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cüntòmela con i missionari

Il grido degli esclusi

“INDEPENDÊNCIA OU MORTE!”, dicono che dom Pedro I abbia gridato così ad Ipiranga quando ha staccato la colonia Brasile dalla madre Patria Portogallo! Sarà proprio vero o sarà come il “qui si fa l’Italia o si muore” che ci han fatto studiare alle elementari? Il fatto è che oggi (calore insopportabile) è il 7 settembre: grandi manifestazioni – obbligatorie - in tutte le piazze con gli alunni delle scuole e non solo… Il rullo assordante dei tamburi ha spinto fuori casa anche il Parroco! (d’obbligo il giallo verde! Per il verde sem problema… per il giallo spalleggiato da Papa Francesco si è presentato dicendo “non ho né oro, ne argento, ma…”). Quindi: Viva l’Indipendenza! Ma ci sarò veramente?.

In contropartita dal 1995, come frutto della seconda settimana sociale brasiliana “Brasile, Alternative e Protagonisti”, la Chiesa Cattolica, tramite la Pastorale Sociale, promuove il “GRIDO DEGLI ESCLUSI”. Questo perché il popolo prenda coscienza che o diventa protagonista attivo dello sviluppo e del progresso, o non ci potrà essere né indipendenza né vita in pienezza e quindi felicità e benessere! In pochissimi anni il grido s’è diffuso a macchia d’olio; altre organizzazioni sociali e chiese evangeliche si sono unite in quest’evento. Chiaro che anche le nostre Parrocchie vi partecipano, non in massa ma con un buon gruppo di persone. Peccato che i giovani erano pochi, nonostante il fatto che il XIX “Grito dos excluídos” fosse: “GIOVENTÚ CON CORAGGIO DI LOTTARE COSTRUISCE IL PROGETTO POPOLARE!”.

don linoMi son permesso di tradurre, per condividere, alcune riflessioni della Commissione Organizzatrice. Eccole.

È importante non dimenticare che la crisi attuale è figlia della crisi finanziaria del 2008 e continua a lasciare, ogni giorno, sempre più persone al margine di una vita decente. Tutto questo per permettere al capitale di ricuperare le perdite avute in questi anni. La sfida che ci sta innanzi è saper agire in questa situazione così avversa.

È indispensabile aver ben chiara la meta verso cui camminare ed agire. In questo senso il Grito dos excluídos del 2013 vuole la Gioventù protagonista. Questo XIX GRITO si inserisce in un momento particolarmente importante e grave della vita del Brasile e invita la gioventù - e non solo - ad unirsi, manifestare, protestare e collaborare per la costruzione di un progetto di società alternativo a quello capitalista liberista.

Perché il Progetto? Di fatto i giovani possono contribuire con la loro creatività, energia, forza e il loro spirito “questionatore” ad affrontare il Capitale (Davide contro Golia!) e, come protagonisti, costruire la propria storia, impegnandosi nella lotta di trasformazione sociale a favore di una vita in pienezza.

Obbiettivo Generale
Annunciare, nelle differenti situazioni e luoghi, segni di speranza nella prospettiva di costruire uno Stato effettivamente al servizio della Nazione e che rispetti effettivamente i valori fondamentali della persona umana.

Obbietti specifici
- Difesa della vita umana nella sua totalità, offrendo alternative che permettano agli ultimi di lottare e usufruire di una società nuova.
- Garantire il diritto ad ogni persona di accedere a politiche pubbliche di qualità esigendo più risorse per i diritti sociali.
- Lottare per la giustizia sociale e ambientale nella difesa di ciò che è di tutti: acqua, terra, sementi, minerali, biodiversità, ecc.
- Denunciare l’uso del Bilancio Pubblico per pagare gli interessi e il debito pubblico.
- Organizzare movimenti che promuovano la speranza e nuove prospettive di vita.
- Prendere coscienza che la crisi, generata dal sistema capitalista, quasi non tiene in considerazione i diritti dei lavoratori aumentando il precariato e il sub impiego.
- Far si che siano rispettate le persone indipendentemente dalla razza, lingua, religione, cultura.
- Manifestazioni pubbliche perché la vita sia posta veramente al primo posto in ogni azione politica e economica.

Potrà essere solo un sogno o un’utopia? Può darsi! Ma un sogno che da 19 anni continua potrebbe, un giorno speriamo non il 30 febbraio - divenire realtà… e che si realizzi il “Mites terram possident!” Facciamo il tifo! Non solo per qua, ma anche per là! Aquele abraço. Ciao.

don Lino

Calçoene aos 7 de setembro de 2013


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