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IL RESTAURO DELL’ALTARE LIGNEO DI SUCINVA

L’altare ligneo policromo ubicato all’interno della chiesetta di Sant’Antonio da Padova è stato interessato durante l’autunno da un restauro conservativo che ha portato alla luce le coloriture originali di questo storico manufatto, completando così i restauri della chiesa iniziati nel 2014.

altare sucinva lozio
L’altare prima del restauro

altare sucinva lozio
L’altare a restauro terminato

Già all’epoca ci si era resi conto che i colori originali dell’altare erano stati celati da uno strato molto spesso e tenace di ridipintura che era stata stesa sulla totalità del manufatto.

Tramite dei tasselli di pulitura era emerso lo strato pittorico originale con coloriture completamente diverse, più adeguate ai colori delle pareti della chiesa, oltre a svelare diverse parti eseguite a foglia d’oro.

altare sucinva lozio

Pertanto è stata chiesta l’autorizzazione alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia per poter procedere al restauro dell’altare.

chiesa sucinva Lozio

Il restauro, oltre all'asportazione dello strato di ridipintura, ha anche consentito di riposizionare la mensa attaccata all’altare quando, in tempi non ben definiti, era stata tagliata e spostata in avanti, aggiungendo dei listelli nelle zone dove era stato fatto il taglio.

Quindi si è proceduto asportando le parti aggiunte e ciò ha permesso di riportare nella sua posizione originale la mensa .

Successivamente sono state stuccate le parti lacunose sia di colore che del legno dato che alcune parti dei racemi floreali erano andate perdute, oltre a chiudere le naturali fessurazioni che si erano create lungo le giunzioni delle assi.

Una volta ultimata la parte conservativa è iniziato il ritocco pittorico di tutte le parti di colore abrase o mancanti, così come è stata ripristinata la foglia d’oro nelle zone dove non era più presente, soprattutto sulle cornici della mensa che sono le parti più soggette all’usura da contatto.

In fine è stata sverniciata la pedana; durante questa fase è emerso che la alzata dei gradini era colorata e pertanto è stata risarcita con i medesimi colori, creando continuità con l’altare.

Durante il restauro si è appurato che prima è stata realizzata la parte bassa del manufatto e successivamente è stata creata la parte verticale. Questa ipotesi nasce dal fatto che le parti di finitura sono simili ma non uguali; infatti durante il restauro delle pareti erano emerse dietro l’altare delle decorazioni murali a imitazione di un finto altare quindi è presupponibile che la parte al di sopra del tabernacolo fosse dipinta su muro e solo successivamente è stata creata la soasa lignea.

I restauratori
Laura Guitti e Dario Guerini


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