stupito della povertà che caratterizza il Vangelo dell’Anglani: personaggi spogli fino alla nudità, assenza pressochè totale di architetture di cornice, personaggi di contorno ridotti all’essenziale… Gli ambienti e i paesaggi sono appena accennati da pochi elementi: qualche scorcio d’edificio, una scala, un arco, povere suppellettili… ma soprattutto alberi, profili di colline, corsi d’acqua…
È indubbio che le 89 opere illustrative non saranno magari tutte dello stesso livello espressivo ed estetico; d’altra parte la dimensione stessa dei quadri, cm 50 per 70, ne fanno un’opera intimistica, non sempre immaginabile se proiettata su grandi pareti in un edificio sacro.

Un Vangelo al femminile - È l’analisi dei singoli quadri a rivelare tutta la ricchezza dell’opera. Il tratto è sicuro e staglia sugli sfondi figure che, a volte, paiono scolpite, rivelando la mano della scultrice di marmi o della modellatrice di crete: i muscoli guizzano sotto una pelle tesa, come se stessero per eplodere.
È in Cristo giovane, giovanissimo quello che esce dalla penna e dai pennelli di Paola Anglani, aitante e muscoloso, talvolta nudo come la verità, ma tipicamente ebraico, con quel naso che certa iconografia canagliesca ha sempre attiribuito al “cattivo” ebreo. Parlando di Vangelo al femminile non si vuole assolutamente connotare l’opera al negativo ma, anzi, suscitare curiosità e interesse per una lettura che, probabilmente, non era mai stata tentata e che offre tanti spunti di riflessione.
Le figure femminili abbondano attorno al Cristo di questo vangelo, segnatamente nelle tante “maternità”, in fieri o in atto, disseminate nei vari episodi. Ma è soprattutto la fisicità, la corporalità, la carnalità a connotare i racconti: le mani si stringono, i corpi si serrano in abbracci che solo una donna poteva immaginare, solo la donna, nello stesso tempo sorgente di vita e custode della morte. E certe delicatezze… il Cristo che si appresta a lavare i piedi a Pietro ed ha i capelli raccolti dietro la nuca, il Padre che più e più volte stringe teneramente il Figlio, come un padre terreno meglio non potrebbe fare e, ancora, il Figlio che stringe a sè per consolare, ammonire e perdonare perfino il tradimento più doloroso: quello di Pietro.

Francesco Inversini


Estate 2012


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