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Sommario

Cüntòmela con i MISSIONARI

Proibito sognare? Assolutamente NO!

A fine ottobre [mese missionario] trovandomi con una decina di persone per tracciare alcune linee guida per la catechesi degli adulti non battezzati, ci siamo posti, fra le altre, questa domanda: “che tipo di Chiesa vogliamo sognare!”

Mettendo un po’ di logica nell’ordine/disordine sparso degli appunti, ne é scaturita una sintesi anche interessante da approfondire ulteriormente, perché ci illumini nel non facile percorso.

La Chiesa é il grande segno della salvezza del mondo, scaturita com’è dal sangue/cuore di Cristo. Madre di un popolo santo e peccatore; eccezzionale: si presenta, contemporaneamente, col volto divino di Cristo, suo sposo, e i tratti imperfetti e a volte sfigurati dei suoi figli e figlie!!!

Noi la proclamiamo: una, santa, cattolica e apostolica. Ossia unita, senza difetti, aperta a tutti, radicata e fondata sulla fede trasmessa dagli Apostoli.

Perció sognamo...

- con una Chiesa che si mantenga sempre salda sulla Parola di Dio, di modo che, sopraggiungendo il vento impetuoso della calunnia, della persecuzione e del potere del maligno, non cada in rovina come le mura di Gerico;

- con una Chiesa dove Cristo non sia presenza remota, strana o ignorata, ma presenza reale, percepita, cercata e sempre piú amata;

- con una Chiesa dove tutti si sentano e siano fratelli e sorelle; dove non ci sia chi é costretto a piangere a causa della durezza del cuore di altri o chi “se la spassa”, mentre gli altri sono schiacciati dalla disperazione;

- con una Chiesa senza esclusi o privilegiati, senza primi o ultimi, ma dove, tutti, nel clima piú puro del Vangelo, siano e si sentano uguali... e se per caso dovessero esistere privilegiati che siano i piccoli, gli abbandonati e i disprezzati;

- con una Chiesa dove nessuno si lamenti per mancanza di accoglienza, aiuto o perdono, ma dove tutti si preoccupino perché, amorevolmente, venga spezzato il pane del corpo come é spezzato il pane della fede.

Ma se questa Chiesa, cosi amata (sic!), ha rughe e brutture la colpa é nostra: sono le nostre rughe e brutture. Ed é questa - graças a Deus - la realtá!

Nonostante tutto non smettiamo di sognare con una Chiesa perfetta e non sarebbe la prima volta che i sogni piú impensati, diventano realtá.

Parafrasando il latinoamericano Papa Francesco possiamo dire: “non lasciamoci rubare la gioia di sognare!”.

A noi, ma anche a voi Buon Avvento: sognando com Isaia... ma con i piedi per terra. Maria di Nazzaret ci sia di esempio e companheira.

Que Deus nos abençoe.

Ciao

Don Lino

PS. Nonostante tutto, la salute regge e regge bene (senza burghí!). Proibito dimenticarsi l’8 dicembre: son 39 anni!


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