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DALLE NOSTRE COMUNITÀ

IL CAMMINO DI SANTIAGO

Cammino di Santiago - Luglio 2019 Cammino di Santiago - Luglio 2019 Cammino di Santiago - Luglio 2019 Cammino di Santiago - Luglio 2019 Cammino di Santiago - Luglio 2019

Dall’1 all’8 luglio un gruppo di pellegrini delle nostre parrocchie ha vissuto l’esperienza bella e impegnativa del Cammino verso Santiago de Compostela, gli ultimi centoventi chilometri circa, dalla cittadina di Sarria fino appunto alla città di Santiago. Sei tappe che ci hanno ricordato come la vita di ciascuno di noi sia fondamentalmente un grande pellegrinaggio, che ha la sua conclusione non in una meta terrena, ma nel cielo.

Tante sono state le emozioni che si sono intrecciate in questi giorni di cammino: stupore, fatica, gioia, meditazione… Tanti e variegati gli incontri vissuti, perché lungo il cammino si incontra davvero il mondo (i padroni di casa spagnoli, francesi, qualche americano, gruppi di italiani, pellegrini dall’est Europa…). Ogni pellegrino si avvicina a Santiago mosso dalle più svariate motivazioni (fede, voglia di camminare, contatto con la natura, desiderio di scontare qualche peccato…).

Ad ogni tappa abbiamo avuto anche la possibilità di partecipare alla Messa del Pellegrino, celebrata quasi sempre da missionari di origine italiana, giunti in Galizia per garantire assistenza spirituale ai pellegrini. La presenza di questi missionari, ci hanno spiegato, è dovuta al fatto che in quelle zone circa l’80% dei sacerdoti diocesani ha quasi ottant’anni e chi è ancora in salute è responsabile di sei o sette parrocchie e, dunque, non ha proprio tempo per i pellegrini.

Prima dell’ultima tappa, da Arca a Santiago, abbiamo partecipato ad una catechesi tenuta da un missionario italiano, padre Fabio. È stata molto interessante, perché ci ha ricordato e chiarito il senso del cammino che avevamo intrapreso. Prima di tutto ha tenuto a chiarire che il cammino si inizia a capirlo dopo tre o quattro volte che lo si è vissuto, poi è stato molto chiaro nel dire che non si va a Santiago per risolvere i propri problemi (forse il cammino li aumenta con qualche dolore in più!!!) e nemmeno per scontare i peccati propri o di altri; non serve per mettersi alla prova fisicamente o per passare del tempo a contatto con la natura. Il cammino è un pellegrinaggio verso una tomba; la tomba di un uomo, l’Apostolo Giacomo detto il Maggiore, fratello dell’Evangelista Giovanni, uno dei pochi sulla terra ad avere avuto il privilegio di vedere Gesù Figlio di Dio vivo, in croce e risorto. Si arriva a Santiago per poter stare a tu per tu da uno dei pochi testimoni del Mistero dell’Incarnazione. Ed è ricco di significato e di emozione il gesto che si compie arrivati nella monumentale cattedrale costruita sulla tomba di Giacomo: abbracciare la sua statua e chinare il capo sulla sua spalla (magari sussurrando l’antica frase medievale: Raccomandami a Dio, amico mio), come a stringere un patto di amicizia con colui che è stato con Cristo e per lui ha dato la vita. Con la forza di questa nuova amicizia si torna alle proprie vite, impegnandosi ad evitare il peccato e ad essere testimoni della gioia di aver un nuovo amico in cielo. Il cammino si conclude davanti all’urna preziosa che raccoglie le spoglie dell’apostolo e chi ce la fa davanti a questa tomba prega per i propri nemici, per chi gli ha procurato del male.

Man mano che proseguiva il nostro cammino timbravamo la nostra credencial, con la quale si attestava la nostra condizione di pellegrini e che ci ha permesso di ottenere, una volta giunti alla meta, la compostela, un documento religioso redatto in latino rilasciato dall’autorità ecclesiastica di Santiago de Compostela, che certifica il compiuto pellegrinaggio alla tomba dell’Apostolo San Giacomo Maggiore.

“Sono sincera, ho intrapreso questo pellegrinaggio non con lo spirito religioso, come in realtà doveva essere, ma perché mi andava di farlo, per vedere finalmente come fosse questo cammino di Santiago. Ne sono uscita entusiasta e, nonostante il mio spirito poco religioso, quando ho abbracciato la statua di S. Giacomo, c’è stato qualcosa dentro di me… la stessa cosa l’ho provata alla Messa del pellegrino. Ringrazio il bel gruppo che ha condiviso con me questo cammino e spero un giorno di poterlo fare per intero”.

“Sono partita con tanti dubbi e con tante preoccupazioni, che alla fine si sono rivelate infondate. È stata una bellissima esperienza. Bella, bella, bella”.

I pellegrini di Santiago


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Estate 2019

 

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