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benvenuto don paolo

AMICIZIA E FIDUCIA
Intervista de "La Voce del Popolo"

Don Paolo Gregorini è il nuovo parroco di Borno, Ossimo Inferiore, Ossimo Superiore, Lozio e Villa di Lozio

don Paolo Gregorini don Paolo Gregorini

Dalla Bassa all’Alta Valle Camonica. In questi anni si è dedicato, in particolare degli ammalati e della scuola parrocchiale, ora è atteso da un nuovo incarico (alla prima esperienza da parroco) nelle cinque parrocchie. Don Paolo Gregorini è, infatti, il nuovo parroco dell’erigenda unità pastorale della Valcamonica che comprende le parrocchie di Borno, Ossimo Inferiore, Ossimo Superiore, Lozio e Villa di Lozio.

Succede a don Francesco Rezzola. Don Paolo lascerà la comunità di Manerbio dove ha testimoniato che il prete non è solo un uomo del sacro, ma anche un acuto sensore (diretto o indiretto) delle dinamiche del nostro tempo. In questi giorni è impegnato nei preparativi per il suo trasloco. Nel suo studio sono ancora appese le opere d’arte che gli sono state donate in varie occasioni, come la splendida figura del Cristo scolpito nel legno di una tavola, firmata da Luigi Bormetti di Ponte di Legno; sulla scrivania un Crocefisso ligneo di Artigiano Camuno. Conserva, incorniciato, il manifesto della sua ordinazione a presbitero con l’elenco dei colleghi di studi. Ancora, si può ritrovare la riproduzione, realizzata da un amico, di una significativa opera sulla crocifissione di Salvador Dalì. Porterà tutto a Borno la comunità che si prepara “servire” come insegna papa Francesco, in un clima di misericordia ed empatia e di ampia apertura al dialogo. Il suo ingresso è in programma domenica 13 gennaio. Per lui è una sorta di ritorno in Valle, in una terra che ha dato i natali alla sua famiglia, in una terra dalla quale in molti sono emigrati nel mondo, un po’ come il padre Angelo che trovò lavoro in Svizzera.

don Paolo Gregorini

Partiamo da lontano. Lei è nato nel 1971 a Berna, la capitale della Confederazione Elvetica.
Mio papà, che si chiamava Angelo, era di Vezza d’Oglio. Giovanissimo, cercò lavoro in Svizzera. Trovata occupazione, sposò mia mamma, Mariarosa. Dal loro matrimonio sono nati prima mia sorella, oggi mamma di tre bambini; poi sono venuto al mondo io. Quando mio padre decise di rientrare in Italia andò a abitare a Pilzone d’Iseo e lavorò come custode del circolo nauitico, dove ho sperimentato anche la navigazione a vela. Bellissimo! Io ho frequentato le scuole dell’obbligo a Iseo ed in terza media ho avuto come insegnante di religione don Angelo Scotti, oggi parroco di Bassano Bresciano. È in quegli anni che matura in me il desiderio di farmi prete supportato, in questo, dalla mia famiglia. Dopo la scuola media, sono entrato nel seminario di via Bollani a Brescia. Ho proseguito gli studi delle superiori dopo i quali ha frequentato i quattro anni di studi teologici che mi hanno accompagnato ad accedere agli ordini del diaconato e quindi al sacerdozio.

La sua ordinazione sacerdotale risale al 1996. Celebrò la sua Prima Messa a Vezza d’Oglio, il paese della sua famiglia d’origine. Il suo primo incarico fu a Virle Treponti nel 1996 fino al 2001. Come fu quell’esordio di giovane prete?
Ero curato ed ho seguito gli importanti consigli che ricevevo. Ho trovato giovani attenti alla fede. È stato un ottimo periodo.

Poi il passaggio a Palazzolo sull’Oglio nelle parrocchie del Sacro Cuore e San Paolo in San Rocco dal 2001 al 2013.
Mi sono occupato di due oratori trovando collaborazione nei giovani dei quali dovevo occuparmi ed ho dato disponibilità alle altre parrocchie della città.

Infine a Manerbio dal 2013 nella parrocchia di San Lorenzo Martire dalla quale partirà per il suo nuovo incarico.
Per cinque anni sono stato cappellano nell’ospedale, ho seguito la scuola parrocchiale e ho dato la mia disponibilità per le celebrazioni liturgiche e le esigenze della vita parrocchiale anche come assistente del circolo Acli. Sono riconoscente a mons. Tino Clementi che incontrerò ancora nella sua Valle Camonica dove recentemente si è trasferito per essere rettore dell’eremo dei Santi Pietro e Paolo. Devo un grazie ai confratelli con i quali ho collaborato, don Oscar e don Massimo e al nuovo parroco don Alessandro.

Ho conosciuto molte persone che mi hanno gratificato con la loro amicizia e fiducia, che significa raccogliere concretamente esigenze diverse: da una crescita di qualità per i giovani, a progetti per dare conforto agli anziani e agli ammalati.


Natale 2018


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