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Sommario

Cüntòmela PER RIFLETTERE

La storia del GIUBILEO

primo giubileo
Bonifacio III indice il primo Giubileo (frammento affresco di Giotto)

Era il 22 febbraio del 1300, quando il papa Bonifacio VIII pubblicava la Bolla Antiquorum habet fida relatio, con la quale istituiva ufficialmente il primo Giubileo della cristianità. Con la bolla si richiedeva, per poter lucrare l'indulgenza plenaria, l'effettuazione da parte dei romani di 30 visite alle due basiliche di san Pietro e di san Paolo durante l'Anno santo, mentre ai pellegrini che venivano da fuori Roma erano richieste solo 15 visite. Non era imposta alcuna elemosina. Inoltre l'indulgenza plenaria per le pene temporali fu concessa anche ai pellegrini che non avevano potuto finire le visite per cause di forza maggiore, come pure a quelli deceduti lungo il viaggio o prima di terminare le visite. Nella bolla si stabiliva anche che, in futuro, la Chiesa avrebbe dovuto tenere un Giubileo ogni cento anni.

A onor del vero, va detto che il Giubileo non è un’invenzione cristiana. Già nell’ebraismo troviamo questa pratica. La legge di Mosè aveva fissato per il popolo ebraico un anno particolare, al termine di "sette settimane di anni”. Così leggiamo nel libro del Levitico al capitolo 25: “Al decimo giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell'acclamazione; nel giorno dell'espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest'anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo” (9-13).

Un altro antecedente dell’anno giubilare lo possiamo ritrovare nella Perdonanza, istituita dal papa Celestino V nel 1294. Nella Bolla del Perdono egli stabiliva che recandosi nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio nella città dell'Aquila, tra il 28 ed il 29 agosto, venisse concessa l'indulgenza plenaria a tutti i confessati e pentiti. Tale Perdonanza è ancor oggi celebrata.

Riguardo al primo Giubileo, abbiamo un testimone d’eccezione, Dante Alighieri, il quale riferisce nella Divina Commedia che l'afflusso di pellegrini a Roma fu tale che divenne necessario regolamentare il senso di marcia dei pedoni sul ponte di fronte a Castel Sant'Angelo:
«come i Roman
per l'essercito molto,
l'anno del giubileo,
su per lo ponte
hanno a passar la gente
modo colto,
che da l'un lato tutti hanno
la fronte
nverso 'l castello e vanno
a Santo Pietro,
da l'altra sponda vanno
verso 'l monte.»
(Inferno XVIII, 28-33)

Nel 1350 Papa Clemente VI, per parificare l'intervallo a quello del Giubileo ebraico, decise di accorciare la cadenza a 50 anni. In seguito l'intervallo fu abbassato a 33 anni da Urbano VI, periodo inteso come durata della vita terrena di Gesù, e ulteriormente ridotto a 25 anni durante i papati di Niccolò V e di Paolo II.

La parola Giubileo deriva dall'ebraico Yovel, che indica una sorta di tromba (un corno d'ariete) con cui si annunciava questo anno particolare, come si legge nel passo del Levitico.

La durata del Giubileo è di circa un anno e inizia con il rito dell’apertura della Porta Santa delle quattro Basiliche Patriarcali di Roma, san Pietro, san Giovanni in Laterano san Paolo fuori le mura, e santa Maria Maggiore. Tali porte rimangono aperte lungo tutto il tempo del Giubileo e simboleggiano Cristo, la porta attraverso cui è necessario passare per ottenere salvezza, perdono e misericordia.

Si chiama Giubileo ordinario quello celebrato alla scadenza regolare dei venticinque anni (l’ultimo è stato il Grande Giubileo del 2000); mentre si chiama Giubileo straordinario quello indetto in occasione di ricorrenze particolari. Nel 1983 Giovanni Paolo II ha proclamato un Giubileo straordinario per celebrare il 1950° anniversario della Redenzione.

Giubileo straordinario sarà anche quello indetto da papa Francesco a cinquant’anni dalla conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Due sono le caratteristiche di ogni Giubileo (o Anno Santo).

- L’indulgenza: in essa si manifesta la pienezza della misericordia del Padre che viene incontro a tutti con il suo amore. Con l'indulgenza, al peccatore pentito è condonata la pena temporale per i peccati già rimessi quanto alla colpa (con la Confessione). Per ottenere l'indulgenza, è necessario essere in stato di grazia. Poi serve che il fedele abbia la disposizione interiore del completo distacco dal peccato; che si accosti al sacramento della Riconciliazione; che riceva l'Eucaristia; e che preghi secondo le intenzioni del Papa.

- Il pellegrinaggio: un cammino compiuto per devozione verso alcuni luoghi particolarmente significativi: le Basiliche Patriarcali di Roma, per attraversare la Porta Santa; la Terra Santa; Santiago di Compostela o altri santuari particolarmente cari alla devozione popolare.

Don Simone


Estate 2015


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