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Luoghi e segni della liturgia: L’AMBONE

L’ambone è un luogo elevato, all’interno dell’edificio ecclesiale, dove i lettori e i diaconi leggono i testi biblici e la preghiera dei fedeli, il diacono proclama l’Exultet; il salmista alterna con il popolo il salmo responsoriale; da esso, infine, vengono notificate le feste mobili nella solennità dell’Epifania e comunicati importanti avvenimenti (sull’ambone di santa Sofia a Costantinopoli venivano incoronati gli imperatori).

Ambone duomo ravallo
Ambone del duomo di Ravello (SA)

Dopo l’altare questo è il luogo più importante della celebrazione eucaristica, perché attraverso di esso avviene il nostro incontro con la Parola di Dio; o meglio ancora, ci nutriamo della Parola di Dio.

L’utilizzo dell’ambone nelle celebrazioni liturgiche non è un’invenzione dei cristiani, già gli ebrei nel culto sinagogale prevedevano una tribuna deputata alla lettura della Parola di Dio. Così parla il libro del profeta Neemia: “Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse allo scriba Esdra di portare il libro della legge di Mosè, che il Signore aveva dato a Israele.  Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.  Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d'intendere; tutto il popolo tendeva l'orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l'occorrenza” (8,1-4).

Tre sono le etimologie fondamentali dalle quali si pensa derivi il termine ambone e ognuna di queste sottolinea un significato particolare di questo luogo liturgico:
1. Anabaino: perché si sale.
2. Ambio: perchè cinge chi vi entra.
3. Ambo: perché ha la scala da due lati.

Caratteristica fondamentale dell’ambone è quella di essere monumento. I Vangeli chiamano proprio così il sepolcro pasquale: “Passato il sabato, Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salome, comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro (monumentum – μνημειον) al levar del sole” (Mc 16,1-2).

L’ambone simboleggia il sepolcro vuoto del mattino di Pasqua, luogo dell’annuncio fondante della fede. Per i cristiani, la proclamazione liturgica delle scritture, sia dell’Antico sia del Nuovo Testamento, è sempre annuncio pasquale.

Nello spazio liturgico l’ambone è stato sempre collocato nell’aula della chiesa, prima al centro, poi a lato, ma mai nel presbiterio, perché prima si ascolta il Verbo entrato nel mondo con l’Incarnazione e poi lo si offre al Padre nel sacrificio eucaristico.

Due sono le caratteristiche importanti dell’ambone:

- Monumento elevato: la Parola di Dio viene proclamata dall’alto, perché discende dai cieli come rivelazione divina. Il papa Innocenzo III annota: «Il diacono sale sull’ambone a proclamare l’evangelo secondo la parola del profeta Isaia 40, 9: “Sali sopra il monte eccelso tu che evangelizzi Sion”; e come dice il Signore: ”Quel che vi dico al buio ditelo alla luce, quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti”» (Mc 10,27).

- Monumento unico: Anche quando l’ambone è dotato di una seconda loggia o si hanno aggiunte di leggii, essi sono parte integrante di un’unica complessità monumentale.

Siccome dall’ambone avviene l’annuncio della salvezza, attraverso la Parola di Dio, è bene che rimanga un luogo deputato esclusivamente a questo.

Don Simone


Estate 2014


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