Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno

Sommario

Cüntòmela PER RIFLETTERE

A.A.A. catechisti cercasi

È’ un dato di fatto che i preti scarseggiano. Ed allora a chi affidare l’istruzione catechistica dei nostri figli? L’appello insistente dei Don si perde nel vento perché ci sono catechisti che hanno fatto volontariato per tanti anni che chiedono un anno sabbatico per riflettere e riposare e poi ci sono dei catechisti, su d’età, che ce la mettono tutta, ma che, al dire di qualcuno, “sono vecchio stampo, dovrebbero aggiornarsi, stare coi tempi.” Ma il catechismo non ha bisogno di aggiornarsi perché pregare e ascoltare la Parola di Dio andando a Messa sono la base della formazione religiosa per chi si considera cristiano cattolico.

Dopo queste considerazioni, che si facciano avanti i giovani, soprattutto le giovani coppie. Dove sono i giovani? Hanno paura? Ma di cosa? Si considerano timidi e incapaci… o impreparati… Ma mi chiedo, se hanno figli, dovranno pur educarli religiosamente per cui con lo stesso senso di responsabilità potranno dire, fare e dimostrare il loro credo e la loro fede in modo semplice e naturale. Ai ragazzi non servono grandi lezioni o discorsi, loro vogliono essere ascoltati e vogliono essere circondati da persone coerenti, giuste e oneste che rispondono alle loro domande e propongono una via.

Attraverso gli esempi si possono dare gli insegnamenti più nobili, seguendo ed applicando la parola di Dio, che, al dire di una psicologa “dà la risposta a tutte le nostre problematiche”.

Il Vangelo è il più bel testo psicologico che possa aiutarci a vivere bene e serenamente e la famiglia è la prima Chiesa domestica, il luogo dove si respirano e si ricevono i valori cristiani per vivere una santa vita religiosa.

Non possiamo rimanere sordi ed indifferenti alle necessità della nostra comunità. Si parla tanto di fratellanza, di comunione, di solidarietà, di collaborazione, ma in verità c’è tanta indifferenza, tanto egoismo ed egocentrismo.

Ciò non aiuta a crescere anzi blocca l’idea dell’altruismo e dello sfruttamento dei tanti talenti che si hanno e che si tengono gelosamente nascosti e di cui un giorno dovremo rispondere davanti a Dio.

Mi fa male pensare e dover affermare che oggi si passa il tempo a criticare, a sparlare, a volte anche a calunniare il nostro prossimo. Se si capisse quanto male si sta facendo ai nostri figli: essi recepiscono e fraintendono i discorsi degli adulti che parlano di tutto davanti a loro in modo negativo e distruttivo per cui crescono fra mille incertezze, senza valori, senza punti di riferimento, con una grande confusione, senza speranze, già troppo presto stanchi e delusi.

Anche Papa Francesco ha sottolineato di tenere a freno la lingua che a volte uccide più di un’arma. Un catechista deve credere nelle belle potenzialità del prossimo e cercare di far uscire le qualità nascoste che tutti hanno e che devono fare fruttare. Andare là dove è richiesto, dove c’è bisogno. Imparare a non dire mai di no. Personalmente mi piace pensare che dietro ogni richiesta del Don si cela la chiamata di Gesù che ci cerca e si serve di noi per farci donare agli altri.

Cerchiamo di vedere in tutto quello che ci capita la mano del Signore o meglio dello Spirito Santo che Gesù ci ha lasciato proprio per illuminare i nostri passi specie quando ci sentiamo soli lungo il nostro cammino terreno. È dallo Spirito Santo che si trae la forza nel servizio, è Lui che ci manda dove vuole.

Siccome siamo cittadini del mondo, dobbiamo andare dove ci mandano. Io penso che un posto valga l’altro, l’importante è creare delle relazioni di rispetto, d’amicizia, ma soprattutto metterci passione e cuore in quello che si fa, il resto viene da sé.

Ed è in questo nuovo paese che ho instaurato un rapporto di collaborazione e solidarietà che ha permesso ai miei ragazzi di catechismo di lavorare con serenità e serietà. Ma devo ribadire che i risultati positivi li ho raggiunti solo perché dietro questi ragazzi ci sono dei genitori responsabili che credono in quello che faccio e che mi danno una mano. Sono sicura che senza di loro, la mia unica e sola ora di catechismo sarebbe stata poco proficua.

A maggio scorso i miei ragazzi hanno ricevuto i sacramenti della Comunione e della Cresima. Ebbene tutti continuano la frequenza del catechismo e della Messa domenicale con la voglia di confessarsi e comunicarsi tutte le domeniche.

Agli inizi di novembre ho voluto chiedere loro se in quell’occasione avessero mai pensato ai regali che avrebbero ricevuto; la loro risposta è stata di grande soddisfazione in quanto in massa mi hanno risposto che ciò che li aveva preoccupati di più era stata la cerimonia in Chiesa che hanno ritenuta veloce e bella mentre loro se l’aspettavano noiosa. Un ragazzo ha detto che il regalo più bello è stato quello di avere avuto come padrino il fratello maggiore che vede di rado.

Da “vecchia catechista” voglio invitare i giovani a non tirarsi indietro, a essere più coraggiosi per poter trasmettere tutta la loro energia spirituale perché dando a loro volta riceveranno e impareranno dai propri ragazzi.

Francesca


Natale 2014


re magi
DIO-ABBÀ o Babbo Natale

copertina cuntomela

copertina

deco
Il talk-show dei catechis...

tutti gli articoli

 

Parrocchia San Giovanni Battista - Borno (BS)