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La mediazione familiare

Lo spazio e il tempo per ricomporre il nuovo progetto genitoriale

Sensibile e attento alla fragilità della vita di coppia, messa in luce dalle ricerche sulla condizione della famiglia italiana che rivelano un vertiginoso aumento delle separazioni e dei divorzi, il consultorio familiare “Tovini”, ha recentemente aggiunto all’equipe dei suoi consulenti, una Mediatrice Familiare. Quando il progetto di vita in comune, si frantuma, le conseguenze, spesso, si trascinano a lungo, un periodo “interminabile” intrappolato il più delle volte, in una elevata conflittualità, in confusi silenzi, in sprezzanti commenti, in una spirale distruttiva che vede l’uno contro l’altro, un’esperienza dolorosa sia per i coniugi che per i figli, spesso spettatori deboli e impotenti. I figli hanno bisogno di certezze e di sentire che la mamma ed il papà continuano ad esserci, che ci saranno sempre e che continuano entrambi ad amarli, anche se non vivono più insieme. Spesso l’eccessiva conflittualità fa scordare ai coniugi di essere ancora genitori… e che i figli hanno il diritto e il bisogno di entrambi: il diritto e il bisogno di poter “accedere alla storia di entrambe le famiglie d’origine”.

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Per riuscire a mantenere saldo il legame genitoriale, a volte, occorre aiuto. Nella stanza di Mediazione con l’aiuto di un professionista, il Mediatore familiare, gli ex-coniugi hanno l’opportunità di trovare uno spazio in cui poter nuovamente comunicare, ed un tempo adeguato per poter accettare, elaborare, trasformare, rinegoziare le relazioni familiari e ricomporre un nuovo progetto genitoriale. All’interno della stanza di Mediazione le risorse di ciascuno vengono recuperate, si rafforzano, si trasformano in una logica propositiva che permette ad entrambi di fare proposte, esprimere dubbi, paure, perplessità e prendere accordi interiorizzati e condivisi per la gestione dei figli e per la ricostruzione dei nuovi equilibri familiari. La mediazione familiare è dunque un “percorso” volto alla “presa di accordi”, che ha come presupposto il cambiamento, che si compie per piccoli passi, in un costante divenire lungo un cammino comune che parte dall’ascolto.

Il Mediatore Familiare lavorando in equivicinanza, con entrambi i partner diventa un facilitatore della comunicazione. L’obiettivo è che i due genitori possano tornare ad “incrociare gli sguardi”: quando la comunicazione diventa “parlata” e non più “urlata” o “taciuta”, quando si recupera la capacità di mettersi “nei panni dell’altro”, quando si torna a “riconoscere l’altro” quando si torna ad “ascoltare” l’altro, allora è stato trovato un nuovo canale comunicativo. Alla logica distruttiva si sovrappone, ed emerge, la logica costruttiva. La coppia coniugale in crisi affronta responsabilmente il proprio ruolo di coppia genitoriale per garantire ai figli la continuazione di quel legame che si chiama essere mamma e papà. Il mediatore familiare aiuta i partner a cercare alternative, sono loro che consapevolmente arrivano ad un accordo: il risultato di un lavoro comune frutto del consenso. Tale accordo proprio perché condiviso sarà più soddisfacente e verrà più facilmente rispettato nel tempo.

In sintesi la Mediazione familiare è... un “percorso” per i genitori separati, in via di separazione o divorziati, volto a trovare accordi condivisi e soddisfacenti per entrambi e che tengano conto dei bisogni di tutta la famiglia, soprattutto le scelte educative ed organizzative per i figli; Un “percorso” che permette di realizzare una cooperazione tra ex coniugi al fine di permettere l’esercizio della funzione genitoriale: i genitori elaborano in prima persona un programma di separazione soddisfacente per sé e per i figli in cui possono esercitare la comune responsabilità genitoriale; Il contenimento dell’ostilità, l’accoglimento dei bisogni di ciascun componente il nucleo familiare, l’ascolto reciproco, l’attenzione ai problemi concreti, la promozione della decisionalità autonoma e responsabile dei partner/genitori costituiscono le premesse per avviare un processo di negoziazione e arrivare alla definizione degli accordi, risultato finale della mediazione familiare.

Nei pochi mesi di attività, si sono rivolti alla Mediatrice sia coppie che singoli, alcuni percorsi sono alla fine ed hanno avuto un esito più che positivo, altri si sono interrotti, altri sono in fase di valutazione. Si è chiesta ai parroci la possibilità di organizzare degli incontri in piccoli gruppi per parlare di Mediazione, poiché non solo è un’attività sconosciuta, ma a volte fraintesa.

Gli incontri effettuati fino ad ora hanno riscontrato interesse, dubbi, comunque hanno mosso qualcosa! Certo si preferirebbe che le coppie si capissero e tornassero insieme piuttosto che separarsi! Ad un matrimonio difficile, doloroso, “cattivo”, è sicuramente meglio preferire una “buona” separazione, anche solo nell’interesse dei figli. “Dai figli non si divorzia” (Anna Oliverio Ferraris)

Per il Consultorio familiare G. Tovini" - Breno
la mediatrice familiare dr.ssa Daniela Saviori


Estate 2014


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