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Sommario

Cüntòmela PER RIFLETTERE

Un Santo al giorno: SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE

Prosegue la nostra rubrica sulla vita dei Santi. In questo numero riportiamo la biografia di Padre Massimiliano Maria Kolbe, vittima del campo di concentramento durante il secondo conflitto mondiale, di cui San Giovanni Paolo II ha detto che con il suo martirio ha riportato “la vittoria mediante l’amore e la fede, in un luogo costruito per la negazione della fede in Dio e nell’uomo”. Principale fonte delle informazioni è il sito ufficiale della Santa Sede.

Massimiliano Maria Kolbe nacque nella Polonia centrale, l'8 gennaio 1894, e fu battezzato col nome di Raimondo. Già nell’infanzia avvertì un misterioso invito della B. Vergine Maria ad amare generosamente Gesù e sentì i primi segni della vocazione religiosa e sacerdotale. Nel 1907 venne accolto nel Seminario dei Frati Minori Conventuali di Leopoli, dove comprese che per corrispondere alla vocazione divina doveva consacrarsi a Dio nell'Ordine francescano. Assunse il nome di fra Massimiliano. Fu trasferito a Roma, dove continuò ad assimilare quelle virtù religiose che già lo rivelavano un degno ed esemplare figlio di S. Francesco, e un futuro autentico sacerdote di Cristo. Emise la professione solenne il 1° novembre 1914 col nome di Massimiliano Maria. Laureato in filosofia e teologia, fu ordinato sacerdote il 28 aprile 1918.

Massimiliano Kolbe

Mosso da forti sentimenti di fede e propositi di zelo, sintetizzati nel motto " Rinnovare ogni cosa in Cristo attraverso l'Immacolata ", istituisce la "Milizia di Maria Immacolata" (M.I.), nel 1917.

Nel 1919 P. Massimiliano è di nuovo in Polonia dove, nonostante le difficoltà di una grave malattia, si dedica con ardore all'esercizio del ministero sacerdotale e alla organizzazione della M.I. con il reclutamento dei primi “militi dell'Immacolata”. Pubblica anche la rivista "Il Cavaliere dell'Immacolata, allo scopo di "portare l'Immacolata nelle case, affinché le anime avvicinandosi a Maria ricevano la grazia della conversione e della santità ".

È una esperienza di vita spirituale e apostolica che dura cinque anni e prepara la programmazione di un'altra impresa: la costruzione, nei pressi di Varsavia, di un Convento-città, "NIEPOKALANÓW" (Città dell'Immacolata). Fin dagli inizi Niepokalanów assunse la fisionomia di una autentica "Fraternità francescana" per l'importanza primaria data alla preghiera, per la testimonianza di vita evangelica e la alacrità del lavoro apostolico. Ben presto diventa perciò un importante e fecondo centro vocazionale che accoglie i sempre più numerosi aspiranti alla vita francescana nei suoi seminari, e un centro editoriale che pubblica in aumentata tiratura "Il Cavaliere ", altre riviste per giovani e ragazzi e altre opere di divulgazione e formazione cristiana.

Nel 1930 P. Kolbe, missionario di Cristo e di Maria, partì per l'Estremo Oriente, e a Nagasaki, accolto benevolmente dal Vescovo, dopo appena un mese era in grado di pubblicare in lingua giapponese "Il Cavaliere dell'Immacolata". Fu poi costruito sulle pendici del monte Hicosan alla periferia di Nagasaki un nuovo Convento-città, in cui P. Kolbe organizzò e formò la nuova comunità francescana missionaria. sul tipo di quella di Niepokalanów. Si moltiplicavano conversioni e battesimi, e tra i giovani battezzati maturavano vocazioni religiose e sacerdotali, P. Kolbe, autentico apostolo di Maria, avrebbe voluto fondare altre " Città dell'Immacolata " in varie altre parti del mondo; ma nel 1936 dovette ritornare in Polonia per riprendere la guida di Niepokalanów che, negli anni 1936-39 Niepokalanów raggiunse il massimo sviluppo della sua attività vocazionale ed editoriale.

