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Sommario

Cüntòmela a BORNO

La certezza della Sua presenza

37a Convocazione Nazionale RNS: «Convertitevi! Credete! Ricevete lo Spirito Santo! Per una Chiesa “in uscita” missionaria»

Prima di raccontarvi la mia esperienza personale in questa breve “vacanza romana”, vi riporto alcune brevi notizie ufficiali sul Rinnovamento nello Spirito che ho tratto dal sito internet istituzionale del gruppo RnS nazionale.

Il Rinnovamento nello Spirito Santo nasce in America nel 1967 con il nome “Rinnovamento carismatico Cattolico” e si sviluppa in Italia a partire dal 1971 dove viene subito ribattezzato allo scopo di incentrare l'attenzione sullo Spirito e non sui carismi, sul donatore e non sui doni, così che nessuno possa dirsi carismatico se non in riferimento alla Chiesa, perché essa è carismatica.

Il nome è stato tratto dalla lettera di San Paolo a Tito, nella quale l'apostolo afferma che siamo salvati «mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3, 5).

La prima Convocazione Nazionale di tutti i gruppi e le comunità del RnS si tiene a Rimini nel 1978, da allora è stato fatto un lungo cammino che si è sempre contraddistinto come esperienza ecclesiale e che fin da subito ha potuto contare sul conforto e sul discernimento dei Pontefici che ne hanno seguito l'evolversi con attenzione e con cura pastorale.

Giovanni Paolo II definì i membri del RnS "rapitori del Regno" e Papa Ratzinger, in occasione della XXX Convocazione Nazionale, inviava al Presidente del RnS una lettera autografa nella quale definiva il RnS una «straordinaria esperienza spirituale», da riproporre «quale annuncio evangelizzatore agli uomini e alle donne della nostra epoca».

Ad ogni convocazione si sviluppa un tema intorno al quale viene costruita una catechesi che arricchirà i partecipanti e li guiderà nel cammino di fede. La catechesi e i diversi momenti vengono poi guidati da vari relatori e non manca mai la presenza di Salvatore Martinez, storico presidente del Rinnovamento.

Quattro erano le parole intorno alle quali è stato costruito l'itinerario di catechesi dei due giorni di Roma: convertirsi, credere, ricevere lo Spirito Santo e uscire (testimoniare). Ma io, molto umilmente, vorrei aggiungerne una: abbandonarsi.

Abbandonarsi totalmente a Lui nella certezza che la Sua presenza è viva e vera perché Lui è vivo e, come ci insegna San Paolo, se ci decidiamo per Lui allora non siamo più noi che viviamo ma è Lui che vive in noi (o almeno ci prova, nel continuo e totale rispetto del nostro libero arbitrio).

RnS Roma 2014

Per la Convocazione di quest'anno fra gli ospiti più attesi c'era addirittura Papa Francesco che è venuto personalmente. È stata un'emozione davvero forte non solo ascoltare la catechesi che ci ha regalato, ma addirittura poter pregare invocando lo Spirito Santo su di lui, come è d'abitudine fare nel Rinnovamento su colui il quale si accinge a prendere la parola per parlare in nome di Dio.

Il fulcro della convocazione era riflettere sull'importanza di una conversione piena che, alla Luce dello Spirito Santo, dia solidità al proprio cammino di fede e spinga poi ad uscire, a testimoniare senza paura ciò che si è ricevuto. Tutto questo però (altro punto focale del convegno) deve avvenire in unità ovvero in comunione con tutti i cristiani, di qualsiasi movimento ecclesiale facciano parte.

Nessuna divisione è concepibile nella Chiesa di Gesù, ne fra i vari movimenti, né tanto meno all'interno dello stesso movimento. E su questo punto papa Francesco è stato molto determinato: “Cercate l'unità voi del Rinnovamento, perché l'unità viene dallo Spirito Santo e nasce dall'unità della Trinità. La divisione, da chi viene? Dal demonio! La divisione viene dal demonio. Fuggite dalle lotte interne, per favore! Fra voi non ce ne siano! ... come in un’orchestra, nessuno nel Rinnovamento può pensare di essere più importante o più grande dell’altro, per favore! Perché quando qualcuno di voi si crede più importante dell’altro o più grande dell’altro, incomincia la peste! Nessuno può dire: “Io sono il capo”. Voi, come tutta la Chiesa, avete un solo capo, un solo Signore: il Signore Gesù. E possiamo dire questo con la potenza che ci dà lo Spirito Santo, perché nessuno può dire “Gesù è il Signore” senza lo Spirito Santo.

E come papa Francesco così gli altri relatori: molto si è insistito sul fatto che le divisioni portano solo il male e che, come in una famiglia, la prima cosa è amarsi gli uni gli altri e rispettarsi così come si è.

