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LA GIOIA DELLA PASQUA

cristo risorto

Siamo a metà marzo a Borno. La primavera dovrebbe già fare capolino e lasciare esplodere la gioia della natura che riprende vita, ma ancora siamo immersi nel grigiore e nella nebbia. Così, con la neve che ancora sporca le strade, aspettiamo la Santa Pasqua che si avvicina, ma senza le avvisaglie della gioia di cui è avvolta questa grande festa.

Eppure nel giorno di Pasqua non potrà mancare la gioia. Ci deve essere la gioia, almeno per noi che abbiamo creduto in ciò che accadde a Gerusalemme dopo la Passione, quando le donne scoprirono la tomba vuota di Gesù e i discepoli verso sera lo incontrarono vivo. La stessa gioia che provarono loro è la nostra gioia, che scaturisce dal sapere che Gesù è veramente risorto dai morti e veramente ci ha conquistato la garanzia della immortalità, della vita eterna, del paradiso.

L’augurio che ci facciamo a vicenda è dunque, che la Santa Pasqua porti anzitutto la gioia di vivere, e poi la pace nel cuore, in famiglia, tra le persone. Noi che crediamo nella resurrezione di Gesù non possiamo più rimanere come prima, rimanere uomini e donne tristi, scoraggiati, senza speranza e pessimisti. Noi non seguiamo più una religione qualsiasi, la religione della croce soltanto. Ormai noi apparteniamo alla Chiesa di Dio e alla fede di Cristo morto e risorto, dove certo la croce è un passaggio di vita necessario, ma la resurrezione è lo stato definitivo promesso e la speranza fondata che anche noi risorgeremo.

Con questa certezza noi guardiamo il mondo in cui viviamo che però sembra ancora dire il contrario: guerre, sofferenze, ingiustizie che paiono non finire mai. E allora, come si fa ad essere sereni, ottimisti, gioiosi? Come si fa, di fronte a tutto questo, a rimanere in pace con la nostra gioia che ha il sapore della beffa o dell’ingenuità che chiude gli occhi di fronte alla dura realtà della vita?

Anche se sembra davvero un banco di prova, noi dobbiamo continuare sulla via dove ci ha posto il Signore. Noi abbiamo il dono della fede e crediamo in Cristo risorto e dunque, davanti alla realtà spesso così angosciante, dobbiamo provare a guardarla con gli occhi di Dio, che vuole bene a tutti, e trova il modo di far sentire questo a chi ama, vuole il bene di tutti, vuole il mio bene, anche se valgo così poco e non lo merito. Accade allora che sia questo modo di guardare come guarda Dio il mondo, a cambiare la vita nostra e la percezione della realtà.

La gioia di Pasqua viene dal credere totalmente in Gesù, in Lui solo che è risorto, che ha sconfitto il male del mondo, il peccato, la morte e tutto quello che è causa della nostra tristezza. Egli non ci è mai estraneo, ci conosce, partecipa della nostra stessa vita, conosce le nostre debolezze e ciò che la vita e la natura ci fanno patire: fame, sete, stanchezza, tristezza, ingiustizia, crudeltà, offese. Oltre tutto questo, la resurrezione è la nostra speranza, la nostra liberazione, l’inizio della vita nuova da vivere in sintonia e intimità con Dio e in comunione con i nostri fratelli. Sia dunque la Santa Pasqua l’incontro vero con la gioia, il sollevamento dai tanti pesi spirituali, morali e psicologici che ci opprimono, la liberazione da tutti gli attacchi che ostacolano il nostro cammino verso Dio, che è la somma felicità e gioia dell’uomo.

Don Francesco


 

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