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cüntòmela ...di tutto un po'

Sulle note del Nabucco

Tutto comincia così, quasi per caso, con una semplicissima domanda: “Vogliamo provarci?” Poi, un venerdì sera dopo le prove di musica, con “trionfante aidiana aria” (concedetemi questa espressione, capirete in seguito il perché) l’inatteso annuncio: “Bene, ecco il nostro momento. Siamo stati selezionati per partecipare al concorso”. Gioia, incredulità e sgomento sono stati i sentimenti che ho potuto leggere sul volto dei musicanti della banda S. Cecilia di Borno.

Ora, avete in mente lo “Sbarco di Normandia”? Bene, il 7 Settembre 2013 il gruppo bornese “sbarca” a Busseto, patria del grande, venerabile compositore, direttore e musicista, vanto della nostra italica patria, il Maestro Giuseppe Verdi. Ma cosa ci fanno dei Camuni in quel dell’Emilia-Romagna? Ebbene, partecipano al “concorso del bicentenario verdiano” con la speranza di vincerlo e diventare la “Banda Verdiana” dell’anno.

banda a BussetoPrima di arrivare nella cittadina emiliana, il programma prevede una fermata presso un ostello di Parma che ci ospita per trascorrere la nottata. Tutto ciò grazie ad un contributo dell’Amministrazione Comunale di Borno che ha permesso ai musicanti di trascorrere un indimenticabile weekend nelle due cittadine e attendere la serata della domenica, momento nel quale la giuria avrebbe decretato la banda vincitrice.

La splendida piazza di Busseto, con la Rocca Pallavicino oggi sede municipale, accoglie, nel pomeriggio, un esercito di musici giovani e meno giovani, pronti a sconfiggere i “nemici”. Fortunatamente, al posto di micidiali armi, portano strumenti musicali e tanta allegria. La serata ci vede impegnati, con altre cinque bande, nell’esibizione di alcuni brani scritti dal Maestro Verdi. Ci accoglie un palco posizionato ai piedi di un’imponente statua del grande “Giuseppe” che seduto, con aria pensosa, sembra il giudice supremo della manifestazione.

Ecco, ora è il nostro turno; dopo aver scaldato gli strumenti con un brano non appartenente al repertorio verdiano, emettiamo le prime tremule note dell’opera “Nabucco”. La paura ci assale, ma dopo alcune battute la musica comincia a diventare solenne, proprio come l’aveva pensata il compositore. Le note cominciano a danzare nell’aria di una calda serata bussetana, sotto la direzione di un orgoglioso maestro Tomaso Fenaroli che, nonostante la tensione, si mostra sorridente e quasi disteso.

Dopo aver suonato il “Nabucco”, pezzo obbligatorio per tutte le bande partecipanti, intoniamo un altro brano dal titolo “Valzer Brillante” che ha reso indimenticabile una delle scene più belle e famose del film “Il Gattopardo”. L’esecuzione riscuote un enorme successo tra il pubblico e lo scroscio di applausi che riceviamo ci “gasa” a tal punto che subito pensiamo, con poca umiltà, di poter ambire all’agognato premio. Ma basta molto poco perché, alzandomi dalla sedia e volgendo lo sguardo verso la statua di Verdi, mi pare di cogliere uno sguardo che, avrà pensato l’emerito musicista della nostra esibizione? Questo non lo sapremo mai ma vi dirò, più avanti, ciò che invece avrebbe decretato la giuria.

banda a Busseto

La serata si conclude con una cenetta a base di squisiti e saporiti salumi emiliani e abbondanti piatti di pasta al pesto e sugo piccante. Il giorno successivo, la mattina, decidiamo di visitare una parte della splendida città di Parma: il Duomo romanico con il magnifico affresco del pittore Correggio nella cupola, il Battistero con il fonte battesimale costituito da una grande vasca centrale in marmo che permetteva la parziale immersione del battesimando, il Palazzo Ducale, il Palazzo della Pilotta, il Palazzo del Governatore e terminare così, restando in tema, con la visita al Teatro Regio sede di rappresentazioni liriche, concertistiche e di danza.

Nel pomeriggio, ritorniamo a Busseto per attendere il responso della giuria. Decidiamo di ascoltare l’esibizione delle altre bande, come da programma, ed aspettare il verdetto finale, frementi e fiduciosi di essere annoverati tra i vincitori. Dopo aver ricevuto dalle mani dei giudici la famosa busta contenente la classifica, la presentatrice inizia ad assegnare alcuni premi e decreta la banda vincente.

La farò breve: con grande dispiacere ci rendiamo ben presto conto di non essere la “Banda Verdiana dell’anno” ma quando riceviamo la graduatoria, il guadagnato “sesto posto” (su quattordici bande partecipanti) ci riempie di grande orgoglio ed immensa felicità.

Sicuramente non abbiamo vinto il concorso indetto dalla città di Busseto ma ci sentiamo tutti “vincitori” nel cuore per aver trascorso momenti emozionanti in totale amicizia e grande armonia. Ed allora…… “Viva Verdi”.

Giovanna Versaggio


Natale 2013


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