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Sommario

Cüntòmela PER RIFLETTERE

Ricette d’amore

Il tema della famiglia è spesso al centro delle nostre considerazioni più per analizzarne gli aspetti problematici che per coglierne gli aspetti belli e positivi.

Così sul prossimo Sinodo l’attenzione dei media soprattutto si sta concentrando sul problema della comunione ai divorziati risposati, e tralascia invece di mostrare le cose buone e le risposte già in atto per sciogliere i tanti e complessi nodi che pure esistono sul tema della famiglia.

Cosa si potrebbe dire, allora, per orientare lo sguardo in senso più positivo su questa realtà e su ciò che la può aiutare ad essere ricchezza per la Chiesa e risorsa anche per la società?

Anzitutto di fronte ai disordini che si verificano nelle coppie giovani e non sposate, ma anche nell’ambito delle coppie sposate, potrebbe essere di grande beneficio riscoprire la virtù della castità. Lo so che sembra un discorso impossibile da fare, una proposta che non ha attrattiva, perché nella cultura di oggi la castità non è un valore, il corpo è considerato una proprietà, una merce di scambio senza una particolare dignità. La virtù della castità, però, è ancora il modo più semplice per non essere travolti dalle gravi conseguenze derivanti dal considerare il corpo e la sessualità come puro mezzo di piacere.

coppia uomo donna

La virtù della castità nel modo in cui la concepisce la fede, non è tanto la astinenza dai rapporti sessuali, quanto il vivere la purezza dell’amore, anche fisico.

Si può parlare allora anche di castità coniugale, dove i coniugi sono chiamati a vivere in purezza il loro affetto vicendevole. Quando i coniugi si esprimono l’amore vicendevole con gli atti sessuali, senza impedire la possibile generazione della vita, senza imposizioni o negazioni egoistiche di sé all’altra parte, badando alle esigenze di entrambi e non solo alle proprie, usando della genitalità dentro i fini leciti e propri per cui ci è data, si sta vivendo nella virtù della castità e questo vale per tutti ed anche per i coniugi, che rinsaldano così il loro rapporto e riducono i pericoli che mettono in crisi i matrimoni e la famiglia. Una sessualità vissuta in modo umano, senza tabù terrorizzanti, fiduciosamente e correttamente nella coppia è fonte di serenità interiore e pace nella coscienza, situazioni che rendono gli sposi più forti e capaci di affrontare i conflitti quando si verificano.

Le incrinature che feriscono l’anima, tuttavia, si verificano ed allora è necessario un altro passo: riscoprire il grande valore della Misericordia di Dio. La misericordia di Dio ha un potere immensamente trasformante perché nei nostri confronti non si limita a perdonare il peccato passato, ma agisce dal di dentro dei nostri cuori, sbloccando ciò che ci aveva fatto diventare duri, egoisti, incapaci di un amore senza finzioni. La misericordia divina ci giunge attraverso i sacramenti e fra questi soprattutto la Penitenza e l’Eucarestia. Ecco allora che nelle incomprensioni coniugali, nel tradimento della fiducia reciproca, nel fallimento delle relazioni sentimentali, invece di accelerare ciò che ancora di più divide una coppia, è necessario anzitutto attingere alla Grazia che perdona, libera, guarisce le ferite che ci procuriamo. I sacramenti sono la fonte della Grazia e l’attingervi con frequenza, soprattutto al perdono ricevuto, costituisce l’antidoto alle sofferenze inflitte all’amore di coppia da egoismi, indifferenza, incomprensioni e ripicche che nascono piccole e diventano pian piano lesioni irreparabili.

Dalla Grazia, che trasforma le persone dal di dentro, viene trasformato anche l’amore coniugale perché l’amore di Dio agisce anche senza che noi sappiamo dove e come produca frutti. Così anche nei confronti delle situazioni problematiche del matrimonio in crisi, delle coppie divorziate, di coloro che hanno contratto un nuovo matrimonio dopo il divorzio, la Grazia opera, anche oltre il canale dei sacramenti ricevuti.

Ecco allora l’invito, soprattutto a chi non può accedere ai sacramenti, a prestare un ascolto molto attento alla voce del Signore, a frequentare gruppi dove si riflette sulla Parola di Dio, a partecipare alla S. Messa con la comunità parrocchiale, a pregare nella propria casa, con i bambini e i ragazzi, ad educare i figli in senso cristiano, a vivere esperienze forti a livello spirituale e caritativo. Tutto questo è un dovere e una possibilità non solo per ogni cristiano, ma anche per chi si trova a non poter accedere ai sacramenti della Penitenza e dell’Eucarestia. La Chiesa stessa, la comunità parrocchiale, non deve lasciare sole le coppie in crisi, né le famiglie stabili o quelle che nascono dopo un divorzio. Bisogna stare loro accanto e bisogna che coppie e famiglie si lascino accostare. Così sarà meno difficoltoso far conoscere la verità di queste situazioni con compassione e misericordia, ma anche con franchezza, pazienza e preghiera. E naturalmente il modo migliore perché le coppie e la famiglia crescano salde e forti è che costruiscano il loro futuro sulla roccia, cioè la preparazione previa al matrimonio. Riscoprire il significato del fidanzamento, avviarsi al matrimonio preparandosi per tempo, non lasciarsi illudere dalla convinzione che la convivenza sia il toccasana per evitare problemi gravi di coppia in futuro, lasciarsi aiutare quando emergono già le prime debolezze: questo e altro si può fare per sostenere chi intraprende il cammino impegnativo del matrimonio, non da solo, ma in compagnia di chi ha a cuore e vive la bellezza dell’amore.

Don Francesco


Estate 2015


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