Nel settembre del 1939 ha inizio la tragica serie delle prove di sangue che il P. Kolbe aveva in certo modo intravisto. Una folle ideologia antiumana e anticristiana spinge forze brutali a invadere la Polonia e perpetrare stragi e oppressioni inaudite; e la persecuzione si abbatte anche su Niepokalanów dove è rimasto solo un ridotto numero di frati. P. Massimiliano affronta la situazione con eroica fermezza e carità. Egli accoglie nel convento profughi, feriti, deboli, affamati, scoraggiati, cristiani ed ebrei, ai quali offre ogni conforto spirituale e materiale. Il 19 di settembre la Polizia nazista procede alla deportazione del piccolo gruppo dei frati di Niepokalanów presso il campo di concentramento di Amtitz in Germania, dove il P. Massimiliano animò i fratelli a trasformare la prigione in una missione di testimonianza. Poterono tutti rientrare liberi a Niepokalanów nel mese di dicembre, e riprendere un certo ritmo di attività nonostante le devastazioni subite dai vari reparti.

Niepokalanów rappresenta ed esercita in Polonia una forte potenza spirituale cristiana contro ogni forma di ingiustizia e di errore; lo stesso P. Kolbe dichiara: "Siamo pronti a dare la vita per i nostri ideali ". La Gestapo però ricorrerà all'inganno per incriminare P. Massimiliano.

Arrestato il 17 febbraio 1941 P. Massimiliano fu rinchiuso nel carcere di Pawiak dove subì le prime torture dalle guardie naziste; e il 28 maggio fu trasferito al campo di concentramento di Auschwitz, tristemente famoso. La presenza del P. Kolbe nei vari blocchi del campo della morte fu quella del sacerdote cattolico testimone della fede, pronto a dare la vita per gli altri, quella del religioso francescano testimone evangelico di carità e messaggero di pace e di bene per i fratelli, quella del cavaliere di Maria Immacolata che all'amore della Madre divina affida tutti gli uomini. Coinvolto nelle stesse sofferenze inflitte a tante vittime innocenti, egli prega e fa pregare, sopporta e perdona, illumina e fortifica nella fede, assolve peccatori e infonde speranza. Un testimone disse: “Kolbe era un principe in mezzo a noi”.

Era pronto al dono supremo cui aveva aspirato fin dagli anni giovanili; lo compì con estremo slancio di amore quando liberamente si offrì a prendere il posto di un fratello prigioniero condannato insieme ad altri nove, per ingiusta rappresaglia, a morire di fame. Nel bunker della morte il P. Massimiliano fece risuonare con la preghiera il canto della vita redenta che non muore, il canto dell'amore che è l'unica forza creatrice, il canto della vittoria promessa alla fede in Cristo.

Il 14 agosto 1941, vigilia della festa della Assunzione di Maria SS., la ferocia inumana e anticristiana stroncò la sua esistenza terrena con una iniezione di acido fenico..

La fama della vita santa e dell'eroica morte del P. Massimiliano Maria Kolbe si diffuse nel mondo, ovunque ammirata ed esaltata: il Santo Padre Paolo VI lo proclamava Beato il 17 ottobre 1971.

Il 10 ottobre 1982 il Santo Padre Giovanni Paolo II lo proclama Santo e Martire.

A cura di Valerio Arici


VERGINE TUTTA SANTA

Vergine immacolata,
scelta tra tutte le donne
per donare al mondo il Salvatore,
serva fedele del mistero della Redenzione,
fa’ che sappiamo rispondere alla chiamata di Gesù
e seguirlo sul cammino della vita
che conduce al Padre.

Vergine tutta santa, strappaci dal peccato
trasforma i nostri cuori.
Regina degli apostoli, rendici apostoli!

Fa’ che nelle tue sante mani
noi possiamo divenire strumenti docili
e attenti per la purificazione
e santificazione del nostro mondo peccatore.

Condividi con noi la preoccupazione
che grava sul tuo cuore di Madre,
e la tua viva speranza
che nessun uomo vada perduto.

Possa, o Madre di Dio,
tenerezza dello Spirito Santo,
la creazione intera celebrare con te
a lode della misericordia e dell’amore infinito.

San Massimiliano Kolbe


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