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Sommario

Cüntòmela a BORNO

Due serate di musica e parole

Fra le iniziative intraprese dalla nostra parrocchia per onorare la canonizzazione di Giovanni Paolo II, sabato 21 giugno si è tenuto in chiesa un concerto elevazione, come era indicato sulla locandina, dal titolo “Ecce Mater”. Il coro “La Pieve” di Cividate Camuno, un gruppo di strumentisti e due lettori (si suppone attori professionisti visto l'impostazione e l'intensità delle loro voci) hanno dato vita ad uno spettacolo molto originale e suggestivo, in cui canzoni, testi e suoni si sono intrecciati per esaltare la maternità di Maria.

Spettacolo Ecce Mater

Insieme a brani liturgici il coro, una quindicina di persone in tutto con quattro potenti voci maschili, ha proposto due brani di Fabrizio de Andrè tratti da “La buona novella” che, insieme ad una intensa e drammatica poesia-racconto in grammelot (lingua usata nella recitazione teatrale e derivante da un intreccio di dialetti), hanno trasmesso un volto molto umano della Madonna e della maternità. Ciò, magari, potrà aver fatto storcere il naso a qualcuno, ma in fondo è stato un omaggio a quello che il Papa polacco definiva “genio femminile”, capace di infinita tenerezza, laboriosità e sopportazione del dolore più atroce quale può essere, appunto, vedere morire il proprio figlio inchiodato alla croce.

Spettacolo Ecce Mater

Il sabato successivo, 28 giugno, chi si aspettava l'ormai consueto concerto del coro “Amici del canto” di Borno dedicato al Patrono San Giovanni Battista, ha dovuto ricredersi subito dal brano introduttivo: il tema principale della colonna sonora del film “Mission” eseguito dal M. Tomaso Fenaroli al sax e da don Simone all'organo.

Preparata e presentata con cura dal prof. Francesco Inversini, la serata intitolata "Un Santo tra noi" ha voluto far memoria di alcuni tratti che sono stati molto a cuore a Giovanni Paolo II durante il suo lungo pontificato: la pace, il lavoro, la sacralità della vita, l'unità dei cristiani, i giovani... Ogni argomento è stato incorniciato fra due brani tratti dall'ormai ampio repertorio del coro di Borno e veniva illustrato da testi tratti dagli stessi documenti di Giovanni Paolo II, letti da Elena Marchi e Francesca Gheza. Quest'ultima, sempre insieme all'organo, ha accompagnato con il flauto l'esecuzione del coro di “Fratello sole”.

La serata, forse un po' troppo lunga per la quantità di testi proposti e non sempre tra i più significativi del Magistero di Giovanni Paolo II, si è conclusa con “Minogaja leta”, un suggestivo canto liturgico slavo a cui hanno partecipato anche quattro ottoni della Banda “S. Cecilia” di Borno, oltre all'organo anche in quest'occasione suonato con vigore e padronanza da don Simone. Tale canto ha messo in risalto ancora una volta il notevole livello raggiunto dal coro diretto dal M. Tomaso Fenaroli.

Come sempre in simili circostanze si rischia di cadere nella retorica e nell'incensazione, forse più “laica” che religiosa, del personaggio che si vuole onorare, pur se questo è un santo canonizzato e incensato dalla stessa Chiesa.

Ma in queste due belle serate di musica e parole sono risuonate riflessioni e sensazioni profondamente umane. Se è vero che tutto ciò che è autenticamente umano piace a Dio e viene da Lui, è probabile che le serate saranno state apprezzate dallo stesso Papa Wojtyla che ha speso e ha offerto la sua vita affinché l'uomo, spalancando le porte a Cristo, ritrovi anche se stesso.

Franco


Estate 2014


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