Siamo tutti figli dello stesso Padre e, nel nome di Gesù, siamo chiamati a cooperare per fare in modo che il regno di Dio sia “qui ed ora”.

Martinez ha fatto un bellissimo esempio per spiegare questo concetto: tutti i fratelli, di qualsiasi movimento, hanno qualcosa da dare e ognuno ha il suo “sapore”. Se vogliamo davvero gustare l'amore di Dio non possiamo mettere tutto insieme come per fare un frullato, bensì dobbiamo fare “una macedonia” di quelle con i pezzettoni di frutta belli grossi e ben distinti, così che i vari gusti non si confondano ma si esaltino l'un l'altro. Ognuno, nella sua unicità, porta se stesso, tanto più che nessuno è perfetto ma insieme, membra di un unico corpo, possiamo davvero fare cose grandi.

A Roma ho sentito con grande forza questo senso di appartenenza ad una famiglia di cui ha parlato il Papa; 52.000 persone che lodano e cantano al Signore tutte insieme, sprigionano una forza che si può quasi toccare con le mani! Quanto sarebbe bello (e potente!) che si riuscisse ad essere famiglia sempre, a partire proprio dalle parrocchie, che rappresentano l’origine della grande famiglia cristiana che è la Chiesa. A questo proposito Patty Gallagher Mansfield, testimone delle origini del Rinnovamento e membro del ministero d’intercessione, ci ha indicato uno strumento potente per favorire l’unità: la preghiera. Ci ha detto: “ Il diavolo sogghigna quando facciamo i nostri progetti umani, ride quando ci vede tutti impegnati nel tentativo di realizzarli, ma trema quando preghiamo”.

Ma Roma per me è stato soprattutto un altro tassello nel mio cammino di fede. Quando don Francesco ha comunicato al gruppo che la 37esima Convocazione Nazionale era stata fissata per il 1 e 2 giugno non ho esitato nemmeno un istante riguardo la mia decisione. Il 2 giugno, infatti, è stato un anno esatto dalla mia effusione e nessun luogo poteva essere più adatto per festeggiare questo anniversario.

Nel mio cammino di fede ho imparato che, in qualità di figli amati, siamo chiamati prima di tutto ad amare i fratelli e a testimoniare, con la nostra vita, questo amore che possediamo perché ci viene donato da Dio.

Il mio cammino tuttavia è un continuo “saliscendi”, fra picchi di gioia e certezza misti a bruschi declini intrisi di dubbi e confusione; ma a Roma, grazie a Dio, tutto si è condensato per me in meno di una riga: certezza della Sua presenza.

È stato durante il momento dell’Adorazione Eucaristica (guidata da Sr. Briege McKenna, religiosa impegnata nel ministero di guarigione) che io ho avuto la conferma della presenza viva e vera di Dio nella mia vita. Come in un velocissimo cortometraggio che nitido scorreva nella mia mente, ho rivisto e rivissuto nel cuore, in pochi istanti, alcuni fatti particolarmente salienti della mia vita e ora so che davvero il Padre ascolta le mie preghiere!

Qualcuno certo potrà obbiettare che ho scoperto l’acqua calda (come si suol dire) ma io penso che il Padre, che ci conosce uno per uno e ci chiama per nome, sa ovviamente ciò di cui ognuno di noi ha bisogno per la quotidianità ma anche per il personalissimo cammino di fede che singolarmente ci contraddistingue.

Per questo motivo ci viene incontro con i doni di cui abbiamo bisogno in quel preciso momento, proprio quelli giusti per noi, come farebbe un qualsiasi bravo papà per i suoi figli: e per me, che sto sempre sul mio saliscendi, non poteva esserci un dono più grande! Ora so che Lui davvero cammina anche con me e so che la preghiera e l'amore sono le armi più potenti di cui Lui ci ha dotato.

Dunque, come dicevo, Roma per me è stato soprattutto certezza di Lui nel mio presente, ma anche un invito a prendere sul serio il mio cammino di fede e ciò mi ha fatto tornare alla mente le parole che un un amico mi ha detto molti anni fa “se crediamo che vale la pena prendere sul serio il Vangelo cercando di viverlo nella nostra reale quotidianità, allora obbiamo vincere le nostre ritrosie e percorrere nuove strade”.

Quindi, seguendo le indicazioni del Convegno (ma prima di tutto di Gesù e del mio cuore) vi ho regalato questa mia piccola testimonianza che chiudo con un invito che Padre Raniero Cantalamessa (predicatore della Casa Pontificia e “ambasciatore” del Rinnovamento nel mondo) ci ha rivolto durante il Convegno: “Il nostro compito non è dire al mondo quanto è lontano dalla Verità, ma testimoniarLa con la nostra gioia e con la nostra vita”.

Anna Maria
Gruppo RnS di Borno - “Gesù è la Luce”


Estate 2014


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