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“Gaudium et Spes” I documenti del Concilio Vaticano II

Siamo arrivati all’ultima tappa del nostro percorso di presentazione dei documenti fondamentali del Concilio Vaticano II. Affrontiamo la Costituzione Pastorale che fu promulgata da Papa Paolo VI l’ultimo giorno di Concilio: l’8 dicembre 1965.

Il nome Gaudium et Spes deriva dalle prime parole latine del testo, che significano la gioia e la speranza. Il documento è strutturato in questo modo:
• il Proemio (n. 1-3), nel quale si sottolineache il Concilio è rivolto a tutti gli uominie si pone in atteggiamento di dialogo conl’intera famiglia umana;
• l’Introduzione (n. 4-10), nella quale si fail punto sulla condizione dell’uomo nelmondo contemporaneo;
• la Parte Prima (n. 11-45), dove, a partireda una visione antropologica cristiana, la Chiesa si pone a servizio della comunitàdegli uomini nella realizzazione di unafraternità universale che permetta ad ogniuomo di seguire la propria vocazione;
• la Parte Seconda (n.46-90), in cui vengonoaffrontati alcuni problemi della societàdefiniti “più urgenti”.
• la Conclusione (n. 91-93).

C’è una novità fondamentale in questa Costituzione: la Chiesa non si pone davanti al mondo come mater et magistra, ma si sente intimamente legata con il genere umano e la sua storia. Quindi siamo di fronte a una Chiesa che sa di essere pienamente inserita in un mondo che è cambiato, che non pone al primo posto il giudizio e il rimprovero, ma che con serena sincerità vuole porsi al servizio di tutta l’umanità. “… è dovere permanente della Chiesa di scrutare i segni dei tempi e di interpretarli alla luce del Vangelo”. Anche se la Gaudium et Spes è stata scritta cinquant’anni fa e ovviamente la lettura che fa del mondo è legata a quei tempi, le riflessioni fatte sono molto profonde e attuali.

Un altro elemento fondamentale della Costituzione è la centralità dell’uomo visto come immagine di Dio. I Padri conciliari compiono un percorso completo e attento alla singolarità e presentano un’immagine di persona molto positiva che non nasconde le domande, ma che evidenzia le potenzialità di ogni singolo. Si sottolinea inoltre che tutti gli uomini devono cooperare per il bene comune.

Nella Seconda Parte della Costituzione pastorale, i capitoli dedicati alla dignità della famiglia (Cap. I), al progresso e alla cultura (Cap. II), alla vita economico-sociale (Cap. III), alla Politica (cap. IV) e alla Pace (cap. V), vogliono indicare gli aspetti fondamentali della vita umana nei confronti dei quali la Chiesa doveva, deve e dovrà avere sempre parole significative e propositive, senza mai giudicare o mettere in discussione il dialogo col mondo.

Al temine di questo nostro percorso insieme, in cui ho cercato di presentare in modo breve le quattro Costituzioni conciliari, ribadisco l’importanza di trovare un po’ di tempo per leggere integralmente tutti i 16 documenti(si possono trovare facilmente sul sito della Santa Sede).

Grazie a questi articoli io ho avuto la possibilità di rileggermeli e sono convinto che, nonostante siano trascorsi cinquant’anni, il Concilio Vaticano II abbia ancora molto da insegnarci.

Luca Dalla Palma


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