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Sommario

cüntòmela a Ossimo Inferiore

Il Cimitero Napoleonico di Ossimo Inferiore (Sec. XIX)

LE ORIGINI - Le origini del “Cimitero Vecchio” risalgono all’Editto napoleonico di Saint Cloud, del 12 giugno 1804, che, per motivi igienico-sanitari, dispose che tutte le sepolture venissero poste fuori le mura cittadine, in luoghi soleggiati ed arieggiati, con inumazioni tutte uguali, onde evitare discriminazioni tra i defunti di ceto diverso. Solo per gli scomparsi illustri poteva essere concesso un epitaffio sulla tomba.

cimitero napoleonico Ossimo Inf.

L’EDIFICAZIONE - Prima dell’editto napoleonico era usanza seppellire i defunti sul sagrato o all’interno della chiesa dei Santi Cosma e Damiano che, all’epoca, era più piccola dell’attuale parrocchiale. Altro sito di sepoltura è stato rinvenuto al prato “rotondo”, proprio nel luogo ove ora sorge l’edificio della Scuola Materna S. Giuseppe.
Questo lo sappiamo per la testimonianza giunta fino a noi di don Raffaele Giudici (1878-1962), l’allora Rettore di Ossimo Inferiore che, assistendo allo scavo per le fondamenta dell’Asilo, annotava: “Molte furono le salme ritrovate negli scavi specialmente dove si cavò la sabbia ossia sotto l’attuale refettorio e sulla buca della calce. Le vidi io medesimo, tutte voltate verso levante, le assi erano consumate. Si trovarono anche in altri luoghi, nessuna trovata sotto il Monumento.” Le inumazioni del tempo erano per lo più precarie e, specie nei mesi invernali, la fossa non sempre era abbastanza profonda per garantire dal pericolo di infezioni. Le fonti storiche riportano che ci vollero ben 5 anni per superare le rivalità, già allora esistenti fra le due frazioni, per trovare il luogo ove far sorgere il Campo Santo.

cimitero napoleonico Ossimo Inf.L’INAUGURAZIONE - L’evento ha una datazione certa perché presso l’Archivio Parrocchiale di Ossimo Inferiore è conservato il Registro N.19 del “Libro dei Morti per la Chiesa dei SS. Cosma e Damiano di Ossimo di Sotto 1740” (dal 1740 al 1864), dove a pagina 145 si può ancora oggi leggere: “Adi 3 Xbre 1811 Oggi mattina dopo il canto della messa processionalmente siamo andati a benedire il Nuovo Cimitero detto campo Santo coll’intervento di tutto il popolo il quale ha assistito con molta devozione e raccoglimento dietro la delegazione do Mons. Gabrio Maria Nava nostro vig.mo Vescovo accennatoci dal Sig. Sindaco Francesco Sarna con suo ordine in novembre scaduto. Prete Gio. Bontempo Franzoni Curato” Da questa  data il Campo Santo iniziò il suo utilizzo secondo le norme emanate da Napoleone. * don Giovanni Bontempo Franzoni (Ossimo 1759 – 1819) Rettore di Ossimo dal 1783 al 1819.

GLI ANNI DEL SUO UTILIZZO - Il “Cimitero Vecchio” venne utilizzato per 129 anni, dal dicembre 1811 sino al gennaio 1940. Il numero dei defunti, che qui trovarono sepoltura, si aggira intorno ai 1920. Ad incrementare il numero di decessi ci furono anche alcune epidemie e la prima guerra mondiale. In particolare le cronache riportano che:
– nel 1817 ci fu una forte epidemia di tifo petecchiale;
– nel 1867 una infezione di colera;
– nel 1887 una epidemia di morbillo, colera, vaiolo, tisi, scorbuto e pellagra;
– nel 1918 una pandemia influenzale detta “Spagnola”;
– nel 1919 la Prima Guerra Mondiale.

IL PERCHÉ SI DECISE DI COSTRUIRE UN NUOVO CIMITERO - Alla fine degli anni 30 del secolo scorso il “Cimitero Vecchio” risultò piccolo e inadeguato alle necessità cittadine. Si costruì allora l’attuale Campo Santo, più ampio, appena fuori paese, a margine della strada che conduce al Convento dell’Annunciata. I primi ad esservi tumulati, il 3 marzo 1940, furono tre concittadini vittime della miniera di Pola.

GLI ANNI DEL RICORDO - Per anni il “Cimitero Vecchio” venne conservato, curato e pulito, rendendolo agibile alle persone che si recavano a far visita ai propri cari defunti.

IL DEGRADO - Con il passare degli anni anche questo luogo, tanto caro alla pietà popolare, conobbe il declino e i segni del tempo non mancarono di farsi sentire sulla stabilità delle sue strutture murarie, mentre la vegetazione spontanea si impadroniva dei suoi spazi interni fino a renderlo impraticabile.

LA RINASCITA - Nonostante il sostanziale stato di abbandono, con conseguente degrado dell’esistente, in passato furono fatti alcuni tentativi di recupero caldeggiati ora da privati, ora dalle Amministrazioni Comunali, ma nulla come l’attuale impegno profuso sia dall’Amministrazione Comunale, che dal Gruppo Alpini di Ossimo Inferiore, con i suoi molti volontari impegnati da anni per ridare lustro e vivibilità a questa opera. I lusinghieri risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti e là dove regnava il degrado ora si intravede la possibilità concreta di restituire alla popo lazione questo importante manufatto. Come è a tutti noto, la situazione era degenerata a tal punto che le mura di cinta erano corrose e pericolanti, a causa delle continue infiltrazioni d’acqua nelle crepe, di anno in anno sempre più vistose e invase dalle radici, mentre alcune lapidi funerarie erano andate in pezzi e giacevano abbandonate a terra. Per fortuna a supportare tanto lavoro gratuito sono arrivati alcuni modesti contributi di varie enti, che hanno consentito fin ora di coprire le spese vive come l’acquisto del materiale per i vari ripristini svolti ed in atto per salvare e riassettare la cinta muraria e altre opere che si sono rese necessarie per mettere in sicurezza il luogo.

ORA, UN ULTIMO SFORZO PER TERMINARE L’OPERA - Per terminare i lavori manca veramente poco e il “Cimitero Vecchio” potrebbe essere, a breve, riconsegnato alla cittadinanza e alla pietà popolare, a perenne memoria delle nostre radici. Ma per continuare ed ultimare i lavori è necessario chiedere un impegno attivo a chi può permetterselo. È per questo che chiediamo alla nostra gente anche un piccolo contributo economico per terminare il lavoro iniziato.

IL FUTURO - È giusto che, ad opera finita, si debba pensare anche al futuro di questo “monumento storico” perché si preservi intatto, anche a nostro ricordo, per le generazioni a venire. All’uopo si potrebbe pensare ad  istituire una commissione o un gruppo che si prenda in carico le criticità di questa nostra “perla d’arte”. Ossimo non potrà che essere perennemente grata a chi, con il proprio sostegno economico, permetterà al Gruppo Alpini e ai volontari di portare a termine questo grande impegno. Chi fosse interessato a lasciare un contributo contatti Zani Pierfranco, Capo Gruppo degli Aplini di Ossimo Inferiore Cell. 3397336182

Omar Zani


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