Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno Parrocchia san Giovanni Battista - Borno

MISSIONE POPOLARE

GENTE DI FESTA, GENTE DI GIOIA

Un buon auspicio per le prossime missioni

gioia

Se non ricordo male era una nebbiosa domenica sera di novembre quando, nel salone parrocchiale, padre Ettore e padre Francesco vennero a parlarci delle Missioni Popolari che si sarebbero vissute a Borno nel febbraio 1994.

Quest’anno un incontro simile si è ripetuto presso la Sala Congressi nel primo sabato pomeriggio assolato di giugno. Gli interlocutori sono stati padre Alberto e padre Dino, sempre appartenenti ai Padri Oblati di Passirano, che ci hanno introdotto nello stesso clima delle Missioni Popolari che si terranno nel 2020 nelle nostre comunità di Villa e san Nazaro di Lozio, Ossimo Inferiore, Ossimo Superiore e Borno.

Del primo incontro, sempre se la memoria non mi inganna, ricordo soprattutto due cose: la metafora del minestrone e una canzoncina, neanche molto bella, proposta da padre Francesco.

Paragonando la comunità ad un buon minestrone, padre Ettore ci disse che con il tempo questo rischia di intiepidirsi se non addirittura di raffreddarsi, trasformandosi in un alimento insipido. La Missione Popolare sarebbe dovuta servire proprio a riaccendere quel fuoco, portato da Gesù sulla terra, che permette ai cristiani di sprigionare i sapori intensi e vigorosi dell’amore, del perdono, della gratuità, della voglia di incontrarsi e stare insieme. E con una semplice schitarrata in quella fredda domenica di novembre, padre Francesco ci trasmise un po’ di questo calore di essere e sentirci comunità.

Nel recente sabato di giugno, una delle espressioni che i due padri missionari hanno fatto risuonare con insistenza nella sala congressi è stata la parola gioia, rileggendo i fondamenti della nostra fede proprio come gioia di sentirci fratelli in Cristo venuto per donarci la vita piena.

Non molti giorni dopo questo incontro mi è capitato di parlare con una nuova amica, già nonna, che ha iniziato da poche settimane a portarmi da mangiare. Venuti sull’argomento della Messa della domenica mi diceva che ormai, a volte per il lavoro, a volte per altri impegni, spesso anche lei non ci va, concludendo con due espressioni divenute luoghi comuni: “Non rubo, non faccio del male, penso alla mia famiglia, quindi… E poi quelli che vanno in chiesa spesso sono peggio degli altri!”.

Da persona “sempre a Messa e quasi mai con la chiesa” – scusate se ho capovolto il detto popolare ma così lo preferisco – devo ammettere che in fondo anche queste due battute hanno qualcosa di vero. Soprattutto rivelano una concezione della fede, a mio avviso, troppo legata ad un moralismo di facciata, in qualche modo utile nei tempi passati per non fare brutta figura.

Caduto questo conformismo – ora per non far brutta figura sembra sia bene solo evitare di apparire bigotti, puntando quasi tutto su soldi ed efficienza psicofisica per soddisfare le proprie voglie individualistiche – è caduta pure la reale incidenza della fede nella nostra vita.

Anche solo nella preparazione in cui ci vogliono coinvolgere i padri, senz’altro le missioni popolari saranno una buona occasione per smuovere la realtà delle nostre parrocchie. Non so se queste potranno davvero essere quella miccia, di cui si parlava nel primo incontro del consiglio parrocchiale di Borno con don Paolo, per riaccendere entusiasmo e fervore.

Forse il passaggio dei missionari nelle nostre famiglie potrà essere un fuoco momentaneo. Ma chissà che qualche piccola scintilla trovi ospitalità duratura in qualche cuore. Come Pietro, Giacomo e Giovani anche noi avremo in qualche modo la possibilità di salire sul monte per riscoprire la bellezza dell'ascolto e dello stare insieme con Dio e con gli amici.

Una delle prime canzoni-bans, di solito non molto apprezzabili a livello musicale, che ho ascoltato quando sono stato coinvolto da don Giovanni e altri amici nella parrocchia e nell’oratorio costruito nel 1988 diceva: “Noi siamo gente di festa noi, siamo gente di gioia noi, e camminiamo insieme per le strade della vita”.

Dovrebbe essere questa l’esperienza che accende la vita di ogni persona: sentire quell’ardore della fede che ci spinge ad essere gente di festa, gente di gioia; persone, come diceva un altro bans insegnatoci da don Marco, che non hanno paura di navigare il mare delle difficoltà, per andare a far comunità con chiunque incontra ogni giorno.

Franco


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Estate 2019

 

Parrocchia San Giovanni Battista - Borno (BS)